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Casi clinici

Ascessi recidivanti in una ragazza di diciotto anni

Nel presente approfondimento verrà trattato un caso clinico di ascessi recidivanti in una ragazza di 18 anni. Di seguito riportiamo la visita omeopatica effettuata e la terapia prescritta per la risoluzione del caso.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: ragazza di 18 anni.
Diagnosi: ascessi dentari recidivanti per i quali è stata sottoposta più volte (almeno 15) a terapia antibiotica.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti i precedenti morbosi dei familiari della paziente:

  • nonno paterno: deceduto a 57 anni, tubercolosi;
  • nonna paterna: deceduta a 82 anni, BPCO;
  • padre: vivente: 52 anni, bronchiti recidivanti;
  • nonno materno: deceduto a 64 anni, K allo stomaco;
  • nonna materna: vivente 82 anni, Alzheimer;
  • madre: vivente 50 anni, osteoporosi e ipertensione.

Dall’anamnesi personale si evince che la paziente è un soggetto longilineo, che presenta poche energie fisiche. Nell’infanzia ha sofferto di frequenti bronchiti con lento recupero.
La ragazza è perlopiù inappetente, decisamente magra, freddolosa, con un ciclo mestruale altalenante che presenta manifestazioni emorragiche.
è alta 170 cm e pesa 43 kg, ha una struttura ossea esile con “torace da calzolaio” ed evidenzia, inoltre, lassità legamentosa.

 

Da circa tre anni presenta ripetuti ascessi dentari, al momento della visita è in fase acuta con due ascessi particolarmente dolenti.

 

Come già anticipato, trattasi di un soggetto longilineo, prevalentemente fosforico con una evidente diatesi tubercolinica (ramo paterno) e diatesi luesinica dal ramo materno.
Anche dalle sue caratteristiche morfologiche e patologiche si evidenziano le due diatesi suddette.

 

Non è un caso che Bernard evidenziava nel soggetto fosforico, già tubercolinico di suo, frequentemente una forte componente luesinica.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

Alla prima visita si prescrive: Hepar sulphur 30 CH (farmaco pluricostituzionale) tre granuli due volte al dì per la fase acuta.

 

2° visita (dopo 1 mese):

Le condizioni della paziente sono migliorate, non ci sono segni di flogosi. Uno dei due ascessi si è totalmente riassorbito mentre l’altro ha determinato una situazione di “ascesso freddo” con una fuoriuscita modesta di pus.

Si prescrive pertanto:

  • Silicea 30 CH
  • Calcarea fluorica 30 CH

3° visita (dopo 3 mesi):

Situazione migliorata ma non risolta, si evidenzia inoltre un’iniziale gengivite.
La ragazza da 4 mesi non si ammala.

Si prescrive, atteso il miglioramento della diatesi tubercolinica ma non altrettanto della luesinica, Hekla lava 30 CH.

 

4° visita (dopo 2 mesi):

Alla quarta visita la gengivite è risolta e anche l’ascesso è scomparso.

Si prescrive:

  • Hekla lava 200 CH
  • Calcarea phosphorica 200 CH (farmaco di base della costituzione fosforica)
  • Luesinum 200 CH

5° visita (dopo 4 mesi):

Bene l’apparato dentario, il ciclo è divenuto regolare e non più emorragico (Calcarea phosphorica).

Si prescrive:

  • Calcarea phosphorica 200 CH;
  • TK. 200 CH;
  • Luesinum 200 CH e controlli periodici.

 

Fonti:

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Bernard H., Traité de Médecine Homéopatique

 

Voisin H., – Matière Médicale du praticien Homéopathe

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Casi clinici

Aftosi recidivanti in uomo di trentacinque anni

Nel presente approfondimento verrà trattato un caso clinico di aftosi recidivanti in un uomo di 35 anni.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo di 35 anni.
Diagnosi: presenta da 4 anni aftosi recidivanti violente per le quali è stata anche fatta biopsia con esame istologico negativo.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti i precedenti morbosi dei familiari del paziente:

  • Nonno paterno: deceduto a 82 anni, trombosi;
  • Nonna paterna: deceduta  a 80 anni, demenza;
  • Padre: vivente 78 anni, iperteso e fumatore;
  • Nonno materno: deceduto a 65 anni, infarto;
  • Nonna materna: deceduta a 95 anni;
  • Madre: vivente 80 anni, demenza.

