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Farmaci omeopatici

Arsenicum album

L’Arsenicum album è un rimedio omeopatico che agisce sull’apparato digerente, respiratorio e sul sistema nervoso. Questa sostanza, conosciuta anche come triossido di arsenico, è presente in natura sotto forma di polvere cristallina incolore, poco solubile in acqua.

Arsenicum album: rimedio omeopatico

 L’Arsenicum album è uno dei farmaci più importanti della Materia Medica Omeopatica, a me particolarmente caro per le sue immense possibilità terapeutiche, soprattutto quando utilizzato nel soggetto che realmente necessita di questo rimedio.

 

Arsenicum album consiste nell’ossido bianco di arsenico contenente anidride arseniosa; nell’organismo questa sostanza è presente quale oligoelemento nella tiroide, nel sangue mestruale, ecc.
Si tratta di un farmaco di costituzione sulfurica e uno dei principali policresti dell’Omeopatia. Viene considerato l’altra faccia di Sulphur, anch’esso farmaco d’elezione della costituzione sulfurica.

 

Le diatesi di questo farmaco sono nell’ordine:

  • Psora;
  • Luesinismo;
  • Tubercolinismo.

Arsenicum album espleta le sue funzioni principalmente su mucose, pelle, sistema nervoso, fegato, reni, sangue e ghiandole endocrine.

 

Inoltre è un rimedio molto utilizzato anche in veterinaria, specie nel cavallo.

Il tipo omeopatico Arsenicum album

In Omeopatia ogni rimedio si addice ad un determinato soggetto che presenta un quadro clinico e caratteristiche specifiche. In particolare il soggetto Arsenicum album è caratterizzato dai seguenti sintomi psichici:

  • in fase astenica: agitazione, ansia fino alla disperazione, paura delle malattie, della morte, della solitudine, tristezza profonda fino al suicidio;
  • in fase stenica: tendenza ad essere ordinato, pignolo, risparmiatore, severo, avaro.

Per quanto riguarda i sintomi generali il soggetto presenta:

  • dolori brucianti che migliorano col calore;
  • secrezioni putride ed escorianti;
  • anemia;
  • tendenza emorragica;
  • astenia;
  • freddolosità marcata;
  • febbre all’una di notte o alle ore 16 con brividi e gran freddo, con sete a piccoli sorsi.

Tra i sintomi locali rientrano invece i seguenti disturbi:

  • pelle: eruzioni di ogni genere con prurito e bruciore, ulcerazioni con dolori brucianti, edema delle palpebre specie quella inferiore destra;
  • apparato digerente: nausea, sete intensa nelle patologie acute, vomiti, diarree coleriformi, diarree estive da proteine avariate;
  • apparato respiratorio: rinite escoriante;
  • apparato uro-genitale: albuminuria, ematuria, minzione bruciante, leucorrea bruciante ed escoriante;
  • apparato cardio-vascolare: cardiopatie croniche dell’anziano, specie cuore sinistro, endocarditi, angina pectoris;
  • apparato locomotore: paralisi arti inferiori, nevralgie, sclerosi a placche, atrofia muscolare;
  • apparato emopoietico: anemie, aplasie, leucemie, linfomi, cancri, cachessia.

Il tipo Arsenicum album è riconducibile a due biotipi:

  • il biotipo florido mesoblastico (complementare Thuya) con tendenza alla sicosi;
  • il biotipo cachettico fosforico con prevalenza luesinica e tubercolinica.

Sintesi clinica e modalità del soggetto

Nella sintesi clinica del soggetto rientrano:

  • sindrome anemica;
  • tendenza necrosante;
  • sindrome settica;
  • sindrome astenica;
  • sindrome cutanea e diarroica;
  • diatesi neoplastica.

Per quanto invece riguarda i rimedi omeopatici questi sono descritti anche attraverso le modalizzazioni del paziente al quale corrispondono. Il rimedio Arsenicum album è indicato nei pazienti che esprimono le seguenti modalità:

  • aggravamento con il freddo, ingerendo bevande fredde, con l’umidità e decombendo sul lato malato;
  • miglioramento con il caldo, ingerendo bevande calde;
  • orario di aggravamento: tra l’una e le tre di notte;
  • periodicità: più la malattia è cronica, più la periodicità è lunga;
  • alternanze: problemi cutanei che si alternano con disturbi interni. Emicranie che si alternano con dolori di stomaco, reumatismi o asma;
  • lateralità destra, è una lateralità molto netta.

