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Casi clinici

Fibroma uterino in donna di quarant’anni

Il caso clinico presentato in questo approfondimento tratta di una paziente affetta da fibroma uterino, un tumore benigno dell’apparato genitale femminile chiamato anche mioma, fibromioma o  leiomioma.
Il caso clinico mostra come la terapia omeopatica prescritta abbia favorito la riduzione del fibroma e portato ad un miglioramento dei sintomi ad esso connessi.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: donna di anni 40, sposata con due figlie. È alta 1,60 cm e pesa 72 kg.
Diagnosi: fibroma uterino insorto tre anni prima e cresciuto gradualmente fino a raggiungere 4 cm di diametro. La paziente è un soggetto carbo-sulfurico con evidenti note sicotiche.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono state raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente. Riportiamo di seguito quanto emerso:

  • Nonno paterno: deceduto a 78 anni. Affetto da malaria;
  • Nonna materna: deceduta a 90 anni. Le è stato diagnosticato un fibroma uterino, mai operato;
  • Padre: vivente, 70 anni. Soffre di obesità e polipi nasali per i quali è stato operato due volte;
  • Nonno materno: deceduto a 90 anni. Non è mai sofferto di nulla di patologico;
  • Nonna materna: deceduta a 72 anni. Soffriva di obesità e K al seno;
  • Madre: vivente, 67 anni. Le sono stati diagnosticati alcuni lipomi e ha subito una isterectomia a causa di un fibroma;
  • Sorella: vivente, 38 anni. Soffre anche lei di obesità e cisti tiroidee.

Dall’anamnesi personale sono emersi invece i seguenti dati: la paziente è nata a termine. Da bambina ha sofferto di dermatite atopica soppressa con pomate cortisoniche e, a 5 anni, è insorto un disturbo d’asma che è poi stato trattato con terapie cortisoniche.
Da un punto di vista diatesico si può parlare di terreno sicotico, approfondito della due “soppressioni” allopatiche.
Da un punto di vista fisico è sempre stata una ragazza robusta; il menarca le si è presentato a 13 anni, con flusso regolare ma abbondante, e a volte emorragico.
Sempre intorno ai 13 anni ha sofferto di verruche. Presenta una pelle piuttosto grassa e capelli che si sporcano facilmente.
Il suo ciclo continua a essere regolare ma emorragico, per tenere sotto controllo questa situazione ha assunto la pillola per circa 3 anni.
Per quanto riguarda le sue caratteristiche, è una donna:

  • freddolosa
  • non sopporta il latte, l’aglio, la cipolla e i latticini
  • dorme a pancia sotto
  • si arrabbia con facilità
  • pigra

Attualmente soffre di stipsi periodica con evacuazione che appare appena sveglia (Thuya).

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

Al soggetto si prescrive: Thuya 30 CH tre granuli al giorno, Medorrhinum 200 CH e Calcarea carbonica 200 CH un tubo dose ogni 10 giorni alternativamente.

 

2° visita – dopo 4 mesi:

Alla seconda visita il fibroma si presenta delle stesse dimensioni (non è aumentato). È però ricomparso l’asma nei primi due mesi di cura, ora risolto.
La paziente soffre anche di dermatite atopica umida nelle pieghe (legge di Hering) e si è registrata un’accentuazione della stipsi.
Dalla visita la paziente risulta essere meno freddolosa e il ciclo sempre emorragico.

Si prescrive: Medorrhinum 200 CH, Thuya 200 CH, Calcarea carbonica 200 CH un tubo dose ogni 10 giorni alternativamente; Graphites 30 CH tre granuli la mattina; Aurum muriaticum kalinum 30 CH per il fibroma con note emorragiche, tre granuli la sera.

 

3° vista –  dopo 4 mesi:

Alla terza visita il ciclo della paziente risulta decisamente meno emorragico. La dermatite nelle pieghe è scomparsa e si annota un’accentuazione del riflesso gastro-colico con feci dopo colazione o dopo pranzo (raramente durante il pranzo) e stipsi assente.
Si sta attenuando la componente sicotica e si evidenzia la componente sulfurica.