Dall’anamnesi personale si evince che il soggetto in questione da bambino era piuttosto vivace e di costituzione magra. Soffriva, inoltre, di frequenti bronchiti e sempre da bambino fu sottoposto a tonsillectomia. Dopo aver conseguito la laurea in lettere si è sposato e ha avuto due figli. Si tratta di un soggetto particolarmente ansioso, con ansia di anticipazione che determina sindrome del colon irritabile, diarrea, poliuria pallida e nausea. Questi disturbi però spariscono nel momento in cui affronta la situazione paventata (situazione questa tipica del soggetto sulfurico o sulfurico magro).

 

Trattasi di un soggetto di media statura con buone proposizioni, ordinato e risparmiatore. Prima di presentarsi a questa visita è stato curato altrove con Sulphur, Sulphuriodatum, Nux vomica, Mercurius solubilis, Arsenicum album con scarsi risultati.
Al momento della prima visita presentava cinque afte dolenti e scariche di diarrea in mattinata con dolenzia dell’addome.
Dall’analisi svolta è emerso che trattasi di un soggetto muriatico-sulfurico con note tubercoliniche e luesiniche, queste ultime legate allo stato ansioso e ai precedenti familiari.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

Viene prescritta la seguente terapia:

  • Borax 15 CH come sintomatico per le afte;
  • Argentum nitricum 30 CH quale farmaco fondamentale (farmaco di costituzione sulfurica con marcate note luesiniche).

2° visita (dopo 3 mesi):

Nei primi 20 giorni di terapia si è verificato un aggravamento con accentuazione delle scariche diarroiche, poi gradualmente il tutto è andato migliorando e si è ridotta la frequenza e l’intensità delle afte.

Si prescrive:

  • Argentum nitricum 200 CH, un tubo dose ogni 20 giorni;
  • Podophyllum 30 CH, attesa la sua azione sulla motilità della colecisti.

3° visita (dopo 4 mesi):

Dopo 4 mesi si è registrato un ulteriore aggravamento, dovuto all’approfondimento dell’azione dell’Argentum nitricum, con ulteriori fasi diarroiche in mattinate durata circa un mese.

In compenso le afte si sono ridotte ulteriormente. L’alvo è ora quasi regolare con impellenza mattutina tanto da imporre al paziente di alzarsi dal letto la mattina per correre al bagno (come noto tipico di Sulphur).

Si prescrive pertanto Sulphur 30CH (data la sintomatologia del paziente e in quanto farmaco di base della costituzione sulfurica) e Luesinum come nosodo della diatesi in campo.

La terapia prescritta pertanto è la seguente:

  • Argentum nitricum 200 CH
  • Luesinum 200 CH
  • Sulphur 30 CH

4° visita (dopo 4 mesi):

Alla quarta visita si registra la scomparsa delle afte oltre alla regolarizzazione dell’alvo dopo un iniziale periodo di irritazione dell’ano e di pruriti diffusi. Il soggetto presenta inoltre maggiore irritabilità e minore tolleranza al caldo.

Si prescrive:

  • Argentum nitricum 200 CH
  • Luesinum 200 CH
  • Sulphur 200 CH e controlli annuali.

 

Fonti:

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Bernard H., Traité de Médecine Homéopatique

 

Voisin H., – Matière Médicale du praticien Homéopathe

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Casi clinici

Sindrome di Cogan in donna di ventisette anni

La sindrome di Cogan (CS) è una malattia autoimmune di origine sconosciuta, caratterizzata da una malattia infiammatoria oculare (in particolare, cheratite interstiziale) e segni audiovestibolari (in particolare, sordità acuta, acufeni e vertigini).

 

In questo approfondimento vediamo come è stato trattato il caso clinico di una ragazza affetta proprio da tale malattia.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: donna di anni 27.
Diagnosi: la paziente è affetta da sindrome di Cogan. Trattasi di una panarterite a cui si associa una cheratite interstiziale e ipoacusia. Patologia verosimilmente su base autoimmune e pertanto nettamente dominata dal luesinismo.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente:

  • Nonno paterno: deceduto a 96 anni e affetto da demenza senile;
  • Nonna paterna: deceduta a 76 per infarto;
  • Padre vivente: anni 60, affetto da neurinoma acustico;
  • Nonno materno: deceduto a 76 anni per ictus;
  • Nonna materna: deceduta a 75 anni per ictus;
  • Madre vivente: anni 55, cardiopatica;
  • Fratello vivente: anni 24, affetto da tromboflebiti familiari recidivanti (genetica);

Anche dall’anamnesi familiare si nota una marcata componente luesinica.