Il punto di Wehie, nel soggetto Arsenicum album, si trova all’angolo della settima e ottava cartilagine costale a sinistra.

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Farmaci omeopatici

Calcarea phosphorica

Il rimedio omeopatico Calcarea phosphorica ha la sua origine nel mondo minerale: si tratta infatti di un preparato ottenuto dalla triturazione del fosfato di calcio, un sale molto diffuso in natura e presente in tutti i tessuti organici. Questo farmaco omeopatico è particolarmente efficace quando si tratta di affrontare casi di lenta guarigione legati a malattie delle ossa o delle articolazioni.

Calcarea phosphorica: rimedio omeopatico

Calcarea phosphorica conclude l’iter di riequilibrio del soggetto fosforico che presenta problemi legati al metabolismo del fosfato di calcio. Trova il suo massimo utilizzo dalla nascita all’adolescenza compresa, ma non se ne esclude l’uso in qualsiasi età.

 

La sua azione, principalmente dovuta alla componente fosforica, è indirizzata su:

  • sangue;
  • tessuto osseo;
  • legamenti;
  • denti;
  • sistema nervoso;
  • ghiandole endocrine;
  • tessuto linfatico;
  • apparato respiratorio.

Il tipo Calcarea phosphorica in Omeopatia

Calcarea phosphorica è il farmaco di base della costituzione fosforica. Questo rimedio è indicato nei pazienti che presentano le seguenti caratteristiche.

 

Per quanto concerne i sintomi psichici il soggetto presenta:

  • poca resistenza allo sforzo intellettuale;
  • agitazione;
  • insonnia;
  • eccitazione;
  • avversione alla compagnia;
  • scontentezza determinata da un continuo desiderio di viaggiare e di cambiare luogo e attività.

Tra i sintomi generali rientrano invece:

  • dimagrimento e anemia dovuti all’ipertiroidismo, che si verificano nonostante la buona alimentazione;
  • astenia dovuta all’iposurrenalismo;
  • dolori alle ossa (i cosiddetti dolori di crescita) aggravati dal freddo umido;
  • freddolosità specie alle estremità per stasi venosa (come succede anche in Pulsatilla).

Diversi sono inoltre i sintomi locali a carico dei vari apparati:

  • apparato cutaneo: pallore per carenza mesoblastica e per anemia;
  • testa: chiusura in ritardo delle fontanelle e sudore notturno (entrambi si verificano a causa dell’elemento calcico); frequenti i dolori di testa a seguito dell’applicazione;
  • apparato respiratorio: ipertrofia linfatica e episodi infiammatori delle vie aeree;
  • apparato digerente: fame eccessiva specie pomeridiana; diarrea con flatulenze brucianti (caratteristica fosforica) e fistole anali (nota luesinica);
  • apparato genitale femminile: eccitazione sessuale specie prima del ciclo e durante l’allattamento; mestruazioni abbondanti e con coaguli accompagnate da dolori che migliorano con la comparsa del ciclo; leucorrea vaginale.
  • apparato locomotore: dolori che aggravano con il freddo e l’umido (articolazioni sacro-iliache, pubiche e coxo-femorali).

Le modalità principali del soggetto in questione sono:

  • l’aggravamento con il freddo, l’umido, pensando ai propri mali, con la consolazione, trattandosi appunto di un soggetto astenico;
  • il miglioramento con il caldo secco e il riposo;
  • iI desiderio di carne affumicata, lardo, cibi salati, verosimilmente al fine di frenare il proprio iposurrenalismo.

Nel soggetto Calcarea phosphorica il punto di Weihe, ovvero quel punto doloroso alla pressione, si trova due dita al di sotto e internamente alla spina iliaca anteriore superiore, bilateralmente.

Calcarea phosphorica: tipologia di soggetti e fasi di vita

I sintomi (psichici, generali e locali) che caratterizzano il soggetto Calcarea phosphorica variano a seconda dalle diverse fasi di vita.

 

Ad esempio nel caso dei lattanti si tratta perlopiù di neonati lunghi, con fontanelle larghe, che presentano lentezza delle eruzioni dentarie (nel caso in cui ci fossero note rachitiche il complementare è Silicea). Il lattante Calcarea phosphorica presenta, inoltre, fame vorace, diarrea, nervosismo e lentezza nell’imparare a camminare e a parlare.

