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Principi dell'omeopatia

Biotipo fosforico e muriatico: le due costituzioni del longilineo

Nell’uscita precedente abbiamo analizzato la costituzione carbonica e quella sulfurica (costituzioni del brevilineo) approfondendo il profilo morfologico, funzionale, psichico e intellettivo, le predisposizioni morbose e la relativa cura con farmaci omeopatici che caratterizzano i soggetti appartenenti a questi biotipi costituzionali, con un costante riferimento alle diatesi omeopatiche.

Esaminiamo ora tutti gli aspetti che caratterizzano la costituzione fosforica e quella muriatica (o sulfurica magra) che corrispondono alle due costituzioni del longilineo (astenico e stenico) secondo l’approccio endocrinologico di Nicola Pende.

Costituzione fosforica o longilineo astenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione fosforica corrisponde all’ectoblasta del Martiny e al longilineo astenico del Pende.
I punti deboli del soggetto fosforico, che derivano dal foglietto ectoblastico, riguardano il sistema nervoso centrale e periferico, simpatico, epidermide, mammelle, ghiandola pineale, ipofisi posteriore, midollare surrenale.
Di seguito un’analisi specifica dei diversi aspetti che connotano i soggetti fosforici da un punto di vista sia fisico che psichico.

Profilo morfologico

Da un punto di vista morfologico il biotipo fosforico è un soggetto longilineo, con tendenza alla magrezza, gracile e astenico. Ulteriori caratteristiche fisiche che identificano questo biotipo sono:

  • cute sottile, pallida per anemia e precocemente invecchiata per malnutrizione;
  • cranio triangolare con base in alto e allungato, tendenza alla calvizie precoce, fronte alta;
  • palato ogivale, denti poco solidi, giallognoli;
  • mandibola stretta e corta;
  • collo lungo con protrusione del pomo di Adamo;
  • torace stretto, lungo, con angolo costale acuto;
  • scapole alate.

Per quanto riguarda gli arti, il fosforico ha mani lunghe con dita affusolate e unghie a mandorla, legamenti e muscoli ipotonici per cui spesso soffre di ptosi, scoliosi, cifosi.

Profilo funzionale

Il soggetto fosforico è caratterizzato da deambulazione e movimenti eleganti. Nell’attività sportiva tende più alla prestazione rapida che non alla resistenza. È dunque contrassegnato da poca resistenza allo sforzo, specie prolungato, per cui tende ad un risparmio energetico.
Nonostante sia una persona freddolosa, ha un forte desiderio di stare all’aria aperta per ossigenarsi. È ipoteso ed ha una grande resistenza alle malattie, o meglio, nonostante sia sempre malaticcio è raramente colpito da patologie serie.
Qualora sia affetto da malattie acute si tratta di patologie lente, torpide e con una lunga convalescenza.
Endocrinologicamente tende a presentare le seguenti caratteristiche:

  • ipersimpaticotonismo con ipertiroidismo;
  • iperpinealismo, per cui dimagrimento, ipoazotemia, ipocalcemia da ipoparatiroidismo;
  • ipermedullosurrenalismo che giustifica l’accelerazione del ritmo cardiaco e quel poco di forza che è del biotipo;
  • ipopituitarismo anteriore;
  • ipocorticosurrenalismo;
  • ipogonadismo.

Profilo psichico e intellettivo

I soggetti di costituzione fosforica hanno un aspetto caratteriologico emotivo, sentimentale, pessimista, desideroso di gloria e onori. Presentano fasi di esaltazione e di depressione e hanno scarsa resistenza intellettuale.
Per ciò che riguarda l’aspetto intellettivo sono dotati di intelligenza astratta: sono degli idealisti, dei sognatori, degli artisti.

Predisposizioni morbose

In considerazione del foglietto embriologico coinvolto e della prevalenza della diatesi tubercolinica e dell’astenia, il soggetto presenterà:

  • diatesi reumatica;
  • distonia neurovegetativa;
  • anemia;
  • patologie respiratorie;
  • TBC;
  • atonia gastro-intestinale.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base dei soggetti fosforici, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Calcarea phosphorica.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia phosphorica
  • Kalium phosphoricum
  • Natrum phosphoricum
  • Phosphorus
  • Phosphoricum acidum

Tra i farmaci più usati per la cura dei disturbi che affliggono i soggetti di costituzione fosforica, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Actaea racemosa
  • Anacardium orientale
  • Drosera
  • Kalium iodatum
  • Pulsatilla
  • Petroleum
  • Silicea

Costituzione fosforica e diatesi omeopatiche

Contrariamente alle altre tre costituzioni in cui predomina la psora, abbiamo qui una prevalenza del tubercolinismo, cui segue la psora, il luesinismo e la sicosi.