Anamnesi personale: la storia del paziente

Dall’anamnesi personale è emerso che la paziente, fin da piccola, è sempre stata di costituzione robusta. Ha inoltre avuto morbillo, rosolia e il menarca(doloroso) si è manifestato a 11 anni. A 20 anni è stata operata per cisti ovarica (sinistra).

 

A 22 anni si è manifestata anche l’acne comedonicache è poi stata curata allopaticamente e quindi “soppressa”, sino a quando non è emersa la sindrome di Cogan.
Al momento della visita la paziente stava vivendo una situazione di particolare stress. Dopo essersi laureata e vissuto il grosso problema della precarietà lavorativa. Inoltre, un anno prima della manifestazione della malattia, la ragazza usciva da una storia sentimentale che l’aveva fatta soffrire moltissimo.La patologia è insorta due anni prima della prima visita con cheratocongiuntivite bilaterale e ipoacusia con alternanza di lato (ha assunto Metotrexate, Deltacortene, Folina, Cardioaspirina).

 

La paziente (Kg. 57.200 PAO 110/60), che vive con altre tre ragazze, è:

  • freddolosa;
  • molto organizzata e ordinata;
  • aperta;
  • morfologicamente sproporzione tra la parte al di sopra dei fianchi (magra) e la parte sottostante grassa e cellulitica;
  • particolarmente emotiva e sensibile ma al tempo stesso attiva;
  • Vivace, collaborativa, piena di iniziative, accorta nella gestione del denaro.

La ragazza è una fumatrice, spesso fuma intorno alle 12 sigarette al giorno, e soffre di acufeni.

Cura omeopatica applicata

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

 

Si prescrive:

  • Arsenicum album 30 CH;
  • Lac caninum 30 CH alternati al mattino;
  • Pulsatilla 30 CH;
  • Lycopodium 30 CH alternati la sera.

Si evidenzia pertanto terapia luesinica (Arsenicum album) con sfumature tubercoliniche e l’uso di un farmaco pluricostituzionale e pluridiatesico quale Lycopodium. Lac caninum è il sintomatico con  alternanza di lato.

 

2° visita (dopo tre mesi):

La paziente sta bene. Ha avuto il ciclo ed è stata male con dolori. Ha effettuato un trattamento depurativo della pelle. Anche psicologicamente sta bene  Prende Pilosella TM come drenante fitoterapico.

 

Si prescrive:

  • Pulsatilla 30 CH;
  • Causticum 30 CH;
  • Lycopodium 200 CH;
  • Arsenicum album 200 CH;
  • R75 per la dismenorrea.

Si aggiunge pertanto il Causticum che va a coprire nel soggetto particolarmente sensibile l’aspetto sicotico sclerotico specie a livello auricolare.
La visita si chiude con la prescrizione di un controllo a metà luglio.

 

3° visita (dopo sei mesi):

Alla terza visita la paziente sta molto bene a livello corneale. Ha smesso tutti i farmaci tradizionali. In questo periodo la ragazza ha un nuovo fidanzato che la fa stare bene e le dà sicurezza.
Per quanto riguarda, invece, gli aspetti negativi si registrano mestruazioni molto dolorose (per questo viene alzata la diluizione della Pulsatilla) ed è riapparsa l’acne secondo la legge di Hering.

 

Si prescrive:

  • Pulsatilla 200 CH;
  • Causticum 200 CH;
  • Lycopodium 200 CH;
  • Arsenicum album 200 CH;
  • Thuya 30 CH.

E’ stata aggiunta la Thuya per drenare la componente sicotica florida e anche per l’aspetto morfologico. La prossima visita viene fissata a novembre.

 

4° visita (dopo quattro mesi):

La paziente sta bene sia per quanto riguarda l’aspetto oculare sia quello uditivo. Il ciclo è regolare e non doloroso, anche le analisi si sono normalizzate.
Si decidere di chiude l’iter con i nosodi corrispondenti alle diatesi in campo e il farmaco di base della costituzione.

 

Si prescrive:

  • Luesinum 200 CH;
  • Medorrhinum 200 CH;
  • K. 200 CH;
  • Sulphur 30 CH.

Si prescrivono controlli periodici una volta l’anno.