 

Nel bambino e nell’adolescente, invece, si registrerà un’eccessiva crescita accompagnata da scoliosi, poca concentrazione e bisogno di affetto e incoraggiamento. In questa fase della vita il soggetto tenderà a ricercare vere amicizie, a volte anche in modo eccessivo. Altri sintomi registrati nel bambino/adolescente sono: appetito scarso, febbricole, linfatismo, rachitismo, adenopatie, anemia, cefalea, turbe della dentizione e bronchiti.

 

Infine nell’adulto e nell’anziano il farmaco Calcarea phosphorica sarà utile per combattere: depressioni, convalescenze, calcolosi renale (fosfati) e, nella poliposi nasale, avrà una grossa azione grazie alla sua componente sicotica. Favorirà, inoltre, la formazione del callo osseo e sarà utile nell’artrite coxo-femorale.

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Sulphur

Il Sulphur è un rimedio omeopatico ottenuto a partire dallo zolfo, un corpo semplice della famiglia dei metalli leggeri. Il rimedio omeopatico Sulphur è il farmaco di base della costituzione sulfurica ed è uno dei più importanti policresti usati in Omeopatia.

Sulphur in natura e medicina

Lo zolfo, dal quale si ottiene il corrispettivo rimedio omeopatico, è presente non solo in natura ma anche nella materia vivente, in particolare:

  • negli aminoacidi solforati;
  • nelle proteine del sangue;
  • nei tessuti e nelle pareti delle arterie.

Inoltre viene utilizzato allopaticamente come pomata nelle malattie della pelle, per la cura nelle forme reumatiche e con le acquee sulfuree. Fino agli anni ’50, invece, veniva usato come piretogeno in alternativa alle iniezioni di latte o alla malarioterapia.

Sulphur nella Medicina Omeopatica

Il rimedio omeopatico Sulphur è uno dei sette rimedi epatici più importanti nonché il principale antipsorico della materia vivente le cui diatesi dominanti sono nell’ordine: psora, luesinismo, tubercolinismo.

 

Questo medicinale omeopatico presenta un’azione centrifuga (cute, mucose, sierose, circolazione), agisce sulle alternanze morbose ed effettua una valida azione di sblocco favorendo l’eliminazione delle sostanze tossiche (tossine) presenti nell’organismo. Si tratta quindi di un farmaco di sblocco in situazioni complesse, utilissimo dopo “soppressioni”.

 

È un rimedio che può essere usato in qualsiasi età e circostanza ma tra le cause di squilibrio che ne determinano l’uso sono da evidenziare la vita disordinata e gli abusi, i cinquanta anni, le eruzioni e le malattie soppresse.

 

Inoltre, a seconda della prevalenza delle diatesi in campo, i rimedi omeopatici sinergici ovvero quelli che completano o migliorano l’azione del Sulphur saranno:

  • per la psora: Psorinum;
  • per la sicosi: Natrum sulphuricum e Thuya;
  • per il luesinismo: Aurum metallicum, Lachesis e Baryta carbonica;
  • per il tubercolinismo: Sulphur iodatum e Iodum, Magnesia muriatica.

 

Sulphur è il rimedio omeopatico cronico, cioè in grado di curare meglio i sintomi di una malattia quando questi hanno superato la fase acuta, di Aconitum, Nux vomica, Bryonia e Pulsatilla.

 

James Tyler Kent (1849- 1916), medico omeopata statunitense, consigliò la seguente successione: Lycopodium, Sulphur, Calcarea carbonica (e noi aggiungiamo nel soggetto carbo-sulfurico). Parlando del Sulphur, Kent affermò: “il Sulphur è di dominio talmente vasto che un principiante nel leggere la sua patogenesia può credere che con esso si possa combattere ogni malattia. Invece non solo non cura tutte le malattie, ma è bene non usarlo se non dietro precisa indicazione. Avviene che tanto meno un medico conosce la materia medica, tanto più spesso lo prescrive”.

Il tipo Sulphur in Omeopatia

Secondo lo studio delle Costituzioni Omeopatiche i rimedi per agire devono corrispondere ad un carattere e\o disagio psichico, non devono curare la mera malattia ma l’individuo nelle sue somiglianze con il rimedio.

 

Il soggetto Sulphur mostra le seguenti modalità:

  • aggravamenti in posizione eretta, con il calore specie del letto, lavandosi e specialmente la sera verso le 23;
  • miglioramenti con l’aria fresca e con il tempo secco.

Ha una lateralità sinistra e una avversione per la carne, mentre ha spesso desiderio di zuccheri, alcolici e grassi, in quanto non contengono zolfo.