Costituzione muriatica o longilineo stenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione muriatica corrisponde al cordoblasta secondo Martiny e al longilineo stenico secondo Pende.
Il cordoblastismo comporta un equilibrio dei tre foglietti embrionali: il soggetto muriatico tende, quindi, al biotipo ideale.
Procediamo analizzando i diversi aspetti che connotano i seguenti soggetti.

Profilo morfologico

I soggetti di costituzione muriatica sono per lo più, da un punto di vista morfologico, longilinei stenici molto ben proporzionati, e presentano le seguenti connotazioni fisiche:

  • cute scura perché vitale;
  • cranio di forma quadrata per lo sviluppo armonico dei tre settori;
  • fronte alta con calvizie precoce;
  • arcata dentaria regolare, molto tartaro, mandibola robusta;
  • torace lungo, regolare, armonico;
  • arti regolari con mano lunga e muscolosa.

Profilo funzionale

Il biotipo muriatico, come si è detto, presenta un equilibrio dei tre foglietti e, proprio grazie a questo aspetto, presenta un’eccellente funzione degli organi. È caratterizzato, inoltre, da grande resistenza alla fatica e buona resistenza alle malattie acute. Il suo equilibrio è anche endocrinologico e neurovegetativo.

Profilo psichico e intellettivo

Dal punto di vista intellettivo presenta un’intelligenza aperta, con larga intuizione. Inoltre possiede un temperamento vitale contraddistinto da equilibrio, autocontrollo e grande capacità costruttiva. Nella maggior parte dei casi si tratta di una persona che presenta le seguenti caratteristiche:

  • autoritario;
  • saggio;
  • prudente;
  • preciso;
  • leale;
  • ottimista;
  • pacifico.

Predisposizioni morbose

Per quanto riguarda i disturbi fisici cui è soggetto il biotipo muriatico, è necessario fare una distinzione in base alla fase di sviluppo:

  • nei bambini presenta quello che veniva chiamato “linfatismo eretistico” ovvero una sindrome morbosa caratterizzata da ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, da ingrossamento dei gangli linfatici, pallore e diminuita resistenza alle malattie da raffreddamento;
  • nell’adulto tende alle artropatie croniche e alle turbe epatiche funzionali.

Farmaci omeopatici

I farmaci di base a cui l’iter terapeutico deve ricondurre sono due: Natrum muriaticum, per la parte tubercolinica, e Sulphur iodatum per la parte psorica.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Calcarea muriatica
  • Magnesia muriatica
  • Kalium muriaticum
  • Ammonium muriaticum
  • Muriaticum acidum

Tra i farmaci più usati in questa costituzione, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Apis mellifica
  • Actaea racemosa
  • Colocynthis
  • Ignatia amara
  • Arsenicum iodatum
  • Iodum
  • Stannum metallicum

Costituzione muriatica e diatesi omeopatiche

Le diatesi di questo soggetto costituzionale, in ordine di prevalenza, sono: psora, tubercolinismo, luesinismo, sicosi.

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Biotipo carbonico e sulfurico: le due costituzioni del brevilineo

Prima di iniziare lo studio delle singole costituzioni in Omeopatia, è opportuno fare riferimento alle diatesi omeopatiche, in quanto capaci di determinare una prevalenza costituzionale e di manifestare una potenzialità patologica. Le diatesi saranno oggetto di ulteriore trattazione dettagliata, ma al momento meritano una, seppur relativa, definizione, così come espressa dal professor Antonio Santini:

 

  • La Psora è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di insufficienza funzionale dei vari organi determinando autointossicazione o turbe del ricambio”.
  • Il Tubercolinismo è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di ossigenoidismo, disidratazione e demineralizzazione”.
  • La Sicosi è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di idrogenoidismo e reticoloendoteliosi…fino a giungere al quod tumet”.
  • Il Luesinismo è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso degenerazioni e distruzioni cellulari fisiche e mentali fino alla sclerosi”.

