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Casi clinici

Dupuytren in donna di sessanta anni

Il caso clinico che verrà analizzato mette chiaramente in evidenza le enormi potenzialità dell’Omeopatia e come questa metodica sia completamente diversa, nella sua applicazione, rispetto a quella allopatica.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: donna di 60 anni

Diagnosi: Dupuytren (retrazione dell’aponevrosi palmare)

 

Dall’anamnesi familiare, che serve a raccogliere tutti i precedenti morbosi dei parenti del paziente, è emerso il seguente quadro:

  • Nonno paterno: etilista
  • Zio paterno: schizofrenico
  • Nonna materna: t.b.c.
  • Zia materna: t.b.c.
  • Sorella: distonica

Da questi dati si evidenzia  una componente diatesica fortemente luesinica e tubercolinica.

 

Dall’anamnesi personale della paziente sono emersi invece i seguenti dati:

  • Nell’infanzia la paziente era di costituzione minuta, magra e inappetente. Ha sofferto di pertosse e morbillo in maniera marcata
  • A 10 anni soffre di adenopatia ilare e scoliosi
  • Menarca a 12 anni. Mestruazioni con dolori violenti e acne
  • A 22 anni pleurite torpida, eczemi, dolori muscolari
  • A 50 anni soffre di adenite curata con Silicea
  • A seguito della menopausa soffre di depressione e desiderio di solitudine
  • Desiderio di una famiglia
  • Fame marcata (desiderio di cibi piccanti e salati) ma con dimagrimento e ipertensione
  • A 56 anni si registra una difficoltà nel movimento della mano
  • A 58 anni arriva la diagnosi di Dupuytren

Anche dall’anamnesi personale si evidenzia una netta componente tubercolinica (pertosse, morbillo, adenopatia, acne, pleurite, depressione) con note luesiniche in un soggetto con diagnosi costituzionale cordo-ectoblasta.

 

La diagnosi diatesica sarà quindi: tubercolinismo-luesinismo.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia in prima prescrizione è stata: Natrum muriaticum 30 CH, Sulphur iodatum 30 CH (acne, adeniti, dolori mestruali, pleurite).

 

Controllo dopo tre mesi di terapia: migliorata la componente aponevrosi palmare e ridotta ipertensione. Alla precedente prescrizione si aggiunge T.R. 30 CH per la fibrosi tubercolinica.

 

Controllo a tre mesi: molto migliorata la patologia di base, per questo motivo si decide di approfondire l’azione dei farmaci aumentando la diluizione: Natrum muriaticum 200 CH, Sulphur iodatum 200 CH, T.R. 200 CH, Baryta muriatica 30 CH (per la componente sclerotica luesinica).

 

Controllo a tre mesi: si prescrive Natrum muriaticum 200 CH, T.R. 200 CH, Luesinum 200 CH.
A questo punto della cura si è quindi deciso di prescrivere il farmaco di base della costituzione muriatica e i due nosodi delle diatesi in campo per impedire la ripresa della patologia o di patologie ascrivibili alle due diatesi.

 

Dopo sei mesi residuano modeste tracce fibrotiche nel palmo della mano che negli anni successivi non avranno alcuna evoluzione. Inoltre si registra una discreta riduzione dell’ipertensione e vengono prescritti periodici controlli annuali.

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Farmaci omeopatici

Thuya Occidentalis

Thuya Occidentalis è un rimedio omeopatico di origine vegetale che nasce dall’omonima pianta (detta anche Cedro bianco), un albero ornamentale appartenente alla famiglia delle Cupressacee.

Thuya Occidentalis: rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico è ottenuto dalle foglie e dai rami raccolti durante il periodo di fioritura della pianta, sminuzzati, tritati, lasciati a riposare in alcol e poi filtrati. La Tintura Madre ottenuta da questo procedimento contiene tannino, flavonoidi ed oli essenziali tra cui il turione con azione antiemorroidale, stimolatore della secrezione urinaria nonché con elevato tropismo cutaneo e mucoso. A dosi tossiche provoca diarrea, gastroenteriti, neurotossicità con spasmi e convulsioni epilettiformi.

