Come è emerso dall’indagine Istat sull’utilizzo delle TnC in Italia, questo tipo di approccio terapeutico e, in particolare l’Omeopatia, viene solitamente scelto da un profilo di pazienti specifico. Si tratta infatti di donne di età compresa tra i 35 e i 54 anni appartenenti ad uno status socio-culturale medio-alto e provenienti principalmente dal Nord e del Centro Italia.
Partendo da questi dati, risulta dunque interessante approfondire il rapporto che esiste tra donne e Omeopatia: non a caso l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) ha condotto un’indagine per esplorare questo tema. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.
Che cos’è l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna
O.N.Da, ovvero l’Osservatorio nazionale Nazionale sulla salute della Donna, è nato a Milano nel 2005 per volere di alcuni professionisti già impegnati a vario titolo in attività inerenti la salute femminile.
Sono diverse le personalità del mondo medico-scientifico ed accademico che, nel tempo, hanno offerto il loro contributo nella promozione culturale della salute di genere a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale per garantire alle donne il diritto alla salute secondo principi di equità e pari opportunità.
O.N.Da si propone come modello innovativo di attenzione alla salute femminile e lo fa declinando il proprio impegno attraverso cinque azioni principali:
- Lo studio: l’Osservatorio, infatti, conduce in maniera costante ricerche e progetti sulle principali malattie che colpiscono le donne.
- La tutela: attraverso opportune azioni viene stabilito l’impatto economico-sociale e le implicazioni giuridiche delle patologie più frequenti.
- La comunicazione: informando sulle problematiche femminili e sollecitando l’attenzione delle Istituzioni, dei professionisti della salute, delle associazioni di pazienti e della collettività.
- L’educazione: attraverso azioni volte a promuovere corretti stili di vita e prevenzione delle patologie femminili.
- Lo stimolo: l’Osservatorio incoraggia costantemente le donne a svolgere un ruolo attivo nei confronti della propria salute.
L’indagine “Donne e Omeopatia”: obiettivi e metodo di rilevazione
Nel mese di ottobre 2013 l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) ha condotto un’indagine per esplorare il rapporto fra le donne e l’Omeopatia, esaminando l’immagine e la percezione che le donne hanno della Medicina Omeopatica, le occasioni e le motivazioni di ricorso all’Omeopatia ed eventuali reticenze.
Per il raggiungimento degli obiettivi di ricerca è stato utilizzato un metodo di rilevazione quantitativo: l’analisi, infatti, è stata condotta attraverso delle interviste web, su un campione di 1000 donne di età compresa tra i 25 e 54 anni, utilizzatrici e non di medicinali omeopatici. Il questionario è stato somministrato tra il 12 e il 18 luglio 2013.
Nel campione, inoltre, si è deciso di includere madri con figli di diversa età, per comprendere come questa variabile potesse incidere sull’apertura/chiusura verso l’utilizzo di questi rimedi. Le interviste si sono svolte nelle tre macro-regioni secondo dati ISTAT (Nord, Centro, Sud).
Cosa è emerso dall’indagine O.N.Da
Scopriamo ora qualche risultato dell’analisi: in primo luogo per le donne italiane i medicinali omeopatici sono caratterizzati da un ottimo profilo di tollerabilità (71%), prodotti da aziende serie (58%) e con un soddisfacente profilo di efficacia (54%). Si ritiene però che questi medicinali dovrebbero essere maggiormente riconosciuti a livello istituzionale (65%) e, per il 37% delle intervistate, l’assenza del foglietto illustrativo rappresenta un aspetto potenzialmente problematico.
Il campione intervistato ha anche dichiarato che l’Omeopatia è una tematica su cui si sa poco: solo meno di 1 donna su 5, infatti, si ritiene molto o moltissimo informata a riguardo.
Per quanto riguarda invece il rapporto delle donne italiane con l’Omeopatia è emerso che:
- il 72% delle intervistate conosce e ha acquistato medicinali omeopatici;
- il 22% delle intervistate conosce l’Omeopatia ma non ha mai acquistato farmaci di questo tipo;
- il 6% delle intervistate non è a conoscenza di cosa sia la Medicina Omeopatica.