 

Procediamo ora analizzando nel dettaglio la costituzione carbonica e quella sulfurica, che corrispondono alle due costituzioni del brevilineo (astenico e stenico) secondo l’approccio endocrinologico di Nicola Pende.

Costituzione carbonica o brevilineo astenico in Omeopatia

Nei soggetti di costituzione carbonica il metabolismo del carbonio risulta essere alterato. Rifacendoci alle diverse classificazioni delle costituzioni umane in Omeopatia, il biotipo carbonico corrisponde al brevilineo astenico del Pende e al biotipo endoblastico del Martiny.
Derivano dal foglietto endoblastico, e saranno pertanto punti deboli per il carbonico, le mucose dell’apparato digerente, le mucose dell’apparato respiratorio, il fegato, il pancreas, le tonsille, i polmoni, la tiroide, le paratiroidi, il timo.
Analizziamo nel dettaglio la costituzione carbonica sotto differenti profili.

Profilo morfologico

I biotipi carbonici sono tendenzialmente soggetti di statura media o tendente al basso, con propensione ad ingrassare o all’obesità, con grasso flaccido a causa della ritenzione idrica.
Presentano inoltre:

  • cute pallida;
  • denti bianchi e quadrati;
  • arcata dentaria larga;
  • faccia rotondeggiante;
  • addome globoso, che evidenzia la prevalenza digestiva del soggetto.

Il soggetto carbonico presenta mani dalla forma quadrata, muscoli ipotonici e genitali ipoplasici.
Inoltre, a braccia estese il suo angolo braccio-avambraccio è inferiore a 180°, mentre, l’angolo tra coscia e gamba è inferiore a 180°.

Profilo funzionale

Dal punto di vista funzionale la deambulazione del biotipo carbonico è lenta e pesante; i suoi gesti sono misurati. Presenta, inoltre, un appetito sviluppato con ricerca di idrati di carbonio e dolci.
Qualora sia affetto da malattie acute presenta un lungo periodo di incubazione con defervescenza per lisi e una protratta convalescenza.
Endocrinologicamente tende ad essere:

  • ipotiroideo;
  • ipogonadale;
  • ipertimico;
  • iperparatiroideo;
  • vagotonico.

Profilo psichico e intellettivo

Il biotipo carbonico è un soggetto calmo, sedentario, preciso, rinunciatario, metodico e che tende al risparmio delle energie.
Inoltre dal punto di vista del profilo intellettivo presenta un’intelligenza analitica e concreta.

Predisposizioni morbose

A seconda delle diverse tappe dello sviluppo evolutivo del soggetto carbonico, si potranno verificare predisposizioni morbose a carico di differenti apparati:

  • nel bambino: fatti infiammatori acuti a carico dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente, degli organi linfatici e della cute;
  • nell’adolescente: reumatismo articolare acuto;
  • nell’adulto: artrosi, sclerosi circolatoria e soprattutto d’organo, tendenza all’ipotensione arteriosa, all’ipertensione venosa, all’ipercolesterolemia, al diabete, alle allergie, alle neoplasie, alla litiasi renale ed epatica e alla depressione.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Calcarea Carbonica, uno dei principali policresti dell’Omeopatia e anche uno dei maggiori rimedi della Psora.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia carbonica;
  • Kalium carbonicum;
  • Natrum carbonicum;
  • Baryta carbonica;
  • Ammonium carbonicum;
  • Carbo vegetabilis;
  • Carb oanimalis.

Tra i farmaci più usati per la cura di patologie nei soggetti di costituzione carbonica, individuati sulla base della prevalenza diatesica, vi sono:

  • Belladonna;
  • Hyosciamus;
  • Capsicum;
  • Stramonium;
  • gli Antimoni;
  • Spongia tosta;
  • Bromium;
  • Zincum metallicum.

Costituzione carbonica e diatesi omeopatiche

La diatesi è la modalità, propria di ciascun individuo, di sviluppo e di evoluzione della malattia.
In ogni costituzione sono presenti le quattro diatesi, che nella costituzione carbonica avranno il seguente ordine di prevalenza: la psora al primo posto, la sicosi al secondo e successivamente tubercolinismo e luesinismo.