Si conferma: Aurum muriaticum kalinum 30 CH e si prescrive Thuya 200 CH, Natrum sulphuricum 200 CH un tubo dose ogni 10 giorni alternativamente.

 

4° visita – dopo 4 mesi:

Dall’ecografia risulta che il fibroma si è ridotto a 2 cm e mezzo. Il ciclo della paziente è regolare sia a livello di frequenza che di quantità. Anche la pelle risulta meno grassa.
Si decide quindi di proseguire con la stessa terapia.

 

5° visita – dopo 4 mesi.

Alla quinta visita il ciclo risulta sempre regolare e non emorragico e il fibroma si è ridotto ulteriormente a 2 cm.

Si decide di sostituire l’Aurum muriaticum kalinum con Aurum muriaticum natronatum, data la mancanza della componente emorragica.
Quindi la terapia è: Aurum muriaticum natronatum 30 CH tre granuli la sera, Sulphur 30 CH tre granuli la mattina, Thuya 200 CH, Natrum sulphuricum 200 CH, Medorrhinum 200 CH un tubo dose ogni 10 giorni alternativamente.
La successiva visita viene fissata dopo 5 mesi.

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Farmaci omeopatici

Nux vomica

Nux vomica è uno dei farmaci più diffusi in Omeopatia. Le sue proprietà benefiche, infatti, ne fanno uno dei farmaci maggiormente apprezzati, tanto che nell’ambiente medico circola un detto: se un paziente dovesse trovarsi su un’isola deserta con un solo farmaco omeopatico sicuramente porterebbe con sé Nux vomica.

 

È prevalentemente un farmaco di costituzione sulfurica e come tale complementare di Sulphur. Le diatesi predominanti sono invece psora e luesinismo.
Nux vomica è considerato un regolatore generale del sistema nervoso e dell’apparato digerente: agisce sul sonno, ed è molto utilizzato per contrastare lo stress e per curare reumatismi e cistite.

Nux vomica: rimedio omeopatico

Strychnos Nux Vomica o Noce Vomica è un seme estratto da un frutto grande come un’arancia, proveniente da un arbusto originario dell’Asia Subtropicale.
La polpa del frutto è comunemente mangiata dagli indigeni mentre i semi sono molto tossici, contengono infatti stricnina e brucina, due alcaloidi molto tossici e amari.

 

I principi attivi del rimedio Nux Vomica vengono dunque ottenuti dai semi del frutto che vengono fatti essiccare e successivamente triturati per ottenere la T.M.

 

Stricnina e brucina sono presenti sia nei semi della pianta da cui si ottiene Nux Vomica sia in Ignatia amara, anche se in proporzione diversa. È questo il motivo per cui i due farmaci si annullano a vicenda.

 

Come già anticipato, nella Medicina Omeopatica Nux vomica è considerato un rimedio costituzionale molto importante e svolge la sua azione primaria sul sistema nervoso centrale e periferico.

Nux vomica: tipo costituzionale

Il rimedio omeopatico Nux vomica viene utilizzato solitamente per la cura di soggetti che presentano i seguenti sintomi mentali, generali e locali. Eccoli elencati:

 

Sintomi mentali
Si tratta perlopiù di soggetti irritabili, impazienti, ambiziosi, energici e permalosi. Presentano rabbia per la contraddizione e ansia da aspettativa. Inoltre sono persone competitive, che presentano compulsioni e ossessioni e pignole. Hanno paura del buio, del fallimento e degli impegni (di cui il paziente è pieno). Presentano forte sensibilità agli stimoli luminosi e al rumore e soffrono di insonnia, con risvegli alle 3-4 di notte, e sonnolenza diurna.

 

Sintomi generali
A livello di sintomi generali presenta tensioni mentali, irritabilità del fisico e della mente e disturbi gastroenterici. Soffre inoltre di raffreddore allergico e ipocondria.


