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Farmaci omeopatici

Bovista

Bovista, sperimentato nel 1818 da Hartlanb, è un grande rimedio psorico (alla pari della triade psorica del Kent: Lycopodium, Sulphur, Calcarea carbonica) con evidenti note sicotiche e anche luesiniche ed esplica la sua azione prevalentemente nel soggetto carbonico.

Bovista: rimedio omeopatico e tipo costituzionale

Il rimedio Bovista si ottiene dal fungo sferico Lycoperdon Bovista detta anche “Vescia di lupo” in quanto, in piena maturazione, si fende per lasciare uscire una massa di polvere brunastra ricca di spore. Prima della maturazione, specie in alcune regioni del sud Italia, viene mangiato tagliato a fettine di circa un centimetro e fritto dopo essere stato passato nell’uovo (è particolarmente gradevole per mia esperienza personale).

 

Dal momento che si presenta come fungo globoso e gonfio avremo sintomi analoghi (sensazione di gonfiore) a livello cardiaco, cefalico e nelle zone di ritenzione idrica.

 

In antichità, nella medicina medievale si usavano le spore per frenare le emorragie delle ferite.

 

Il tipo costituzionale Bovista è freddoloso e presenta come sintomi generali nella fase stenica una prevalenza della componente psorica in cui avremo grandi eliminazioni cutanee, diarree e difficoltà digestive tanto da confonderlo con il più famoso e diffuso Lycopodium, con cui condivide l’insufficienza epatica, successivamente, in fase astenica, prevarrà la stanchezza e la componente sicotico-luesinica. Quanto alla componente psicologica è quella di un depresso, di un astenico, di un torpore mentale che lo avvicina a Baryta carbonica (stessa costituzione).

 

Bovista vede il suo principale impiego nei disturbi cutanei con pruriti da eruzioni, herpes, ferite che suppurano, psoriasi, pelle edematosa, duroni, cisti e verruche.

 

La sua azione sul sistema nervoso lo rende di grande utilità nelle vertigini, nelle manifestazioni da stanchezza cronica, nelle miastenie ed in patologie neurologiche aggravate dal vino, come in Lycopodium e Zincum.

 

Per ultima, ma non meno importante, la sua azione sulla componente vascolare: è un emorragico, come peraltro altri funghi, e lo utilizzeremo nelle donne (carboniche o sulfuriche ma sempre brevilinee) con mestruazioni abbondanti e con spotting tra un ciclo e l’altro o preciclo, con Calcarea carbonica come complementare.

Il rimedio omeopatico Bovista nella pratica clinica

Nella pratica clinica lo uso nel diabetico di tipo II, nelle costituzioni brevilinee secondo Pende, dove si ottengono ottimi miglioramenti (Kent lo mette in testa ai rimedi antidiabetici) e anche nella ritenzione idrica e nella cellulite sempre del brevilineo (nel longilineo è ottima Badiaga) per la sua componente sicotica.

 

Lo considero un rimedio decisamente sottoutilizzato rispetto alle sue grandi potenzialità: è un grande rimedio della cute, un grande centrifugatore alla pari di Sulphur da cui si differenzia per non essere un rimedio caldo.

 

La sua nota luesinica la vediamo nella balbuzie quale complementare di Agaricus e nella sclerosi a placche che coinvolge in primis gli arti superiori con incoordinazione motoria delle mani e degli arti inferiori.

 

Vorrei inoltre ribadire il concetto che trattasi di un importante rimedio (psorico principalmente) decisamente sottoutilizzato e poco noto come molti altri rimedi (ad esempio Magnesia muriatica e molti altri) molto cari ai grandi omeopati del passato (Kent in primis), ma che nel corso degli anni sono passati ad una posizione di secondo o terzo piano.

 

Ritengo che questi importanti farmaci, già approfonditamente studiati in passato, debbano tornare al loro importante ruolo per il bene del paziente innanzi tutto, realtà questa che sto cercando gradualmente di realizzare nella didattica del Centro Omeopatico Italiano Ippocrate (C.O.I.I.)

 

 

FONTI

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

Hodiamont G., Trattato di farmacologia Omeopatica volume 1°, Nuova IPSA, 2004

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Farmaci omeopatici

Fluoricum Acidum

Fluoricum acidum è il più luesinico tra gli acidi inorganici. Estraneo alla fisiologia dei nostri tessuti, è molto corrosivo, tossico e dalla conseguente azione depressiva, ulcerativa ed emorragica. Il farmaco omeopatico Fluoricum acidum tratta le affezioni che interessano i tessuti fibrosi, come vene e ossa.