 

La patogenesi di Thuya fu studiata da Hahneman il quale sosteneva che “Thuya è la Sicosi e la Sicosi è Thuya”, per tale motivo è un rimedio fondamentale in qualsiasi costituzione in cui domini la sicosi.
Dunque Thuya Occidentalis è il farmaco fondamentale della sicosi e uno tra i farmaci più importanti della Materia Medica. Suoi complementari sono: Natrum sulphuricum, Dulcamara, Silicea, Medorrhinum. Se vi è componente luesinica sono suoi complementari anche Lachesis, Nitricum acidum e Luesinum.

Il tipo omeopatico Thuya Occidentalis

In Omeopatia ogni rimedio è indicato per un particolare tipo di soggetto, definito appunto con il nome stesso del rimedio, che presenta particolari caratteristiche. Di seguito quelle che contraddistinguono il tipo Thuya Occidentalis:

 

Sintomi mentali

  • Bassa auto-stima;
  • Si percepisce non attraente e senza valore;
  • Necessità di perfezione;
  • Tendenza alla depressione;
  • Idee fisse e illusioni;
  • Sensazione di avere qualcosa di vivo nel ventre;
  • Di essere fragile come il vetro;
  • Spesso, in fase stenica arrogante, apparentemente sicuro;
  • Paura delle malattie specie dei tumori e del vento;
  • Ansietà per qualsiasi cosa per cui tutto diventa difficile.

Sintomi generali

  • Tendenza all’ingrassamento specie su bacino e cosce;
  • Tendenza al dimagramento (Thuya magra) specie nei soggetti fosforici;
  • Secrezioni croniche, verdastre;
  • Insonnia con tendenza a svegliarsi verso le 4, le 5;
  • Tendenza neoplastica.

Sintomi locali

  • Testa: mal di testa con dolore puntorio come da chiodo; nevralgie conseguenti all’uso di the; prevalenza sinistra; forfora bianca, squamosa; secchezza e caduta dei capelli.
  • Occhi: nevralgia ciliare; irite; palpebre agglutinate la notte, secche; orzaioli; sclerite ad andamento cronico
  • Orecchie: polipi e otite cronica, a volte purulenta
  • Naso: catarro cronico con muco verde, denso; dolore ai denti soffiando il naso; ulcerazione delle narici; pressione alla radice del naso; varici delle pinne nasali; catarro nasale evacuando
  • Bocca: punta dolente; vesciche bianche vicino alla radice; carie al bordo gengivale; ranula, parodontosi; varici della lingua
  • Stomaco: perdita di appetito; avversione alla carne cruda; eruttazioni rancide; flatulenza e dolore dopo il pasto; dispepsia dei forti bevitori di the
  • Addome: dilatato; diarrea cronica, specie dopo colazione; eliminazioni espulse con forza e gorgoglio appena alzato la mattina; ano dolente, con emorroidi e possibili verruche; percepisce qualcosa di vivo al ventre
  • Apparato urinario: uretra gonfia e infiammata; flusso di urina diviso; sensazione di sgocciolamento a termine del getto; minzione frequente con dolori; paralisi dello sfintere vescicole
  • Apparato genitale maschile: infiammazione del prepuzio e del glande; dolori al pene; balanite; gonorrea; ipertrofia prostatica; indurimento cronico dei testicoli
  • Apparato genitale femminile: vaginiti; verruche della vulva e del perineo; dolore all’ovaia e alla regione inguinale di sinistra; mestrui scarsi e con ritardo; polipi ed escrescenze carnose di vario genere; ad ogni ciclo ovarite sinistra; traspira abbondantemente evacuando e durante le mestruazioni
  • Apparato circolatorio: ipertensione arteriosa; evidenza del sistema venoso
  • Apparato respiratorio: tosse secca, specie pomeridiana, con dolore alla bocca dello stomaco; asma dei bambini; papilloma della laringe; laringite cronica
  • Estremità: sensazione come arti di legno e/o vetro, facile a rompersi, specie camminando; punta delle dita gonfie, rosse, umide; dolore all’achilleo e al calcagno, unghie incarnite, comunque fragili
  • Pelle: spesso oleosa e maleodorante; capelli secchi e irti su cute grassa o con forfora; acne grave, con forma cicatriziale e cheloidea; verruche, piccole neoformazioni cutanee, comedoni, polipi, nei (Sicosi); traspirazione dolciastra, forte specie alle ascelle e genitali; eruzioni erpetiche di vario genere, compreso Zoster
  • Ipertrofia ghiandolare: eruzioni delle parti coperte; macchie marroni su braccia e mani; psoriasi