Sintomi locali
Nux vomica è, più che altro, un farmaco di disintossicazione generale. L’elemento base dei sintomi locali, che modula anche quelli generali, è lo spasmo.
Di seguito i principali sintomi locali di questo soggetto:

  • Testa: dolore occipitale o sopra le orbite ma anche frontale, vertigini anche con perdita di coscienza, scalpo sensibile, fotofobia;
  • Occhi: fotofobia che peggiora al mattino, secchezza, nevralgie infraorbitali con lacrimazione, paresi dei muscoli oculari, mioclonie;
  • Orecchie: prurito dell’orecchio percepito anche nella tuba, otalgia, iperestesia, non sopporta suoni o rumori;
  • Naso: chiuso con corizza abbondante la mattina di vario significato, sensibile alle correnti d’aria fredda e secca, odori che provocano svenimento, epistassi;
  • Bocca: contrattura delle mascelle, afte ed ulcere, lingua patinata, gengive gonfie e bianche;
  • Gola: sensazione di raschiamento, faringe compressa;
  • Stomaco: sapore acido e nausea specie la mattina e dopo il pasto, senso di peso opprimente, flatulenza e pirosi, regione gastrica sensibile alla pressione, dispepsia da caffeina, desiderio di vomitare dopo il pasto;
  • Addome: senso di contusione dolorosa, dilatazione, flatulenza, meteorismo, debolezza dell’anello inguinale, fegato congesto;
  • Feci: stipsi con tenesmo urgente e inefficace, senso di non completo svuotamento; uso di lassativi prolungato, disagio al retto, a volte diarrea imperiosa;
  • Urine: tenesmo urinario inefficace, prostatismo, prurito uretrale;
  • Apparato genitale maschile: eccitabilissimo, polluzione, dolore ai testicoli, spermatorrea;
  • Apparato genitale femminile: mestruazioni anticipate, lunghe, irregolari e sangue nero, prolasso uterino, dismenorrea e tenesmo rettale, desiderio sessuale aumentato;
  • Apparato respiratorio: raucedine catarrale con sensazione di raschiamento, asma, rinite da fieno, respiro poco profondo o oppresso, tosse che provoca mal di testa;
  • Estremità: perlopiù intorpidite, paralisi da sovraffaticamento o esposizione a freddo, crampi;
  • Sonno: risvegli alle 3 del mattino con impossibilità a riprendere sonno, si sveglia male e con malesseri, migliora con sonni brevi;
  • Pelle: bruciante, acida, calda ma con desiderio di caldo, orticaria, acne, pelle con colori e macchie rossicce;
  • Febbre: anche dopo intossicazioni

Indicazioni cliniche e modalità del soggetto

Ricordiamo sempre che la stricnina è un veleno del sistema nervoso e del fegato; dunque per quanto riguarda le indicazioni cliniche rientrano tra queste: cefalea ed emicrania, allergia, febbre da fieno, gastrite (specie da abuso di stimolanti ed alcol), ulcera peptica, epatite (infettiva ed alcolica), coliche addominali, costipazione, diarrea e costipazione alternanti, emorroidi, cistite, calcoli renali, pielonefrite, spasmi uterini e del retto, dismenorrea, asma, angina pectoris, mal di schiena, fascicolazioni, tremori, tic nervosi, insonnia con risvegli alle 3-4 del mattino, artrite, colite, colite ulcerosa, disturbi del comportamento, ipertensione, lupus, morbo di Crohn, prostatite, ragadi anali, sciatica.

 

Infine i sintomi del soggetto Nux vomica:

  • Peggiorano: con il freddo, con il vento freddo e secco, mangiando, al mattino, dopo uno sforzo mentale, con l’uso di sostanze stimolanti e psicoattive, con la soppressione delle infiammazioni emorroidarie e indossando abiti stretti
  • Migliorano: con il caldo, con le applicazioni calde, con l’umidità, con la pressione locale e con il riposo
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Casi clinici

Caso clinico a quiz: ansia e stanchezza in donna quarantenne

In questo approfondimento abbiamo deciso di presentare ai lettori un caso clinico di circa 30 anni fa, molto sintetico, che verrà utilizzato per porre alcune domande in merito alla terapia omeopatica prescritta per la risoluzione del caso e aprire un confronto con gli utenti che seguono il progetto Reckeweg.it.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: donna di 40 anni

 

Dalla visita sono affiorati i seguenti tratti caratteristici del paziente: di professione è medico, sta vivendo un periodo particolarmente stressante in quanto oberata di lavoro e preoccupata per il figlio in dialisi. Da qui ansia, stanchezza, frettolosità e tristezza. Presenta però una volontà ferrea.