Costituzione sulfurica o brevilineo stenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione sulfurica corrisponde al brevilineo stenico nella classificazione endocrinologica del Pende e al mesoblasta del Martiny. Dal foglietto mesoblastico derivano e saranno pertanto punti deboli per il sulfurico: muscoli striati e lisci, scheletro e sistema osteo-articolare, cuore, arterie, vene, capillari, vasi linfatici, sangue, reticolo endotelio, mesenchima, derma, reni, milza, pleura, peritoneo, corticosurrene, gonadi, ipofisi anteriore.
Di seguito un’analisi specifica dei diversi aspetti che connotano i soggetti sulfurici da un punto di vista sia fisico sia psichico.

Profilo morfologico

I soggetti di costituzione sulfurica sono, per lo più, individui di media statura che presentano una corporatura robusta, a volte “tozza”, che tende al grasso (ma non flaccido), con tono muscolare comunque marcato.
Ulteriori caratteristiche fisiche che identificano questo biotipo sono:

  • cute ben sanguificata, di colore rosso vivo;
  • frequente ipertricosi, spesso capelli scarsi;
  • faccia con parte respiratoria e digestiva ben sviluppate;
  • arcate dentarie regolari;
  • denti resistenti alla carie,
  • collo corto, tozzo (taurino);
  • torace ben sviluppato, spesso corto e quadrato.

Per quanto riguarda gli arti, il soggetto sulfurico ha mani quadrate e una muscolatura ben sviluppata. L’angolo braccio-avambraccio è, a braccia estese, minore di 180°, così come l’angolo tra coscia e gamba.

Profilo funzionale

Il tipo sulfurico possiede un’andatura pesante e regolare, non particolarmente veloce; mostra inoltre ottima resistenza allo sforzo fisico. Ha un appetito sviluppato con ricerca di cibi sapidi e grassi.
È caloroso e presenta una sudorazione accentuata con sensazione di piedi che bruciano. Endocrinologicamente è un ipersurrenalico.
Se malato, le febbri raggiungono alte temperature, ma sono di breve durata. Trattasi però di un soggetto che presenta elevata resistenza alle malattie.

Profilo psichico e intellettivo

I soggetti di costituzione sulfurica hanno un temperamento vitale; sono impulsivi, a volte aggressivi, e amano il movimento perché consente loro di scaricare l’abbondante energia propria della costituzione. Inoltre apprezzano e ricercano una condizione di agonismo, anche nel lavoro.
Dal punto di vista intellettivo presentano un tipo di intelligenza realizzatrice, portata alla sintesi.

Predisposizioni morbose

Nella costituzione sulfurica l’apparato circolatorio è quello maggiormente soggetto a patologie, pertanto il soggetto potrà presentare:

  • ipertensione;
  • patologie cardiache;
  • arteriosclerosi;
  • iperglobulia;
  • ipercolesterolemia;
  • allergie.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base dei soggetti a costituzione sulfurica, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Sulphur (zolfo).

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia sulphurica;
  • Kalium sulphuricum;
  • Natrum sulphuricum;
  • Sulphuricum acidum;
  • Baryta carbonica.

Tra i farmaci più usati in questa costituzione, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Aconitum;
  • Bryonia;
  • Mercurius solubilis;
  • Aurum metallicum;
  • Arsenicum album;
  • Nux vomica;
  • Lachesis;
  • Plumbum metallicum;
  • Argentum nitricum.

Costituzione sulfurica e diatesi omeopatiche

Rifacendoci a quanto detto in precedenza, nella costituzione sulfurica le diatesi sono nell’ordine di prevalenza: psorica, luesinica, tubercolinica, sicotica.

 

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Farmaci omeopatici

Calcarea carbonica

La Calcarea carbonica è un rimedio omeopatico alla cui base si trova il carbonato di calcio. Tale sostanza è espressa attraverso la formula chimica CaCO3 e rappresenta il sale di calcio dell’acido carbonico. Si presenta in natura sotto forma di solido bianco scarsamente solubile in acqua.

Calcarea carbonica: caratteristiche del rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico Calcarea carbonica si ottiene dalla triturazione con lattosio del carbonato di calcio e dalle successive diluizioni/dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Il carbonato è il minerale di calcio più abbondante in natura dove si rinviene in due forme cristalline, precisamente nei minerali:

  • calcite: a forma trigonale, molto birifrangente, con cristalli di diverso abito (prismatico, romboedrico, scalenoedrico, tabulare). È il componente principale del calcare, del marmo e di numerosissime pietre pregiate di varie colorazioni;
  • aragonite: molto meno comune della prima, a forma rombica con cristalli generalmente prismatici.