Per quanto riguarda invece l’eziologia delle problematiche presentate da questo soggetto si ritiene che le cause principali siano dovute a: ripetute vaccinazioni, frustrazioni e gonorrea soppressa.

Indicazioni cliniche e modalità del soggetto

Per quanto riguarda invece le indicazioni cliniche rientrano tra queste: acne; allergia; artrite; ascessi; asma; bulimia; cefalea; cisti ovariche; condilomi; crisi epilettiche; depressione; eczema; gonorrea; herpes; insonnia; ipertrofia prostatica; malattie del tessuto connettivo; neoplasie; nevralgia; paronichia; patologie autoimmuni per la sua notevole azione sui connettivi; polipi e fibromi uterini; proctite; prostatite; psoriasi; ragadi anali; reumatismo; scoliosi; sicosi; sindrome da stanchezza cronica; sinusite; stenosi uretrali; tinea; uretrite; verruche.

 

Infine Thuya Occidentalis è indicato nei pazienti che esprimono le seguenti modalità:

  • aggravamento dei sintomi con il tempo freddo e umido; alle 3 sia di mattina che di pomeriggio; dopo colazione; con cibi grassi; con il caffè, con il the e con la cipolla; dopo le vaccinazioni
  • miglioramento con il caldo secco e con le eliminazioni (anche con secrezione nasale)
  • lateralità sinistra
  • desiderio di: aglio, cipolle (che per altro non tollera), dolciumi
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Casi clinici

Collagenopatia in ragazza di ventotto anni

Di seguito l’analisi di un caso clinico di collagenopatia in una ragazza di ventotto anni trattato attraverso il ricorso a terapia omeopatica specifica.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: giovane sposa di 28 anni affetta da collagenopatia.

Esame obiettivo: la ragazza presenta viso rettangolare, denti quadrati e una struttura robusta (prevalenza sulfurica). In partenza presentava un carattere ottimista e metodico. Ora, invece, è triste e depressa: vuole stare sola, è preoccupata e insoddisfatta rispetto a quello che ha fatto. Soffre di insonnia, inappetenza, sete intensa, stipsi, pelle piena di escrescenze, irite, febbre, dolori, fegato dolente e tosse dopo i pasti. I suoi sintomi peggiorano con il movimento e migliorano con il caldo.

 

Si evidenzia pertanto una costituzione sulfurica-muriatica a prevalenza sulfurica con ancora una componente psorica dietro la quale emergono note luesiniche, sicotiche e tubercoliniche.

 

Dall’anamnesi familiare, che serve a raccogliere tutti i precedenti morbosi dei parenti del paziente, è emerso il seguente quadro:

  • Nonno paterno, longevo
  • Nonna paterna, longeva
  • Padre vivente, medico:soffre di ipertensione e calcolosi epatica
  • Nonno materno, bevitore
  • Nonna materna, tumore maligno
  • Zio materno vivente, schizofrenico
  • Madre vivente: sovrappeso, affetta da malaria e poliposi
  • Fratello vivente, sano

Da questi dati si evidenzia pertanto una componente sicotica e luesinica.