 

Per quanto riguarda i sintomi psichici, come in ogni farmaco distingueremo tra fase stenica e astenica:

  • in fase stenica il soggetto presenta stenicità, irritabilità, egoismo, voglia di filosofeggiare, discutere e criticare, ottimismo e presunzione, disordine, egotismo, frettolosità;
  • in fase astenica presenterà timidezza, indolenza, difficoltà di memoria specie sui nomi, trascuratezza e sporcizia, fanatismi religiosi e politici, vampate, fame alle 11, ansia, ipocondria.

Tra i numerosi sintomi generali presenta calorosità, posizione eretta faticosa, rossori e bruciori degli orifizi, bruciore piedi e mani, bruciori secrezioni e delle escrescenze, periodicità delle patologie.
I sintomi locali sono invece a carico dei vari apparati che presentano le seguenti caratteristiche:

  • pelle: eruzioni secche, pruriti e bruciori fetidi, acne e comedoni espressioni di sicosi
  • testa: cefalea domenicale e forfora
  • apparato digerente: lingua sporca, sete e fame, insufficienza funzionale del fegato, stipsi o diarrea mattutina, feci molto maleodoranti
  • apparato urogenitale: mestruazioni tardanti e abbondanti, eruzioni attorno ai genitali
  • apparato locomotore: dolori sacro-coccigei e alla spalla sinistra.
  • apparato cardiovascolare: ipertensione che nel soggetto sulfurico viene trattata attraverso la seguente successione di farmaci: Plumbum, Aurum metallicum, Nux vomica, Sulphur (dalla situazione peggiore Plumbum a quella migliore Sulphur). Inoltre questo soggetto presenta piedi freddi di giorno e caldissimi di notte.

Nel soggetto Sulphur il punto di Weihe, ovvero quel punto doloroso alla pressione, si trova al centro del terzo superiore della linea che unisce la cartilagine delle settima costola sinistra con l’ombelico.

 

In conclusione, volendo una sintesi clinica, possiamo enunciare che trattasi di soggetto auto intossicato.

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Calcarea carbonica

La Calcarea carbonica è un rimedio omeopatico alla cui base si trova il carbonato di calcio. Tale sostanza è espressa attraverso la formula chimica CaCO3 e rappresenta il sale di calcio dell’acido carbonico. Si presenta in natura sotto forma di solido bianco scarsamente solubile in acqua.

Calcarea carbonica: caratteristiche del rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico Calcarea carbonica si ottiene dalla triturazione con lattosio del carbonato di calcio e dalle successive diluizioni/dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Il carbonato è il minerale di calcio più abbondante in natura dove si rinviene in due forme cristalline, precisamente nei minerali:

  • calcite: a forma trigonale, molto birifrangente, con cristalli di diverso abito (prismatico, romboedrico, scalenoedrico, tabulare). È il componente principale del calcare, del marmo e di numerosissime pietre pregiate di varie colorazioni;
  • aragonite: molto meno comune della prima, a forma rombica con cristalli generalmente prismatici.

Il calcio è essenziale alla vita degli animali e delle piante, dato che svolge importanti funzioni metaboliche ed è il principale costituente di ossa e denti. Sono formati da carbonato di calcio anche i gusci delle uova, i gusci delle ostriche, l’osso di seppia, i coralli.
È proprio dal guscio dell’ostrica che si ottiene il rimedio Calcarea carbonica; per questo motivo si tratta di un carbonato di calcio non puro.

Calcarea carbonica regola il metabolismo del carbonato di calcio agendo su:

  • ossificazione in ritardo,
  • eccitabilità del sistema nervoso con azione moderatrice;
  • eccitabilità dei muscoli con azione moderatrice;
  • coagulazione del sangue;
  • rallentamento della circolazione linfatica.

Calcarea carbonica e Costituzioni

Calcarea carbonica è il farmaco di base della costituzione carbonica (biotipo linfatico/carbonico detto anche brevilineo astenico) e quindi trova il suo massimo impiego nel bambino, anche se può essere impiegato in qualsiasi momento della vita non per carenza di calcio, ma per difficoltà di utilizzo del medesimo. Essendo il medicinale di base della costituzione carbonica rappresenta la fase conclusiva dell’iter di riequilibrio del soggetto carbonico.

 

I sintomi del biotipo carbonico peggiorano con il freddo e l’umidità, dopo qualsiasi sforzo fisico o mentale e con il plenilunio, migliorano, invece, con il caldo, inteso sia come tempo meteorologico sia come applicazioni calde. Questo soggetto ha, solitamente, una forte avversione verso latte e carne, mentre ha desiderio di uova, terra, calcinaccio, gesso (è un desiderio quest’ultimo che rappresenta un tentativo di riequilibrio del metabolismo del carbonato di calcio).