Il calcio è essenziale alla vita degli animali e delle piante, dato che svolge importanti funzioni metaboliche ed è il principale costituente di ossa e denti. Sono formati da carbonato di calcio anche i gusci delle uova, i gusci delle ostriche, l’osso di seppia, i coralli.
È proprio dal guscio dell’ostrica che si ottiene il rimedio Calcarea carbonica; per questo motivo si tratta di un carbonato di calcio non puro.

Calcarea carbonica regola il metabolismo del carbonato di calcio agendo su:

  • ossificazione in ritardo,
  • eccitabilità del sistema nervoso con azione moderatrice;
  • eccitabilità dei muscoli con azione moderatrice;
  • coagulazione del sangue;
  • rallentamento della circolazione linfatica.

Calcarea carbonica e Costituzioni

Calcarea carbonica è il farmaco di base della costituzione carbonica (biotipo linfatico/carbonico detto anche brevilineo astenico) e quindi trova il suo massimo impiego nel bambino, anche se può essere impiegato in qualsiasi momento della vita non per carenza di calcio, ma per difficoltà di utilizzo del medesimo. Essendo il medicinale di base della costituzione carbonica rappresenta la fase conclusiva dell’iter di riequilibrio del soggetto carbonico.

 

I sintomi del biotipo carbonico peggiorano con il freddo e l’umidità, dopo qualsiasi sforzo fisico o mentale e con il plenilunio, migliorano, invece, con il caldo, inteso sia come tempo meteorologico sia come applicazioni calde. Questo soggetto ha, solitamente, una forte avversione verso latte e carne, mentre ha desiderio di uova, terra, calcinaccio, gesso (è un desiderio quest’ultimo che rappresenta un tentativo di riequilibrio del metabolismo del carbonato di calcio).

Calcarea Carbonica: farmaco e sintomi

Il farmaco omeopatico Calcarea carbonica è uno dei principali policresti dell’Omeopatia ed è anche uno dei maggiori rimedi della Psora.

È un rimedio ad azione profonda che agisce sulle forze vitali dell’organismo, rivitalizzando il metabolismo. Riequilibra l’assorbimento del calcio, per cui agisce specificamente sulle ossa e sulle articolazioni, nonché sulle ghiandole linfatiche, sulle vene, sulla pelle e sugli apparati digerente, respiratorio, urinario e genitale femminile.

 

Calcarea Carbonica è un farmaco di uso estremamente diffuso. A questo proposito James Tyler Kent (1849- 1916), medico omeopata statunitense, lo collocò tra i tre farmaci psorici principali che mise in questa successione: Lycopodium, Sulphur, Calcarea carbonica. Questa classificazione, per noi costituzionalisti, ne indica l’utilizzo nel soggetto endomesoblastico o carbo-sulfurico.

 

Il farmaco omeopatico Calcarea carbonica viene utilizzato quando nel paziente vengono riscontrati specifici sintomi generali, locali e psichici; vediamo di seguito quali:

 

Sintomi generali

  • astenia per malnutrizione della cellula muscolare;
  • freddolosità specie negli arti;
  • ipertrofia linfatica per stasi;
  • tendenza all’obesità per ipoendocrinismo e abuso di carboidrati;
  • tendenza all’ipercolesterolemia;
  • tendenza alla formazione di polipi.

Sintomi locali

  • pelle pallida per deficit del foglietto mesoblastico, sudori acidi, eczemi (crosta lattea), suppurazioni (rappresentano vie di eliminazione);
  • testa grossa con ritardo dentizione, eloquio, deambulazione e chiusura fontanelle, pupille midriatiche e blefariti;
  • apparato digerente: sete e fame marcata con attrazione per carboidrati e dolci, acidità di tutto l’apparato digerente, alvo stitico con feci secche;
  • apparato respiratorio: raucedine specie al mattino, dispnea, riniti, bronchiti, ipertrofia dei linfonodi latero-cervicali, poliposi nasale;
  • apparato genitale: mestruazioni anticipanti e abbondanti per l’azione del calcio sulla coagulazione, fibromi e poliposi uterina;
  • apparato locomotore: crampi ai polpacci, specie notturni per l’ipoparatiroidismo e per l’azione del calcio sulla fibra muscolare.

