Categorie
Casi clinici

Artrite psoriasica in uomo di trentott’anni

L’artrite psoriasica è una malattia caratterizzata da un’infiammazione articolare cronica che, come il nome stesso lascia presagire, è spesso associata a psoriasi. In questo approfondimento vediamo quale cura omeopatica è stata prescritta ad un soggetto che soffre di tale patologia.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo di 38 anni.
Diagnosi: il soggetto soffre di psoriasi con comparsa di manifestazioni artritiche.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente. Riportiamo di seguito quanto emerso:

  • Nonno affetto da malaria;
  • Nonno affetto da TBC;
  • Padre e madre in salute;
  • Fratello affetto da psoriasi.

Dall’anamnesi personale sono emersi invece i seguenti dati: il soggetto in questione, a seguito di un dimagramento consistente (kg.12), ha notato accentuazione della psoriasi e comparsa di manifestazioni artritiche. Inoltre dall’anamnesi fisiologica è venuto alla luce il seguente scenario: il soggetto soffre di seborrea e di psoriasi contenuta da circa 10 anni. Inoltre è una persona molto attiva, calorosa e caotica che sta male quando mangia cipolla e dorme a pancia sotto..

 

Si tratta dunque di un soggetto sulfurico, sicotico il cui dimagramento rapido ha mobilitato una serie di scorie.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

Durate la prima visita sono stati prescritti i seguenti rimedi: Thuya 30 CH e Sulphur 30 CH

 

2° visita (dopo 3 mesi):

Si riscontra un miglioramento della parte articolare ma un peggioramento della psoriasi (Legge di Hering). Si prescrive dunque:

  • Thuya 200 CH
  • Sulphur 200 CH
  • Nux vomica 200 CH
  • Natrum sulphuricum 30 CH

3° visita (dopo 3 mesi):

Durante la terza visita si nota un ulteriore peggioramento della psoriasi e un costante miglioramento articolare. I dolori articolari però peggiorano con umido e pioggia, spesso prima che queste condizioni si presentino. Viene prescritta la seguente cura:

  • Natrum sulphuricum 200 CH
  • Thuya 200 CH
  • Medorrhinum 200 CH
  • Rhus toxicodendron 30 CH
  • Dulcamara 30 CH 

4° visita (dopo 4 mesi):

Alla quarta visita il problema della psoriasi è in continuo peggioramento. Inoltre il soggetto soffre di dolore alle articolazioni appena alzato. Si prescrive:

  • Rhus toxicodendron 200 CH
  • Dulcamara 200 CH
  • Radium bromatum 200 CH

5° visita (dopo 5 mesi):

Il soggetto dichiara di avere dolori alle mani con difficoltà di movimento soprattutto la mattina. Comincia a migliorare la psoriasi. Si prescrive:

  • Rhus toxicodendron 200 CH
  • Thuya 200 CH
  • Sulphur 200 CH
  • R. 30 CH

6° visita (dopo 4 mesi):

I dolori sono ora vaganti e sono accompagnati da febbricola e renella con lombalgia sinistra. Si evidenzia la componente tubercolinica. La cura prescritta è la seguente:

  • Rhus toxicodendron 200 CH
  • R. 200 CH
  • Pulsatilla 200 CH
  • Berberis 30 CH

7° visita (dopo 4 mesi):

La situazione è decisamente migliorata, il soggetto infatti non presenta né dolori né febbricola. Inoltre anche la psoriasi è quasi scomparsa. La cura omeopatica viene così modificata:

  • Sulphur 200 CH
  • Rhus toxicodendron 200 CH
  • Pulsatilla 200 CH
  • R. 200 CH

Da ripetere due volte l’anno.

Categorie
Casi clinici

Rinite allergica in uomo di ventott’anni

Il caso clinico presentato in questo approfondimento tratta di un esempio di rinite allergica. Si tratta di un caso che si potrebbe definire “da manuale” e che è stato risolto attraverso il ricorso ad una terapia omeopatica ben specifica, come presentato di seguito.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: ragazzo di anni 28.
Diagnosi: il soggetto soffre di rinite allergica tutto l’anno con accentuazione nel periodo primaverile (allergico parietaria, cipresso ecc.).

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente. Riportiamo di seguito quanto emerso:

  • Nonno materno: deceduto a 80 anni, affetto da diabete di tipo 2;
  • Nonna materna: vivente, 93 anni, in buona salute;
  • Madre: vivente, 60 anni ipertesa, soffre di allergia;
  • Nonno paterno: deceduto a 40 anni per incidente stradale;
  • Nonna paterna: vivente, 85 anni, è stata registrata una pregressa allergia e ha sofferto di TBC da giovane;
  • Padre: vivente, 60 anni, soffre di dermatite agli arti inferiori.