 

Floricum Acidum: rimedio omeopatico e tipo costituzionale

Gli acidi inorganici hanno caratteristiche comuni che si possono attribuire alla loro marcata acidità e alla loro funzione di Acido Minerale. In buona parte agiscono come rimedi a diatesi luesinica. Le caratteristiche principali della categoria:

  • causticità, specie verso le mucose e la pelle, con possibili ulcerazioni;
  • intossicazione del sistema nervoso che può dare irritabilità e debolezza;
  • stato emorragico;
  • atonia muscolare;
  • leucorrea acida ed irritante;
  • oppressione e tosse;
  • diarrea putrida;
  • peggioramento notturno o mattutino e con il freddo;
  • sintomi dovuti all’intossicazione acida del soggetto: sordità, caduta dei capelli, peggioramento con il caffè.

 

EZIOLOGIA

  • Cause acquisite: Surmenage mentale, eccessi sessuali, abuso di mercurio.
  • Cause ereditarie: Luesinismo nei precedenti familiari (manifestazioni irritative croniche delle mucose con ulcerazioni dei tessuti) Tubercolinismo (demineralizzazioni e ulcerazioni).

 

MODALITA’

  • Aggrava con il calore e applicazioni calde, con il vino, tè e caffè.
  • Migliora con il freddo, applicazioni fredde e con il sonno.

 

 

SINTOMI MENTALI

Fase stenica: autoritario, materialista, assillato dalla sessualità. Frettoloso, ottimista, realizzatore.

Fase di cedimento: soggetto prematuramente invecchiato, benché resti attivo. Necessita di cambiare. Instabilità intellettuale, affettiva o sessuale. Bisogno di appagare i suoi forti desideri sessuali. Entusiasta, intraprendente, poi rapido scoraggiamento e diviene allora indifferente allo sguardo dei suoi familiari o amici.

 

Le due fasi possono alternarsi e avremo pertanto una sindrome bipolare, oppure la fase di cedimento può subentrare tardivamente e avremo forme di demenza senile.

 

SINTOMI GENERALI

  • Interessamento profondo dei tessuti (osseo, connettivo, cutaneo e nervoso). Distruzione, necrosi, fistole, ulcerazioni, depressione.
  • Segni generali di calore e bruciore su tutto il corpo. Troppo caldo alle estremità (testa, mani e piedi). Sudorazione acre ed escoriante. Secrezioni escorianti, di cattivo odore, anche purulente.
  • È il farmaco più pruriginoso della materia medica.

 

Infine, il soggetto risulta fortemente caloroso e con grande resistenza fisica. Contrariamente a Lachesis, gradisce abiti stretti.

Il rimedio omeopatico Floricum Acidum nella pratica clinica

Se il momento patologico di Fluoricum acidum interessa un sulfurico avremo prevalentemente tre punti chiave: pelle circolazione arteriosa e sclerosi ed i complementari saranno Aurum, Baryta carbonica e Sulphur. Se il soggetto sarà un carbonico avremo lo stato fluorico di Baryta carbonica.

 

Nella pratica clinica lo utilizzeremo prevalentemente nel sulfurico. Ne è un esempio il manager nella fase di declino fisico, mentale e prevalentemente sessuale. In genere sono soggetti Rambo, anche in ambito sessuale, che preferiscono l’omeopatia al Viagra.

 

Altro grande utilizzo è nelle forme di osteonecrosi su base luesinica nel giovane, o nell’adulto e anche nelle forme di grave osteoporosi dell’anziano.

 

 

FONTI

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

Hodiamont G., Trattato di farmacologia Omeopatica volume 1°, Nuova IPSA, 2004

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Farmaci omeopatici

Arnica Montana

Arnica Montana è uno dei principali farmaci pluricostituzionali e, pertanto, può essere usato in ogni costituzione. Si ricava dall’omonima pianta utilizzata interamente quando è in fiore. In Omeopatia è il rimedio principalmente indicato per trattare traumi fisici ed emotivi.

 

Arnica Montana: rimedio omeopatico e tipo costituzionale

L’Arnica Montana è un farmaco di grande prescrizione, specie in campo traumatologico, ortopedico e chirurgico. Vi sono da tenere presente alcuni aspetti per cui Arnica ad alta diluizione può essere utilizzata nei traumi psicologici, nei lutti, nelle perdite affettive. Inoltre, l’atteggiamento di paura delle malattie e, al contempo, la tendenza a nasconderle proprio perché ne si ha paura, avvicina il farmaco alla costituzione sulfurica (Sulphur, Arsenicum album, Nux vomica, Aurum metallicum, ecc.) e ne fa pertanto un ulteriore aiuto nel sulfurico ipocondriaco.

