Il caso clinico in questione, del quale non mi sono occupato personalmente ma è stato trattato dal Prof. Antonio Santini, è un esempio di studio che per la sua chiarezza e linearità terapeutica, evidenzia le immense possibilità terapeutiche dell’Omeopatia.
Vediamo nel dettaglio l’iter terapeutico prescritto per la cura di questo caso di epilessia in un ragazzo ventenne.
Caratteri del paziente e visita omeopatica
Descrizione del soggetto: studente di 24 anni affetto da epilessia.
Esame obiettivo: 1,68 m, 76 kg, viso ovale, palato ampio, torace quadrato, addome flaccido, arti robusti, iride a trama compatta.
Attraverso l’anamnesi familiare sono state raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente. Riportiamo di seguito quanto emerso:
- padre morto giovane per infarto (luesinismo);
- nonni paterni longevi (mesoblastismo);
- madre obesa e artritica (sicosi);
- nonno materno longevo e ipersessuale (luesinismo);
- nonna materna morta per tumore (luesinismo e sicosi);
- zia morta per TBC (tubercolinismo);
- zia morta per tumore (luesinismo e sicosi).
Tale anamnesi evidenzia dunque una netta componente anamnestica di sicotismo, tubercolinismo e luesinismo.
L’anamnesi patologica remota (A.P.R), che invece si propone di raccogliere le informazioni riguardanti le malattie, gli interventi chirurgici e i traumi sofferti in passato dal paziente ha evidenziato i seguenti tratti:
- morbillo e crosta lattea;
- se inizialmente presentava una costituzione magra, negli anni si è registrata una tendenza a ingrassare;
- poco appetito;
- epistassi;
- RAA (malattia reumatica);
- crisi diarroiche;
- a 19 anni il paziente ha sofferto di nevralgia del trigemino risolta con Magnesia carbonica;
- a 20 anni surmenage intellettuale e delusione amorosa.
L’anamnesi patologica prossima (A.P.P), ovvero l’esame che si propone di chiarire i motivi che hanno portato il paziente dal medico, è invece caratterizzata dai seguenti disturbi:
- a 21 anni comparsa di allucinazioni uditive (musiche che creano ansia, angoscia e convulsioni);
- otto crisi epilettiche al giorno o assenze (EEG: focus epilettogeno emisfero di destra).
Infine dalla fase dell’interrogatorio è emerso che i suoi sintomi si aggravano al mare (muriatico), negli spazi ampi e quando consuma alcolici, mentre migliorano in montagna.
Desidera inoltre mangiare carne di maiale, e più in generale cibi molto salati, mentre non ama né latte né dolci.
Dal punto di vista psicologico è un soggetto depresso e non pronto intellettualmente, anche se in passato era ottimista e sicuro di sé. È agitato e irrequieto, ha paura degli spazi, degli aghi, del sudicio, dell’avvenire e di alcune malattie come tumore e tbc.
Soffre di cefalee quando assume alcolici, è astenico, tende ad ingrassare, soffre di acidità di stomaco e cistiti.
Possiamo quindi affermare, in conclusione, di trovarci di fronte ad un soggetto carbo-sulfurico con componente psoro-tubercolinico-luesinica e sicotica.
Cura omeopatica applicata
Alla luce di quanto emerso durante la visita omeopatica si è deciso di intervenire con il seguente iter terapeutico:
1° prescrizione: Zincum metallicum 5 CH tre granuli al dì
Dopo 2 mesi: si assiste a un netto miglioramento per quanto riguarda la frequenza delle crisi. Al precedente farmaco si aggiunge Artemisia vulgaris 5 CH, la cui caratteristica è di presentare crisi epilettiche raggruppate, e si approfondisce l’azione con Zincum metallicum 30 CH.
Dopo 4 mesi: la frequenza delle crisi diminuisce, ma diventano più raggruppate e aumentano le assenze. Si mantiene la stessa terapia per darle modo di agire in maniera efficace.
Dopo altri 4 mesi: le crisi diminuiscono ulteriormente e se ne evidenziano massimo due al giorno. Si decide di aggiungere Calcarea carbonica 30 CH per affrontare la parte endoblastica (carbonica) dopo aver affrontato la componente luesinica.
Dopo 5 mesi: non si registra nessuna crisi e sono anche meno le assenze. Si insiste quotidianamente con Zincum metallicum 30 CH, Calcarea carbonica 30 CH.
Dopo 3 mesi: nessuna crisi e nessuna assenza. Ricompaiono però diarrea, cistiti, dolori articolari, cefalea, eruzioni cutanee (tutto migliora con il riposo). È dunque emersa la Psora mesoblastica che verrà affrontata con Bryonia 30 CH, Sulphur 30 CH, Zincum metallicum 200 CH e Calcarea carbonica 200 CH alternati ogni 10 giorni.
Dopo 4 mesi: il soggetto sta bene, ma permane il focus sell’EEG. Si ritiene pertanto necessario un approfondimento dell’azione dei farmaci di base delle costituzioni carbonica e sulfurica e il ricorso ai nosodi delle tre diatesi in campo: Calcarea carbonica 200 CH, Sulphur 200 CH, Medorrhinum 200 CH, Luesinum 200 CH, T.R. 200 CH (una monodose ogni 7 giorni nell’ordine).
Dopo 6 mesi: EEG migliorato. Si prosegue con la medesima cura.
Dopo 6 mesi: EEG negativo.
A guarigione raggiunta il paziente dovrà continuare la cura secondo la seguente prescrizione: un ciclo dei vari farmaci una volta l’anno.