Dall’anamnesi personale sono emersi invece i seguenti dati: il soggetto in questione è figlio unico. Da bambino era magro e particolarmente vivace, inoltre è stato sottoposto a tutte le vaccinazioni obbligatorie. Intorno ai due anni ha iniziato a soffrire di dermatite atopica che è stata trattata con pomate cortisoniche (soppressione). Intorno ai tre anni e mezzo, invece, è comparsa la rinite allergica con manifestazioni irritative ed escorianti a livello nasale.
Ha sofferto inoltre di edema delle palpebre e saltuarie bronchiti.

Il soggetto presenta calvizie precoce, è piuttosto magro con torace stretto e angolo costale acuto e caratterialmente è assai riservato e silenzioso.

 

Preferisce nettamente il salato e in lui si registra una sete abbondante. È laureato in giurisprudenza, è reduce da delusioni amorose e vive da solo.

 

Recentemente si è manifestata un’accentuazione della componente edemigena delle palpebre (edema bianco) e anche del volto. Inoltre assume periodicamente antistaminici e con regolarità da marzo a fine giugno.

 

Da quanto sopra si evince trattarsi di un soggetto muriatico e le note familiari evidenziano una diatesi psorico-tubercolinica.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita (ad inizio aprile 2017):

Durate la prima visita sono stati prescritti i seguenti rimedi: Apis 30 CH (acuto della costituzione muriatica), Allium cepa 30 CH a giorni alterni.

 

2° visita (fine giugno 2017):

Si registra un discreto miglioramento dopo un’iniziale accentuazione della sintomatologia rinitica. Alla precedente prescrizione si aggiunge Natrum muriaticum 30 CH

 

3° visita (metà ottobre 2017):

Sono migliorate le condizioni della rinite ma permane ancora un lieve edema palpebrale e si registra la ricomparsa di dermatite diffusa con prurito. Inoltre, pur mangiando il soggetto perde peso. La guarigione sta seguendo la legge di Hering.

 

Si prescrive Natrum muriaticum 200 CH, Apis 200 CH alternati ogni 10 giorni e Sulphur iodatum 30 CH tre granuli tutte le mattine.

 

Come è evidente sono stati utilizzati i due farmaci di base della costituzione muriatica in un caso che si potrebbe definire “da manuale”.

 

4° visita (fine febbraio 2018):

Alla quarta visita il problema della rinite è pressoché risolto come anche la dermatite. Si prescrivono – per concludere, consolidare i risultati ed impedire recidive – i seguenti farmaci: una monodose ogni sabato, in questo ordine per 6 mesi, di

  • Natrum muriaticum 200 CH
  • T.K. 200 CH
  • Sulphur iodatum 200 CH
  • Psorinum 200 CH
Categorie
Casi clinici

Enterite febbrile in uomo di quarantasei anni

Il caso clinico presentato in questo approfondimento riguarda una diagnosi di enterite febbrile. Di seguito, dopo aver analizzato l’anamnesi familiare e personale del paziente, verrà presentata la terapia omeopatica prescritta per la risoluzione del caso.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo di 46 anni, professore di lettere

Diagnosi: enterite febbrile di N.D.D

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono state raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente. Riportiamo di seguito quanto emerso:

  • Nonno paterno: deceduto a 90 anni, etilista;
  • Nonna paterna: deceduta longeva;
  • Padre: deceduto a 30 anni di TBC;
  • Zio paterno: vivente ma affetto da tumore e malattie mentali;
  • Madre: vivente ipertesa, distonica, ulcera, varici.

Dall’analisi familiare si evidenzia pertanto una componente tubercolinico-luesinica.

 

Dall’anamnesi personale è emerso che il paziente ha sofferto delle seguenti patologie: morbillo, scarlattina, parotite, adenopatia ilare, geloni, ernia inguinale a 30 anni, ulcera duodenale, emorroidi.
Da tre anni soffre di pruriti ed eczemi estivi e da due anni presenta crisi diarroiche al mattino.
Da un anno, inoltre, tutte le notti verso l’una si presentano brividi, febbre, bruciori diffusi, sudorazione abbondante e risoluzione della febbre per crisi. I sintomi del paziente migliorano in montagna.