 

Nelle sintomatologie acute si usa sia come fitoterapico sia a bassa diluizione omeopatica per cui avremo tinture madri, creme, unguenti e diluizioni in DH e CH.

 

Anche medici non classificabili come omeopati ne fanno grande uso in odontoiatria, ortopedia, fisiatria, pronto soccorso, traumatologia e nei decorsi postoperatori.

 

Interessante è l’accostamento con Staphysagria nelle manovre diagnostiche invasive dell’apparato uro-genitale e ancor più nelle terapie chirurgiche (turb, turp, cesareo, isterectomia, annessiectomia, orchiectomia, ecc.) dei medesimi apparati sempre in associazione a Staphysagria per il suo potere cicatrizzante e per la sua componente mentale che va a contenere il concetto di “limitazione” legato a tali chirurgie.

 

 

SINTOMI GENERALI E LOCALI

  • Contusioni, distorsioni;
  • Post-operatorio;
  • Estrazioni dentarie;
  • Epistassi;
  • Ferite;
  • Traumi aperti o chiusi;
  • Postumi di traumi cranici (si cfr anche Natrum sulfuricum);
  • Doglie del parto;
  • Postumi del parto;
  • Pertosse con indolenzimento generale;
  • Eruttazione e flatulenze con odore di uova marce;
  • Mialgie dopo sforzo;
  • Eczemi dei punti di sfregamento e di contatto.

 

SINTOMI MENTALI

  • Paura delle malattie, specie cardiache e tende a sottovalutarle e a non farne menzione al medico;
  • Irritabilità
  • Avversione per la compagnia (in fase acuta);
  • Sonnolenza;
  • Tendenza al silenzio;
  • Soggetto cupo, taciturno.

 

MODALITÀ

  • PEGGIORA: con l’umidità, con il freddo.
  • MIGLIORA: con il caldo e il tempo secco.

Il rimedio omeopatico Arnica Montana nella pratica clinica

È utilizzato più frequentemente nella sintomatologia acuta. Nello specifico, si considera:

  • farmaco dei traumi, specie ove esistano ematomi e, comunque, stravasi sanguigni.
  • farmaco delle ferite per via della sua azione antidolorifica, cicatrizzante e trofica sui tessuti.

 

Meno comune l’utilizzo nel paziente cronico come farmaco delle artrosi in cui il meccanismo traumatico possa esserne stato la causa o, per microtraumi continuati, possa alimentare la condizione di cronicità (gotta, cristalli di urato).

 

 

 

FONTI

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

Hodiamont G., Trattato di farmacologia Omeopatica volume 1°, Nuova IPSA, 2004

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Farmaci omeopatici

Mercurius Solubilis

Mercurius Solubilis è un farmaco caratterizzato da una spiccata diatesi luesinica. Secondo l’approccio costituzionalistico della scuola italiana, è impiegato più frequente nella costituzione sulfurica nella quale il luesinismo rappresenta la diatesi al secondo posto dopo la psora.

Mercurius Solubilis: rimedio omeopatico e tipo costituzionale

Il Mercurius Solubilis figura sin dalle prime ricette nella maggior parte delle prescrizioni dei Medici Omeopati. L’uso che se ne fa è frequentemente restrittivo, essendo il più delle volte considerato solo il farmaco della “tonsillite con placche”. In realtà le indicazioni di impiego di Mercurius Solubilis sono molte altre, in buona parte trascurate. Non solo: si possono annoverare nella “famiglia” dei Mercuri numerosi altri componenti caratterizzati da campi di utilizzo spesso piuttosto specifici e diversi tra loro.

 

Si tratta principalmente del Mercurio Solubile di formula hannemaniana, proposto per sostituire il bicloruro di mercurio, troppo tossico anche a basse dosi. Si ottiene a partire da nitrato di mercurio, acido nitrico, mercurio metallico. Nel processo di preparazione si usa anche l’ammoniaca.

 

Pur in disaccordo con il nome, il preparato finale è una polvere biancastra, insolubile in acqua o alcool.

Al Mercurius Solubilis sono associabili i seguenti sintomi e modalità.

 

SINTOMI GENERALI

Gli effetti generali sull’organismo umano sono dovuti alla formazione di mercurio ionizzato che attacca i costituenti organici ricchi di gruppi SH. Colpisce, pertanto, numerosi sistemi enzimatici. Diminuisce la produzione energetica cellulare e l’attività dei mitocondri. Altera e danneggia l’attività del neurone. È un induttore specifico della trasformazione linfoblastica. Veleno generale del metabolismo, con azione su fegato, reni, cute, mucose.