 

 

Fonti:

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Bernard H., Traité de Médecine Homéopatique

 

Voisin H., – Matière Médicale du praticien Homéopathe

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Casi clinici

Sclerosi a placche in uomo di trentacinque anni

Il caso clinico presentato mostra come è stata applicata l’Omeopatia in un soggetto affetto da sclerosi a placche. Di seguito viene riportata la storia clinica e personale del paziente e la terapia omeopatica prescritta.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo di 35 anni.
Diagnosi: il soggetto soffre di sclerosi a placche, patologia insorta da 2 anni, tre mesi dopo essere stato lasciato dalla moglie che aveva un rapporto con un altro uomo.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti tutti i precedenti morbosi dei familiari del paziente:

  • Nonno paterno: non si hanno informazioni in merito;
  • Nonna paterna: non si hanno informazioni in merito;
  • Padre: non si sa nulla in quanto è sparito definitivamente quando il figlio aveva tre anni;
  • Madre: deceduta a 50 anni per tumore al seno dopo aver passato una vita difficile essendo lei orfana sin da piccola;
  • Nonno materno: deceduto a 40 anni per incidente con la moto;
  • Nonna materna: deceduta a 38 anni per leucemia acuta.

Anamnesi personale: la storia del paziente

Dall’anamnesi personale è emerso che il paziente, un longilineo, ha presentato i comuni esantemi dell’infanzia. Da sempre ha vissuto con la madre ed ha fortemente risentito dell’assenza paterna. Figlio unico, timido e riservato, durante l’infanzia ha sofferto d’asma che si è poi risolta spontaneamente intorno ai 16 anni.

 

Negli anni della giovinezza gli sono state diagnosticate verruche (più volte rimosse) e una forte acne giovanile. Ha vissuto per un periodo protratto in collegio, dove ha subito molestie da parte di un sacerdote.

Cinque anni prima che si presentasse alla visita, il paziente si era sposato. Un matrimonio purtroppo finito male dato che il soggetto ha sorpreso la moglie in aperto tradimento, moglie che lo ha poi lasciato portandosi con sé il figlio di 3 anni.

 

Tre mesi dopo questo episodio gli è stata diagnosticata la comparsa di neurite ottica all’occhio sinistro e, successivamente, di parestesie all’arto inferiore sinistro. Da qui la diagnosi di sclerosi a placche.

 

Ci troviamo di fronte ad un caso di sclerosi a placche piuttosto raro in quanto il protagonista è un soggetto di sesso maschile.
Trattasi inoltre di un soggetto di costituzione muriatica (longilineo stenico)quindi emotivo, sensibile e con una storia di abbandoni dall’infanzia, di violenze in età adolescenziale e di abbandono definitivo in età adulta.

Cura omeopatica applicata

Al momento della visita si registra un buon recupero dell’OS, ma permangono parestesie all’arto inferiore sinistro e tre focolai nella RMN. Il paziente, inoltre, non è sottoposto ad alcuna cura allopatica.

Alla luce delle patologie pregresse e di quelle presenti, dell’attuale costituzione e delle diatesi la terapia prescritta è stata la seguente.

 

1° visita:

Al paziente viene prescritto:

  • Staphysagria 200 CH
  • Natrum muriaticum 30 CH

2° visita (dopo tre mesi):

Si registra una ricomparse delle verruche. Rimangono, invece, invariati i focolai della RMN ma fortunatamente sono migliorate le parestesie.

Si prescrive:

  • Staphysagria 200 CH;
  • Natrum muriaticum 200 CH;
  • Medorrhinum 200 CH;

3° visita (dopo sei mesi):

Alla terza visita risultano ridotti a due i focolai della RMN. Inoltre, sono sparite le verruche e le parestesie. Si registra una particolare sensibilità ai problemi altrui.
Il paziente sta meglio con il tempo umido.

 

Si prescrive:

  • Staphysagria 200 CH;
  • Causticum 200 CH;
  • Medorrhinum 200 CH;
  • Natrum muriaticum 200 CH.

Un tubo dose ogni settimana per altri sei mesi.

 

4° visita (dopo sei mesi): il soggetto sta bene.

Il paziente è stato seguito per altri tre anni in assenza di recidive.

 

Il farmaco Natrum muriaticum oltre ad essere il farmaco di fondo del soggetto è un eccellente rimedio della sclerosi a placche ovviamente nella costituzione corrispondente.

 

Fonti

1Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008