 

Da questa anamnesi risultano ancora più evidenti le due componenti diatesiche precedentemente evidenziate ed una componente psorica. Si avrà dunque:

  • Diagnosi costituzionale: cordo-mesoblasta cioè muriatico-sulfurico;
  • Diagnosi diatesica: tubercolinismo-luesismo-psora.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente:

 

Prima prescrizione

Arsenicum album 30 CH (farmaco di costituzione sulfurica con evidenti note diatesiche di luesinismo e tubercolinismo).

 

Secondo controllo a tre mesi

Il quadro clinico del paziente è migliorato a parte la diarrea mattutina. Alla precedente prescrizione si aggiunge Podophillum 30 CH, la cui caratteristica è la diarrea mattutina e agisce pertanto sulla colecisti.

 

Terzo controllo a tre mesi

I sintomi del paziente sono scomparsi ma si riscontra: comparsa di stanchezza, calo di peso, sete, desiderio di sale e dolori lombari. Si evidenzia dunque l’altra componente (muriatica) della costituzione mista e se ne prescrivono pertanto i due farmaci di base:

  • Natrum muriaticum 30 CH
  • Sulphur iodatum 30 CH

Quarto controllo a tre mesi

Si prosegue la terapia come di seguito:

  • Natrum muriaticum 200 CH
  • Sulphur iodatum 200 CH
  • K. 200 CH
  • Sulphur 30 CH
  • Luesinum 200 CH

Si prescrivono quindi i tre farmaci di base (due della costituzione muriatica e uno della costituzione sulfurica) con i relativi nosodi delle due diatesi in campo.

Categorie
Casi clinici

Caso clinico di trombosi recidivanti

In questo approfondimento verrà analizzato una caso clinico di trombosi recidivanti affrontato attraverso l’impiego di un trattamento omeopatico specifico.

Caratteri del paziente e prima visita omeopatica

Descrizione del soggetto: donna
Diagnosi: trombosi recidivanti

 

Durante la prima visita è stata raccolta l’anamnesi familiare della paziente, eccola riportata di seguito:

  • Nonno paterno: deceduto anziano;
  • Nonna paterna: deceduta in età avanzata a causa di una trombosi cerebrale;
  • Padre: vivente, 69 anni, iperteso;
  • Nonno materno: deceduto a causa di un cancro;
  • Nonna materna: deceduta anziana;
  • Madre: vivente, 63 anni, presenta problemi di circolazione e alla tiroide, ansiosa.

Di seguito riportiamo anche quanto emerso dall’anamnesi patologica: la paziente durante la prima visita dichiara di soffrire di sciatalgia da un mese, per la quale sta prendendo il cortisone.
In passato la donna ha sofferto di malattie esantematiche. Il menarca si è presentato a 12 anni mentre a 18 anni si è verificato il primo problema lombosacrale trattato attraverso cure omeopatiche.

 

La paziente ha avuto 3 gravidanze e dopo ogni gravidanza ha riscontrato problemi alla colonna. Ha inoltre sofferto di sciatica a destra e di ascessi  ascellari. L’anno precedente alla visita si sono presentati dolori al polpaccio e tromboflebite, prima a destra e poi a sinistra, e trombosi multiple (anche sotto terapia) tutte a sinistra.

 

La donna ha subito anche diversi ricoveri, prima per steatosi epatica poi per epatosplenomegalia. I suoi disturbi vengono sempre trattati attraverso cure cortisoniche.
Quattro mesi prima della visita ha avuto una trombosi venosa destra con febbricola. Anche in questo caso dopo la cura con cortisone è stata meglio ma allo scalare del cortisone è comparsa una sciatica sinistra.

 

Al momento della prima vista la paziente pesava 62 kg. E seguiva una terapia anticoagulante con il Sintrom.

 

La paziente presenta una costituzione sulfurica-muriatica con evidenti note nell’ordine, tubercoliniche, luesiniche e sicotiche (steatosi).

 

Si prescrive pertanto quotidianamente, salvo il Cenchris e il Lachesis che sono a giorni alterni: Cenchris 15 CH, Lachesis 15 CH, Lac caninum 9 CH, Pulsatilla 30 CH.

Seconda visita omeopatica

Dopo 4 mesi

 

Dopo un viaggio a Zanzibar in primavera, l’esame delle feci svolto in estate rivela ossiuri e strongiloide.
Il problema della sciatica è stato risolto in 15 giorni. Non si sono verificate trombosi profonde ma solo qualche trombosi superficiale.
La paziente ha più energie e nessun disturbo riguardante l’intestino e la digestione.

 

Il peso attuale è 59 kg
PAO 130/80

 

Viene confermata la stessa terapia con diluizioni più elevate: Cenchris 30 CH, Lachesis 30 CH, Lac caninum 30 CH, Pulsatilla 30 CH.