È una persona molto attenta al denaro (anche perché ha dovuto sostenere molte spese per il figlio).

Dal punto di vista fisico è freddolosa, presenta secrezioni brucianti e pruriti con desiderio di grattarsi. Dal punto di vista mentale è una persona onesta e presenta forte ansia per il desiderio di riuscire.

Adora la montagna e fa sci di fondo.

 

Inizialmente le viene prescritta, dal Dott. Alfonso Masi Elizalde, la seguente terapia in successione: Arsenicum album 1000 CH poi Kalium phosphoricum 1000 CH poi Kalium sulphuricum 1000 CH.

 

Successivamente la paziente viene visitata dal Prof. Antonio Santini dato che in lei perdurano lo stato di “ansia, stanchezza e tristezza”.

 

DOMANDE

  1. È giusta la prescrizione dei tre farmaci? Perché?
  2. Si doveva puntare su uno dei tre? Perché?
  3. Per quale motivo la paziente non è migliorata?
  4. La paziente necessita della prescrizione di un ulteriore farmaco?
  5. Se si, quale e per quale motivo?

 

Invitiamo dunque i lettori che lo desiderano a inviare le proprie risposte all’indirizzo info@reckeweg.it, a seguito delle quali il sottoscritto darà esauriente chiarificazione in merito alla terapia.

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Farmaci omeopatici

Ignatia amara

Il rimedio omeopatico Ignatia amara viene ottenuto dalla triturazione dei semi essiccati e polverizzati del frutto della pianta Strichnos Ignatia e dalle successive diluizioni e dinamizzazione in soluzione idroalcolica. Questo rimedio è molto utilizzato in caso di stress in quanto agisce sul sistema nervoso e sulla stabilità emotiva.

Ignatia amara: rimedio omeopatico

Strichnos Ignatia, la pianta da cui deriva il preparato omeopatico in questione, è una liana che appartiene alla famiglia delle Loganiacee. Questa produce frutti verdastri o giallo arancione che contengono 10-12 semi di forma irregolare. Da essi si estrae il principio attivo sul quale si effettuano le preparazioni che contengono stricnina e brucina (cfr. Nux Vomica).

 

Ignatia amara è un farmaco di costituzione prevalentemente muriatica e sulfurica e diatesi tubercolinica e secondariamente luesinica.
Possiamo affermare che, in generale, gode di una fama “immeritata” o per meglio dire di una prescrizione eccessiva, e quindi inefficace, per problematiche etichettate in passato come “isteriche” e coinvolgenti la sfera emotiva e le sue conseguenze comportamentali.

 

Questi casi infatti richiederebbero prevalentemente l’utilizzo di:

  • Zincum metallicum;
  • Pulsatilla;
  • Platina;
  • Moschus e tanti altri.

La composizione di stricnina e brucina (pur in proporzioni diverse) avvicina questo farmaco alla Nux vomica (i due farmaci si annullano vicendevolmente) consentendone l’uso anche nella costituzione sulfurica. Inoltre il fatto di essere un farmaco complementare di Natrum muriaticum (vedi quanto afferma Kent in merito) lo inserisce di diritto fra i farmaci cordoblastici.

 

Rispetto alla Nux vomica (farmaco maggiormente maschile), Ignatia amara è un farmaco maggiormente femminile. Oggi le cose sono un po’ cambiate, infatti nonostante a livello generale sia un’affermazione corretta era decisamente più veritiera ai tempi di Hahnemann e Kent.

