“Per guarire una malattia, bisogna somministrare all’individuo che ne è affetto, un rimedio che gli provocherebbe, se fosse sano, la malattia che lo affligge.”
“Christian Friedrich Samuel Hahnemann”
“Ogni bioelemento, somministrato a dosi ripetute e crescenti nell’uomo sano, crea uno stato di sofferenza, di reazioni, che possono essere rimosse solo con l’uso dello stesso bioelemento adoperato in dosi sempre più piccole, fino alle dosi infinitesimali”
“Antonio Santini”
Farmaco omeopatico
La logica conseguenza della Legge di Similitudine ippocratica ed hannemaniana è la necessità dell’individualizzazione del farmaco a seconda delle caratteristiche della malattia.
Infatti la noxa patogena, ovvero l’origine del danno provocato dalla malattia, agendo sulla popolazione determina delle risposte sintomatologiche individualmente diversificate. Dunque, se ogni soggetto manifesta una risposta di tipo soggettivo ad una determinata malattia, sarà necessario individuare una cura che sia su misura per quel determinato soggetto.
Probabilmente è proprio questo l’elemento di distinzione più importante tra Medicina Allopatica e Medicina Omeopatica: la ricerca e l’utilizzo di un farmaco che sia individualizzato.
Secondo la Medicina Omeopatica non possono essere costruiti dei protocolli di trattamento delle varie patologie che vadano bene per tutti. Come si è soliti dire: si cura il paziente e non la singola malattia.
La noxa patogena che aggredisce l’individuo determina in esso alcuni disturbi che hanno carattere generico e possono essere riconosciuti in tutti gli altri pazienti affetti dalla stessa patologia. Altri sintomi, invece, sono peculiari del paziente e configurano una modalità di vivere la malattia del tutto propria, in relazione al suo terreno costituzionale, e sono questi i sintomi particolari che il medico omeopatico deve ricercare a livello organico, funzionale e psichico.
È nozione comune che durante un’epidemia estremamente diffusa come l’influenza, le risposte dei singoli pazienti possano essere sostanzialmente diverse.
Alcuni vivranno la virosi con dei banali sintomi irritativi dell’apparato respiratorio, a fronte di un lieve rialzo febbrile; altri, invece, svilupperanno sin da subito febbre molto elevata, magari senza grande compromissione respiratoria;altri ancora percepiranno come preponderante lo stato di spossatezza e dolori diffusi; ci sarà, infine, chi avrà imponenti sintomi a carico dell’apparato respiratorio.
Fermo restando l’equivalenza della noxa patogena, si deve ammettere che la diversità di reazione sia legata ad un diverso terreno, ove i fattori patologici manifestano la loro azione.
Costituzioni omeopatiche e rimedi
Il diverso terreno costituzionale di un individuo fa sì che individui di costituzione diversa si ammalino in modo diverso.
Il termine costituzione, una volta frequentemente utilizzato nello studio clinico dei pazienti (non solo da medici omeopati), è oggi in disuso nella Medicina Allopatica. Tuttavia, la ricerca scientifica ha permesso di sostituire questo generico termine con una serie di valutazioni e parametri che investono la funzionalità dell’organismo. Essi riguardano ad esempio:
- il livello di difesa anticorpale;
- la funzionalità delle varie ghiandole endocrine (primariamente tiroide e surrenale che, attraverso i loro ormoni, modulano buona parte della risposta ai vari stressors psico-fisici);
- i dosaggi degli elettroliti
Pertanto la variabilità costituzionale, ben percepita dagli omeopati sin dai primi momenti della storia di questa medicina, ha una sua evidenza clinica definibile in modo più complesso attraverso lo studio di una serie di parametri clinici e di laboratorio.
La medicina moderna ha acquisito il fatto che alcuni individui e, più per esteso, alcune popolazioni, possono risultare meno suscettibili ad ammalarsi di patologie che affliggono con maggiore incidenza altri individui o popolazioni. Queste diversità possono essere accettate solo ammettendo la presenza negli individui di costituzioni diverse, caratterizzate da una diversa suscettibilità alle malattie.
Diatesi omeopatiche e cura
La tendenza ad ammalarsi di alcune patologie piuttosto che altre è definita diatesi e, in Omeopatia, si esprime attraverso caratterizzazioni ben precise, sostanzialmente legate alla costituzione.
Hahnemann aveva già perfettamente capito questa realtà e intuito che ogni individuo necessitasse di una propria cura individualizzata, atta ad arginare i punti di minor resistenza della sua costituzione.
Pertanto, attraverso la sperimentazione dei suoi farmaci su individui sani, riuscì a registrare alcuni sintomi che consentivano di riprodurre quadri affini a molte patologie note.
Per esempio, la sperimentazione del rimedio omeopatico Atropa belladonna consentì di rilevare i seguenti sintomi:
- calore intenso irradiato da tutto il corpo;
- fotofobia;
- lacrimazione;
- cefalea pulsante;
- rubor generalizzato del corpo e particolarmente del viso;
- rialzo termico.
Una parte di questi sintomi sono sovrapponibili ad alcune modalità tipiche della virosi influenzale.
Nonostante questo Atropa belladonna non è adatto nella cura dei dolori diffusiche, spesso, caratterizzano questa condizione.
Sebbene il rimedio in questioneriproduca un quadro di sintomi affine a quello degli stati influenzali,la sperimentazione hannemanianaha dimostrato come il medicinaleideale da utilizzare nei casi influenzali sia Eupatoriumperfoliatum, laddove dominino i dolori articolari. È dunque possibile individuare alcuni rimedi utili a trattare diverse modalità sintomatologiche attraverso le quali si può presentare l’influenza.
Inoltre, studi epidemiologici e l’osservazione pratica, hanno evidenziato come la maggior parte delle persone tende a sviluppare reazioni che si ripetono. Ad esempio, alcuni bambini sviluppano temperature sempre molto alte a fronte di qualunque aggressione virale; altri, invece, difficilmente vanno oltre le medie temperature, anche a fronte di virus piuttosto aggressivi.
Anche questo dipende dal tipo di terreno costituzionale proprio di ogni individuo e la scelta del farmaco più adatto alla cura dipenderà dalle modalità reattive del singolo soggetto.
In conclusione, possiamo affermare che ogni malattia viene vissuta in modo diverso da individuo a individuo e ciò dipende dalla propria costituzione, ovvero dal diverso terreno ove i fattori patologici manifestano la loro azione.
Va da sé, come già detto, che l’Omeopatia cerchi di trovare, all’interno di ogni costituzione, ulteriori elementi caratterizzanti della risposta della singola persona per fornire una terapia il più possibile individualizzata.
Il prof. Dario Chiriacò, Presidente della Federazione Regionale dell’Ordine dei Medici del Lazio e Coordinatore della Commissione per le Medicine non Convenzionali della