Terza visita omeopatica

Dopo 4 mesi

 

La paziente ha ripreso a lavorare ed è stato deciso di scalare l’assunzione del Sintrom. Riferisce inoltre che 5 anni prima aveva subito un’asportazione delle verruche.

 

Il peso attuale è 58 kg.

 

Si prescrivono i due nosodi più R1 come antinfiammatorio luesinico e R42 come drenante venoso: Cenchris 30 CH, Lachesis 30 CH, Luesinum 200 CH, Medorrhinum 200 CH, R42 (20 gtt.), R1 (20 gtt.)

Quarta visita omeopatica

Dopo 4 mesi

 

Durante la quarta visita i globuli bianchi della paziente risultano bassi.
Di seguito altri dati riguardanti la paziente: microcitemia, VES 49, PCR e ASMA alterati, bendaggio alla gamba sinistra a dicembre, chiazze di eritema nodoso a destra che alla visita non sono più presenti.

 

Il peso attuale è 56,2 kg.

 

Viene confermata la stessa terapia: Cenchris 30 CH, Lachesis 30 CH, Luesinum 30 CH, Medorrhinum 200 CH, R42 (15 gtt.), R1 (20 gtt.).

Quinta visita omeopatica

Dopo 10 mesi

 

La paziente ha sospeso arbitrariamente la terapia 4 mesi prima e ha tardato nel controllo periodico.

 

La sua situazione è la seguente: si sono ripresentati gli ossiuri, meteorismo, gambe gonfie, nessuna trombosi, ha un forte desiderio di tenere il collo scoperto, soffre di gengiviti.

 

La paziente è inoltre freddolosa, logorroica, continua a fumare e presenta un ciclo abbondante.

 

Il peso attuale è 59,4 kg.
PAO  120/70

 

Si rinforza col nosode la componente tubercolinica: Cenchris 30 CH, Lachesis 200 CH, Medorrhinum 200 CH, TK 200 CH, R42 (20 gtt. due volte al dì) + Sintrom

Sesta visita omeopatica

Dopo 5 mesi

 

Si è verificato un aneurisma della poplitea a sinistra. Le analisi svolte presso un laboratorio privato confermano la presenza di ossiuri, al contrario quelle svolte presso un laboratorio pubblico negano la presenza.

 

Il peso attuale è 58,8 kg.
PAO 120/70

 

Viene confermata la medesima terapia con l’aggiunta di Pulsatilla 30 CH.

Settima visita omeopatica

Dopo 14 mesi

 

La paziente ha sospeso la terapia da circa 10 mesi ed è stata operata a sinistra  6 mesi prima. Dopo un mese si verifica la chiusura di un by pass con conseguente nuovo ricovero durante il quale le viene introdotto uno stent. Il circolo collaterale si sta attivando. Negativizzati anticorpi anticardiolipina e migliorati anticorpi antimitocondri.

 

La paziente è triste prima del ciclo anche se questo si presenta in modo regolare. Inoltre è ingrassata e ha spesso la sensazione di gonfiore intestinale.
Assume Cumadin e Ticlopidina.

 

Il peso attuale è 61 kg.
PAO  140/80

 

Si riaffronta la componente luesinica: Pulsatilla 30 CH, Mercurius solubilis 30 CH, Lachesis 200 CH, TK 200 CH.

Ottava visita omeopatica

Dopo 13 mesi

 

La paziente ha sospeso la terapia 6 mesi fa e le si sono presentate delle ulcerette alla gamba sinistra. In più dal punti di vista emotivo è agitata e depressa.

 

Kg 62,500
PAO 120/70

 

Si rinforza la componente luesinica: Pulsatilla 30 CH, Mercuruius corrosivus 30 CH, Nitricum acidum 30 CH, Lachesis 200 CH

Nona visita omeopatica

Dopo 5 mesi

 

Il quadro clinico della paziente risulta ottimo e rimangono stazionarie le ulcere con zona nera e violacea intorno.

 

La terapia omeopatica prescritta prevede: Antracinum 30 CH, Pyrogenium 30 CH, Crotalus 30 CH, Lachesis 200 CH.

Decima visita omeopatica

Dopo 4 mesi

 

La paziente clinicamente sta bene e le sue analisi risultano perfette e le ulcere cicatrizzate.

 

Si continua la terapia come di seguito: Sulphur 30 CH, Crotalus 30 CH, Lachesis 200 CH, Luesinum 200 CH

Undicesima visita omeopatica

Dopo 4 mesi

 

La terapia prescritta è la seguente: Sulphur 200 CH, Lachesis 200 CH, Luesinum 200 CH; con controlli periodici.