 

Dall’anamnesi patologica remota (A.P.R) è risultato che la paziente ha presentato eczemi secchi all’età di 5 anni mentre a 9 è stata registrata la prima comparsa di foruncoli e verruche.
A 16 anni, in seguito al menarca e a cure ormonali, ha sofferto di acne, verruche e aumento di peso. A 19 anni è stata affetta da polmonite e diarree, mentre a 21 anni si è registrata una nuova comparsa di eczema e ulteriore aumento di peso (assunzione di Ponderal che ha determinato l’aumento della sicotizzazione). Infine a 22 anni è stata ricoverata per RAA, a cui ha fatto seguito una sepsi stafilococcica.

 

Il motivo che ha portato la paziente dal medico (anamnesi patologica prossima A.P.P) è, come si è detto, la collagenopatia (malattia su base autoimmune e quindi luesinica) di cui soffre da quando ha 27 anni.

Cura omeopatica applicata

A seguito della visita omeopatica è stato deciso di prescrivere alla paziente il seguente iter terapeutico:

1° visita:
Nux vomica 5 CH, successivamente Nux vomica 30 CH, infine Nux vomica 200 CH quale complementare di Sulphur e drenatore della allopatia pregressa.

2° visita (dopo 80 giorni dalla prima):
La paziente si sente meglio, ha più appetito e meno stipsi. La febbre è sempre presente, anzi sale gradualmente. I gonfiori articolari e i dolori sono però migliorati dall’immobilità.

Si aggiunge pertanto Bryonia 5 CH per 10 giorni e poi Bryonia 30 CH (complementare anch’essa di Sulphur).

 

3° visita:

I dolori dopo un mese sono molto migliorati ma è peggiorata l’acne e l’eczema. Inoltre ha iniziato a soffrire di cistiti. Alla cura viene dunque aggiunto Sulphur 30 CH per favorire l’eliminazione psorica già avviata.

 

4° visita:
Dopo un mese le cistiti sono passate e i dolori migliorati ma permane l’acne. Si decide di sospendere tutto e si prescrive, per la componente muriatica su base tubercolinica,Sulphuriodatum 30 CH e TR 30 CH.

 

5° visita:
Dopo un mese è tutto risolto e si affrontano le due diatesi finora evidenziate (tubercolinismo e luesinismo per la patologia autoimmune) prescrivendo i due nosodi: Luesinum 200 CH e TR 200 CH.

6° visita:
Per frenare i disturbi legati alla diatesi sicotica si prescrive Causticum 30 CH, Medorrhinum 200 CH per la suddetta diatesi, Sulphur 200 CH quale medicamento di base e Luesinum 200 CH, TR 200 CH, Psorinum 200 CH a sostegno delle altre tre diatesi in campo.

 

Al termine della terapia si registra una piena guarigione seguita da un periodo di grande benessere.

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Omeopatia e aree terapeutiche

Uveiti e Omeopatia: quale eziologia e terapia

Prima di approfondire questo interessante argomento ritengo utile fare una suddivisione delle patologie oculari a seconda della prevalenza diatesica o, secondo Hahnemann, “miasmatica”:

  • Psora: congiuntiviti settiche e allergiche;
  • Tubercolinismo: herpes, tubercolosi, orzaiolo, blefarite, calazi, congiuntiviti allergiche, cheratite scrofolosa, episcleriti, uveiti, esoftalmo;
  • Sicosi: edemi palpebrali cronici, comedoni, cisti, verruche, papillomi, cheratalgia traumatica recidivante, uveiti, glaucoma cronico semplice, strabismi dopo vaccini, xantelasmi;
  • Luesinismo: sifilide, tumori maligni, malformazioni, cheratiti ulcerative, cheratocono, uveiti, eterocromia di Fuchs, cataratta congenita, albinismo, malattia di Coats, retinite pigmentosa, strie angioidi, distacco di retina, ametropie, neuriti tossiche da alcol, sclerosi a placche, glaucoma ad angolo stretto, strabismi, ambliopie, nistagmo, Sjogren.

Uveiti e diatesi omeopatiche

Come si può osservare da quanto elencato in precedenza le “uveiti” sono presenti nella diatesi sicotica, ma anche nella diatesi tubercolinica e luesinica. Questo comporta la presenza di differenze sintomatologiche a secondo della diatesi e ovviamente del soggetto.