Ignatia amara: tipo costituzionale

Esattamente come per gli altri farmaci omeopatici che abbiamo trattato negli scorsi approfondimenti, anche il tipo costituzionale Ignatia amara è un soggetto che presenta determinate caratteristiche a livello di sintomi mentali, generali e locali. Vediamo di seguito i principali:

 

Sintomi mentali

Molti segni fisici e mentali di Ignatia sono estremamente contraddittori.

Lo stato di Ignatia può essere pre-esitente, tuttavia è spesso indotto da dispiaceri, sconfitte, delusioni (specie d’ambito sentimentale).
Frequentemente il soggetto mostra il proprio dolore con manifestazioni isteriche, singhiozzi, singulti, esprimendo anche tristezza, depressione, gioia o irritabilità e collera. Di base è un soggetto geloso, spesso possessivo, che si rifugia facilmente in atteggiamenti di difesa. È anche suscettibile, permaloso, a volte sgarbato, sospettoso e dubbioso. Presenta inoltre sintomi paradossali, e sono proprio questi che devono far pensare ad Ignatia.

 

Sintomi generali

In fase stenica il soggetto presenta un’ipersensibilità al dolore ed evidenti manifestazioni spastiche a tutti i livelli. In fase astenica, invece, avremo facilmente debolezza e senso di svenimento che lo avvicina a Moschus.

 

Sintomi locali

Di seguito quanto riscontrato:

  • Testa: sensazione di vuoto o pesantezza, cefalea violenta dopo rabbia, afflizione o da fumo di tabacco o chinando la testa in avanti;
  • Occhi: nevralgie, scintilii, cloni delle palpebre;
  • Faccia: mioclonie varie;
  • Bocca: gusto acido, si morde l’interno delle guance, scialorrea, peggiora tutto dopo caffè e fumo, lingua con impronta dei denti (nota luesinica);
  • Gola: sensazione di nodo alla gola, tendenza al soffocamento, bolo isterico, fitte dalla gola all’orecchio;
  • Stomaco: eruttazioni acide, flatulenza, senso di vuoto alle 11 (come in Sulphur), singhiozzo, crampi, avversione alla dieta, desiderio di varietà di cibi anche indigeribili, desiderio di cose acide, migliora facendo un respiro profondo;
  • Addome: colon spastico;
  • Retto: prurito e sensazione pungente, prolasso, ipertonia sfinteriale, diarrea emotiva, emorroidi;
  • Urine: abbondanti e acquose specie quando la cefalea sta per cessare;
  • Apparato respiratorio: tosse secca, spasmodica, insistente, tossire aumenta il desiderio di tossire, sospiri frequenti, peggiora la sera;
  • Apparato cardiocircolatorio: tachicardia emotiva ed oscillazioni consistenti della pressione arteriosa anche nella stessa giornata;
  • Apparato genitale femminile: mestruazioni nere, variabili (abbondanti o scarse) senza logica, languore durante il ciclo con dolore spasmodico allo stomaco e all’addome, frigidità sessuale femminile, amenorrea da afflizione;
  • Estremità: contratture e scatti, dolori al tendine di Achille;
  • Sonno: leggero, insonnia da afflizione e preoccupazioni, pruriti nel sonno;
  • Febbre: con brividi e sete ma anche con orticaria e prurito;
  • Pelle: spesso prurito sine materia, sensibile alle correnti (specie agli orifizi).

Indicazioni cliniche e modalità del soggetto

Per quanto riguarda le indicazioni cliniche rientrano tra queste: aritmia, artrite, asma, bulimia, cefalea, corea, crampi rettali, depressione, emicrania, encefalite, globo isterico, irsutismo, isteria o reazioni di conversione, lombalgia, obesità, prolasso rettale, ragadi anali, sindrome da stanchezza cronica, sindrome spastica, tics, tosse.

 

Inoltre i sintomi del soggetto Ignatia amara:

  • Peggiorano: con la consolazione, con gli odori, mangiando dolci e assumendo the e caffè
  • Migliorano: con la pioggia, viaggiando, con la distrazione e con il caldo

 

Infine presenta desiderio di frutta e formaggi. Spesso però, nonostante desideri mangiare frutta, prova anche una forte avversione.