Calcarea Carbonica: farmaco e sintomi

Il farmaco omeopatico Calcarea carbonica è uno dei principali policresti dell’Omeopatia ed è anche uno dei maggiori rimedi della Psora.

È un rimedio ad azione profonda che agisce sulle forze vitali dell’organismo, rivitalizzando il metabolismo. Riequilibra l’assorbimento del calcio, per cui agisce specificamente sulle ossa e sulle articolazioni, nonché sulle ghiandole linfatiche, sulle vene, sulla pelle e sugli apparati digerente, respiratorio, urinario e genitale femminile.

 

Calcarea Carbonica è un farmaco di uso estremamente diffuso. A questo proposito James Tyler Kent (1849- 1916), medico omeopata statunitense, lo collocò tra i tre farmaci psorici principali che mise in questa successione: Lycopodium, Sulphur, Calcarea carbonica. Questa classificazione, per noi costituzionalisti, ne indica l’utilizzo nel soggetto endomesoblastico o carbo-sulfurico.

 

Il farmaco omeopatico Calcarea carbonica viene utilizzato quando nel paziente vengono riscontrati specifici sintomi generali, locali e psichici; vediamo di seguito quali:

 

Sintomi generali

  • astenia per malnutrizione della cellula muscolare;
  • freddolosità specie negli arti;
  • ipertrofia linfatica per stasi;
  • tendenza all’obesità per ipoendocrinismo e abuso di carboidrati;
  • tendenza all’ipercolesterolemia;
  • tendenza alla formazione di polipi.

Sintomi locali

  • pelle pallida per deficit del foglietto mesoblastico, sudori acidi, eczemi (crosta lattea), suppurazioni (rappresentano vie di eliminazione);
  • testa grossa con ritardo dentizione, eloquio, deambulazione e chiusura fontanelle, pupille midriatiche e blefariti;
  • apparato digerente: sete e fame marcata con attrazione per carboidrati e dolci, acidità di tutto l’apparato digerente, alvo stitico con feci secche;
  • apparato respiratorio: raucedine specie al mattino, dispnea, riniti, bronchiti, ipertrofia dei linfonodi latero-cervicali, poliposi nasale;
  • apparato genitale: mestruazioni anticipanti e abbondanti per l’azione del calcio sulla coagulazione, fibromi e poliposi uterina;
  • apparato locomotore: crampi ai polpacci, specie notturni per l’ipoparatiroidismo e per l’azione del calcio sulla fibra muscolare.

Sintomi psichici

  • debolezza fisica e intellettuale: non si tratta di un deficit, ma di poca resistenza che determina risparmio energetico e pigrizia;
  • apatia;
  • timidezza;
  • paure di patologie psichiatriche, della tbc, del futuro, di soffrire, ecc…;
  • ipersensibilità specie a notizie negative;
  • sonnolenza diurna e dopo cena.

Calcarea carbonica e farmaci complementari

La tendenza ad ammalarsi di alcune patologie piuttosto che altre è definita diatesi e in Omeopatia si esprime attraverso caratterizzazioni ben precise, sostanzialmente legate alla Costituzione di appartenenza. È noto che in ogni biotipo e, quindi, in ogni farmaco sono presenti le quattro diatesi (Psora, Sicosi, Tubercolinismo, Luesinismo).
Nonostante in ciascun soggetto siano presenti le quattro diatesi, in ogni paziente prevarrà una piuttosto che un’altra. Questo comporterà un utilizzo di farmaci complementari differenti a seconda del caso:

  • Psora: se nel soggetto Calcarea carbonica prevarrà la Psora (che è di base dominante) avremo tendenza alla sindrome metabolica, litiasi, ipertensione, ipercolesterolemia, sclerosi. I possibili farmaci complementari, in casi di questo tipo, saranno Lycopodium, Sulphur, Psorinum.
  • Sicosi: nel caso di incremento della diatesi sicotica con formazione di verruche, polipi, fibromi, il rimedio Calcarea carbonica avrà come farmaci complementari Thuya e Medorrhinum.
  • Tubercolinismo: l’apporto della diatesi tubercolinica determinerà, invece, anemia e frequenti patologie bronchiali con la complementarietà di Sepia e delle tubercoline.
  • Luesinismo: per la sclerosi e le patologie neuro-psichiatriche, a nota quindi luesinica, si affiancherà a Calcarea carbonica la Baryta carbonica.