Sintomi psichici

  • debolezza fisica e intellettuale: non si tratta di un deficit, ma di poca resistenza che determina risparmio energetico e pigrizia;
  • apatia;
  • timidezza;
  • paure di patologie psichiatriche, della tbc, del futuro, di soffrire, ecc…;
  • ipersensibilità specie a notizie negative;
  • sonnolenza diurna e dopo cena.

Calcarea carbonica e farmaci complementari

La tendenza ad ammalarsi di alcune patologie piuttosto che altre è definita diatesi e in Omeopatia si esprime attraverso caratterizzazioni ben precise, sostanzialmente legate alla Costituzione di appartenenza. È noto che in ogni biotipo e, quindi, in ogni farmaco sono presenti le quattro diatesi (Psora, Sicosi, Tubercolinismo, Luesinismo).
Nonostante in ciascun soggetto siano presenti le quattro diatesi, in ogni paziente prevarrà una piuttosto che un’altra. Questo comporterà un utilizzo di farmaci complementari differenti a seconda del caso:

  • Psora: se nel soggetto Calcarea carbonica prevarrà la Psora (che è di base dominante) avremo tendenza alla sindrome metabolica, litiasi, ipertensione, ipercolesterolemia, sclerosi. I possibili farmaci complementari, in casi di questo tipo, saranno Lycopodium, Sulphur, Psorinum.
  • Sicosi: nel caso di incremento della diatesi sicotica con formazione di verruche, polipi, fibromi, il rimedio Calcarea carbonica avrà come farmaci complementari Thuya e Medorrhinum.
  • Tubercolinismo: l’apporto della diatesi tubercolinica determinerà, invece, anemia e frequenti patologie bronchiali con la complementarietà di Sepia e delle tubercoline.
  • Luesinismo: per la sclerosi e le patologie neuro-psichiatriche, a nota quindi luesinica, si affiancherà a Calcarea carbonica la Baryta carbonica.
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Casi clinici

Piastrinopenia e anemia in un soggetto maschile

Questo primo caso clinico proposto non necessita di un percorso terapeutico complesso ma evidenzia, in modo chiaro, l’utilità dell’impostazione diatesico-costituzionalistica nell’individuazione dei farmaci da somministrare per la cura della patologia in questione.

Partendo dall’individuazione della diatesi di appartenenza, dall’anamnesi familiare e dai caratteri del soggetto affetto da patologia, si andrà ad individuare la cura omeopatica più idonea al caso trattato.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo, 70 anni affetto da piastrinopenia e anemia.
Sintomi clinici: astenia, tendenza emorragica, insonnia, pallore.

 

Il protagonista del caso clinico in questione, secondo la classificazione pendiana rientra tra i soggetti longilinei stenici, definiti anche muriatici nella classificazione omeopatica.
Nella su anamnesi familiare figurano:

  • un caso di tumore dello stomaco (padre +63 anni)
  • un caso di patologia demielinizzante (sorella minore)

Trattasi pertanto di una eredità fortemente luesinica e di patologie, la piastrinipenia e l’anemia, anch’esse riconducibili alla diatesi luesinica.
Si rende pertanto necessaria l’individuazione di almeno un rimedio omeopatico, tra i farmaci luesinici, che corrisponda alle modalità del soggetto.

 

Di fondamentale importanza per la prescrizione di una cura omeopatica è la storia clinica del paziente. Il soggetto in questione ha sofferto di gastrite all’età di 15 anni e del morbo di Burger intorno ai 60. Entrambe le patologie sono state curate allopaticamente.
Durante la seconda parte della visita, dedicata ad una conoscenza più approfondita del malato tramite colloquio, sono emerse alcune caratteristiche che lo contraddistinguono, il paziente è infatti:

  • particolarmente freddoloso;
  • estremamente ordinato;
  • ipocondriaco;
  • particolarmente attento al denaro;
  • con tendenza al collezionismo.

Cura omeopatica applicata

Tali modalità corrispondono al farmaco Arsenicum album che agisce sull’apparato emopoietico e vascolare. Questo farmaco è stato prescritto, pertanto, con una somministrazione quotidiana alla 30 CH per tre mesi e successivamente alla 200 CH (una monodose ogni 20 giorni).
Nel giro di un anno e mezzo si è verificata una normalizzazione dei parametri ematologici con recupero energetico e normalizzazione della freddolosità per cui il caso viene ovviamente concluso con Sulphur iodatum, farmaco di base della costituzione muriatica e Luesinum 200 CH nosodo del luesinismo.