 

In questo approfondimento non verranno presentate le caratteristiche delle uveiti in genere, ma verranno evidenziate, secondo un corretto ragionamento omeopatico, le caratteristiche peculiari legate alla diatesi.

 

Secondo la terminologia classica le uveiti vengono distinte in:

  • anteriori (irido-cicliti);
  • posteriori (coroiditi).

Nelle forme essudative prevarrà la componente sicotico-tebercolinica, nelle forme granulomatose la componente sicotica e nelle forme con predominanza di sinechie, sino alla seclusione pupillare, di atrofia iridea e con decorso violento, la componente luesinica.

 

Dal punto di vista eziologico sarà sempre dominante la componente auto-immunitaria (luesinica) spesso associata ad altre manifestazioni auto-immunitarie come la colite ulcerosa, l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante o la sindrome di Behcet.
A parte le uveiti tubercolari, blenorragiche o luetiche (al momento tutte e tre piuttosto rare) si osserveranno uveiti a eziologia virale o batterica focale specie streptococcica.

 

La stragrande maggioranza, però, riconosce una causa auto-immunitaria nella quale è dominante la componente luesinica, come nella ciclite eterocromica di Fuchs, oppure come nella Behcet in cui si affianca la componente sicotica specie nelle forme con ipopion recidivante.

Uveiti e terapia omeopatica

Il trattamento omeopatico richiede una profonda conoscenza della patologia oculare con evidenziazione delle caratteristiche sintomatologiche, onde consentire una precisa individuazione dei farmaci omeopatici ovviamente associati sempre ai midriatici locali ed eventualmente a terapia cortisonica.

 

Nella fase acuta della malattia, per trattare il dolore, verranno utilizzati Bryonia, Cinnabaris o Spigelia. Come antinfiammatori, invece, prevarranno Aconitum, Belladonna, Aurum metallicum, Apis e i Mercuri.

Il rimedio di elezione è Kalium iodatum, nelle forme a forte tendenza sinechiante (luesiniche), mentre nelle forme essudative prevale l’uso di Conium, Arsenicum album, Kalium bichromicum e Bryonia.

Le uveiti posteriori (coroiditi), invece, sono per lo più affezioni croniche o recidivanti, torpide con predominanza della diatesi sicotica o tubercolinica, raramente psorica tale da richiedere l’uso di Sulphur e Psorinum.

 

Nella impostazione costituzionalistico-diatesica, di cui sono portatore, ho pertanto suddiviso seppure in maniera schematica, i vari rimedi di terreno a secondo delle tre diatesi prevalenti in campo.

 

UVEITI

(Iriti – Cicliti – Coroiditi)

 

Sicosi Tubercolinismo Luesinismo
Rhus tox Rhus to Mercurius solubilis
Dulcamara Pulsatilla Mercurius corrosivus
Thuya Silicea Aurum metallicum
Causticum T.R. Kalium iodatum
Medorrhinum T.K. Arsenicum album
Rhododendron Iodum Lachesis
Phosphorus Fluoricum acidum
Sepia Luesinum

 

Sono questi i farmaci ad azione profonda cui si deve la modifica del terreno e quindi la riduzione della componente “miasmatica” causa della patologia.

La problematica inerente alle uveiti, come ad altre patologie immunitarie, è la cronicità o la presenza di recidive a cui la Medicina Allopatica risponde con la cronicità della cura (cortisonici, immunodepressori, biologici) i cui effetti collaterali sono ben noti e il cui risultato è spesso una “remissione” o quello che omeopaticamente viene chiamata soppressione.

 

La corretta terapia omeopatica, con farmaci unitari a diluizione medio-alta, consente con il ridimensionamento della diatesi o delle diatesi in campo, di arrivare alla cura definitiva della patologia. Il risultato ottenuto verrà poi consolidato ulteriormente, dopo un corretto iter terapeutico, dal farmaco di base della costituzione e dalla prescrizione del o dei nosodi corrispondenti alle rispettive diatesi.