 

SINTOMI LOCALI

  • Gola: faringite acuta e cronica con lingua sporca e salivazione (cattivo odore). Adenopatia cervicale.
  • Gastrointestinale: gastroenterite acuta con diarrea. Sensazioni di feci (estremamente maleodoranti) mai finite. Colite ulcerosa.
  • Urogenitale: eiaculazione precoce.
  • Estremità: tremore delle mani peggiorato scrivendo.
  • Cute: eczema con prurito peggiorato dal calore del letto. Ulcerazioni della cute, infettate, con tendenza alla diffusione. Psoriasi. Erisipela. Eruzioni maleodoranti.
  • Testa: acne cronica, purulenta, secernente, con cicatrici. Rinite con secrezioni verdastre. Afte della bocca e della lingua. Ulcerazione di bocca lingua e faringe. Otite media acuta o cronica. Scialorrea. Gengivite.

 

SINTOMI MENTALI

  • introverso;
  • riservato;
  • sospettoso;
  • impulsivo;
  • impulso a colpire;
  • spesso tali impulsi sono ben nascosti;
  • preoccupato;
  • mentalmente inefficiente;
  • fobie ed ansie verso la propria salute;
  • paranoia;
  • aggressività;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi compulsivi.

 

MODALITÀ

  • PEGGIORA: la notte; con il caldo, ma anche con il freddo; tipicamente in un letto caldo; con il tempo umido; all’aria aperta; con la soppressione delle secrezioni che sono sempre maleodoranti; con la sudorazione.
  • MIGLIORA: con il riposo; stando sdraiato.

 

DESIDERI E AVVERSIONI

  • DESIDERIO PER: pane, burro, dolci ma anche sale.
  • AVVERSIONE: dolci, sale, carciofi.

 

PARTICOLARI

Gusto metallico in bocca. Lingua con l’impronta dei denti. Alito maleodorante.

  • peggioramento con il sale, al mare, con il caldo umido e con il latte per l’azione magnesiaca;
  • miglioramento con la pressione forte e con l’assunzione di limone.

 

Il rimedio omeopatico Mercurius Solubilis nella pratica clinica

I principali disturbi trattati in Omeopatia con Mercurius Solubilis sono: acne, ansia, ascesso, balanite, colite, colite ulcerosa, congiuntivite, digrignamento dei denti, disturbi fobici, disturbi sessuali, eczema, eiaculazione precoce, faringite, gastroenterite, glossite, infezioni delle alte  vie aeree, irite, malattie del tessuto connettivo, morbo di Parkinson, neoplasie, orchite, otite media, paranoia, rinite, sifilide, sinusite, stomatite, tonsillite, vaginite.

 

Ci troviamo pertanto dinanzi ad un farmaco fortemente luesinico che gioca il suo ruolo in qualsivoglia costituzione nella quale il “miasma” luesinico sia assurto ad un ruolo particolarmente significativo.

 

Pertanto, in una ottica costituzionalistica italiana il suo uso è statisticamente più frequente nella costituzione sulfurica nella quale il luesinismo rappresenta la diatesi al secondo posto dopo la psora. La scuola francese colloca invece il luesinismo assai più frequentemente nella costituzione fosforica.

 

Tipiche le caratteristiche luesiniche come: l’aggravamento notturno, le eliminazioni maleodoranti, la lingua con l’impronta dei denti, l’inefficienza mentale, la patofobia, la scialorrea, la tendenza ulcerativa e neoplastica. Ma gli usi un po’ più particolari su cui vorrei soffermarmi sono quelli che seguono e verosimilmente meno usati e conosciuti.

 

Colui che ha l’impulso a colpire ed uccidere raramente andrà dall’omeopata, ma indubbiamente è più frequente osservare il bambino che ha in “nuce” queste caratteristiche evidenziabili in quanto cattivello, aggressivo, tendente alle sevizie sugli animali e sui coetanei. È qui che il “guaritore delle tonsilliti” può svolgere un ruolo di importanza sociale nella riduzione della “cattiveria luesinica”.

 

Naturalmente la diluizione dovrà essere dalla 200 CH in su, completata ovviamente da Luesinum 200 CH. Altro importante uso da me prescritto, questa volta alla 5 CH è nella tromboflebite in fase acuta in associazione a Pulsatilla 5 CH in modo da coprire i due agenti miasmatici della patologia (tubercolinismo e luesinismo).

 

E per ultimo, non meno importante, il suo utilizzo nelle patologie autoimmuni, specie quelle con marcata impronta luesinica ed ovviamente, essendo io anche un oculista in tutte le manifestazioni uveitiche luesiniche che, per altro, sono le meno gestibili e le più serie attesa la notevole aggressività.

 

 

FONTI

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Hodiamont G., Trattato di farmacologia Omeopatica volume 1°, Nuova IPSA, 2004