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Eurispes, Rapporto Italia 2017: la situazione della Sanità italiana

Il Rapporto Italia per il 2017 di Eurispes mostra dati interessanti riguardo la Sanità italiana, le Medicine Non Convenzionali e l’Omeopatia in particolare.

Come ogni anno Eurispes ha rilasciato il Rapporto Italia per il 2017, un documento che legge la situazione economica, politica e sociale del Paese, ne segnala i cambiamenti e i nuovi fenomeni.

 

Il Rapporto, che viene diffuso annualmente da Eurispes, è composto da più sezioni e incentrato su temi di attualità. Il testo inoltre presenta, in apertura, le Considerazioni generali del Presidente dell’Eurispes che, sulla base dei dati presenti, descrive lo scenario generale emerso in merito a temi di economia, politica e società italiana.

 

In particolare risulta molto interessante la scheda riguardante il tema della Sanità nel nostro Paese e come questa è percepita dagli italiani. Facendo riferimento a questo tema ecco quello che emerge dal comunicato stampa di Eurispes, pubblicato a gennaio 2017.

 

In generale, i dati mostrano un atteggiamento di malcontento da parte del campione intervistato, infatti la Sanità italiana viene bocciata dal 54,3% degli intervistati a fronte del 45,6% che invece si dice soddisfatto. Questa insoddisfazione generale è causata da una serie di motivi:

  • le lunghe liste d’attesa che creano numerosi disagi (75,5%);
  • le strutture mediche fatiscenti (42,2%);
  • le condizioni igieniche insoddisfacenti (41,8%);
  • gli errori medici sperimentati da oltre un terzo del campione (34,1%).

Dal Rapporto Italia 2017 inoltre è emerso che la Rete viene spesso usata (47,7%) per cercare informazioni sui propri disturbi di salute, soprattutto dai giovanissimi di 18-24 anni (64,4%).
Internet viene utilizzato soprattutto per capire a che cosa siano dovuti i sintomi/disturbi che si avvertono (91,5%). Molto alta risulta anche la percentuale di chi si informa online su buone pratiche/abitudini utili alla salute (79,9%). La metà (50,7%) usa la Rete per capire quali esami fare e quasi la metà del campione (47,4%) per capire quali farmaci assumere per il proprio disturbo.

 

Per quanto riguarda le cure specialistiche e/o interventi chirurgici:

  • la metà del campione, ovvero il 50,5%, preferisce generalmente rivolgersi agli ospedali pubblici;
  • il 25,7% predilige gli ospedali privati;
  • il 23,8% sottolinea, d’altra parte, di non potersi permettere le cure private.

Sono anche molti gli italiani che nell’ultimo anno hanno dovuto rinunciare alle cure a causa dei costi eccessivi, e nello specifico:

  • il 31,9% ha rinunciato alle cure dentistiche;
  • il 23,2% a fisioterapia/riabilitazione;
  • il 22,6% alla prevenzione;
  • il 17,5% ha sacrificato medicine e terapie.

Molto interessanti risultano i numeri che riguardano le Medicine Non Convenzionali: oltre un italiano su 5 (il 21,2% della popolazione) fa uso di medicinali non convenzionali (con un +6,7% rispetto al 2012) e l’Omeopatia risulta essere la cura alternativa più diffusa.

 

Quando si decide infatti di non affidarsi alla medicina allopatica, ci si orienta prima di tutto sull’Omeopatia (76,1%), seguita dalla fitoterapia (con il 58,7%), l’osteopatia (44,8%), l’agopuntura (29,6%) e, infine, la chiropratica (20,4%).

 

La popolazione che utilizza le Medicine Complementari è dunque in aumento rispetto alla rilevazione del 2012 e se nel 2000 erano 6 milioni gli italiani a far ricorso a queste cure, oggi si parla di ben 12 milioni (1 italiano su 5).

 

Dunque nonostante ci sia una generale insoddisfazione da parte della popolazione nei confronti del nostro Sistema sanitario è interessante notare come una sempre più ampia fetta della popolazione faccia ricorso non solo all’Omeopatia ma, più in generale, alle Medicine Complementari.
Le Medicine Non Convenzionali sono ormai una realtà all’interno del mondo scientifico e per questo è necessario che venga messa in atto una maggiore regolamentazione di questi settori. Un tema di grande attualità che è stato recentemente trattato anche all’interno di una sede istituzionale, il Senato, durante il Simposio Nazionale dedicato al tema delle Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali.

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