I due profili principali del campione
Parliamo ora di quella fascia di donne che conosce l’Omeopatia ma non ha mai acquistato un medicinale omeopatico, ovvero il 22% del campione intervistato.
La maggior parte di loro, il 53%, ha risposto di non essersi avvicinata all’Omeopatia perché nessuno glielo ha mai proposto; mentre il 39% sostiene di non conoscere abbastanza i medicinali omeopatici. Queste donne però affermano, al contempo, di essere propense all’acquisto se a consigliarle fosse il medico specialista (84%), il medico di famiglia (81%) o il farmacista (60%). Dunque il parere di un esperto favorirebbe molto il loro avvicinamento alla Medicina Omeopatica.
Infine ricorrerebbero a questi medicinali per far fronte a:
- periodi di particolare stress o stanchezza;
- influenza e malattie da raffreddamento;
- per rinforzare le difese immunitarie.
Per quanto riguarda invece le donne che hanno acquistato almeno una volta un medicinale omeopatico (72% del campione) queste dichiarano di essersi avvicinate per la prima volta all’Omeopatia su consiglio del proprio medico (43%), del farmacista (32%) e, più raramente, di un’amica utilizzatrice (26%).
I driver di scelta dei medicinali omeopatici sono essenzialmente:
- la naturalità dei principi (39%);
- la tollerabilità per l’organismo (37%);
- il fatto che possano essere somministrati anche ai bambini (17%);
- perché si tratta di terapie efficaci (17%).
Per loro la prima esperienza con i medicinali omeopatici è stata decisamente positiva, infatti ben oltre la metà delle intervistate si dichiarano molto o moltissimo soddisfatte (57%) e ben il 37% (oltre 1 donna su 3), dopo il primo acquisto, ha deciso di ricorrere nuovamente ai medicinali omeopatici. Solo il 4% di loro è rimasta delusa dalla prima esperienza di acquisto e afferma di non avere intenzione di acquistare nuovamente medicinali omeopatici.
I motivi che hanno portato molte di loro a utilizzare più volte i farmaci omeopatici sono:
- la tollerabilità di questi medicinali (78%);
- la loro efficacia (56%);
- la semplicità delle terapie (39%).
Omeopatia e influenza
I risultati dell’indagine sono stati presentati nel mese di ottobre, quindi nel periodo che precede la diffusione del virus influenzale. Si è quindi pensato di chiedere alle intervistate una loro opinione in merito alla propensione delle donne ad acquistare un medicinale omeopatico per l’influenza e le malattie da raffreddamento.
Anche in questo caso la risposta è stata molto positiva: le intervistate, infatti, si mostrano molto propense e interessate a utilizzare i medicinali omeopatici in questo ambito, sia in prevenzione (76%), sia alla comparsa dei primi sintomi (79%), sia per loro stesse che per i loro cari.
In conclusione possiamo affermare che l’Omeopatia è una terapia molto apprezzata dalle donne, tanto che molti dei soggetti intervistati hanno scelto nuovamente di ricorrere all’utilizzo di medicinali omeopatici anche dopo il primo acquisto.
Nonostante questo si richiede un maggior riconoscimento a livello istituzionale per i medicinali omeopatici e una maggiore informazione da parte dei soggetti che operano in ambito sanitario, in modo tale da contenere il gap informativo, attualmente percepito come un ostacolo.
Infine tra i disturbi che trovano soluzione grazie al ricorso a cure omeopatiche rientrano indubbiamente l’influenza e le malattie da raffreddamento. In questo caso le donne intervistate non solo farebbero ricorso all’Omeopatia per se stesse ma anche per i loro figli, a riprova di come questo tipo di terapia venga percepita come “dolce” e quindi adatta anche ai più piccoli.
I dati sono stati ricavati dalla presentazione dei risultati svolta durante la conferenza stampa tenuta da O.N.Da, per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito al seguente indirizzo: http://www.ondaosservatorio.it/conferenza-stampa-donne-omeopatia/
