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Farmaci omeopatici

Hekla lava

Il rimedio omeopatico Hekla lava deriva dalle ceneri del vulcano Hekla in Islanda.
Il Monte Hekla, alto 1431 metri, è situato a 110 km da Reykjavik, la capitale dell’Islanda, ed è soprannominato dagli Islandesi “Porta dell’Inferno” in quanto particolarmente distruttivo nel corso delle sue eruzioni. Il vulcano è in grado di emettere una fitta coltre di cenere che offusca il cielo e che può ricadere anche a notevoli distanza. Dalla sua cenere ha origine la storia di rimedio omeopatico.

Hekla lava: rimedio omeopatico

Hekla lava è un rimedio poco conosciuto ma con campi di azione veramente interessanti.

 

In passato fu studiato da Wilkinson, Hering, Clarke anche se si devono a Garth Wilkinson le prime osservazioni sugli animali islandesi che condussero all’introduzione di Hekla lava nella materia medica. Trattasi di un farmaco fortemente luesinico la cui azione  tossica è stata osservata specie sugli ovini che brucavano l’erba su cui si erano depositate le ceneri del vulcano.

 

Ha le sue fondamentali applicazioni in odontoiatria e ortopedia attesa la sua azione prevalente sui tessuti duri. Personalmente lo utilizzo specialmente nelle paradontosi e nelle necrosi mascellari iatrogene che impediscono, o complicano gli impianti dentari. Altro importante campo di azione è costituito dal ripristino della secrezione lattea inibita da farmaci allopatici o da altri fattori.

 

Hekla lava è, inoltre, molto utile in ambito ortopedico per la sua azione antinfiammatoria e antidolorifica nella spina calcaneare e nell’alluce valgo. In questo campo ho avuto modo di utilizzarlo soprattutto sui bambini, ed in particolare nella apofisite tibiale anteriore di crescenza, assai frequente nel maschio longilineo.

Hekla lava: campi d’applicazione

Sono numerose le possibilità di utilizzo di questo rimedio in patologie gravi ma anche in patologie meno gravi ma molto frequenti e fastidiose come l’artrosi con osteofitosi, la spina alcaneare e le patologie odontoiatriche.
Di seguito riportiamo i principali campi d’applicazione:

 

Stomatologia

  • carie dentarie precoci;
  • tumori ossei della bocca benigni e maligni;
  • ascessi, fistole, dolori dopo chirurgia dentaria, esostosi mascellari, paradontosi;
  • necrosi del mascellare (azione elettiva sul canino);
  • adenopatia latero-cervicale.

Ortopedia

  • dolori al ginocchio, tallone, spina calcaneare, alluce valgo;
  • rachitismo degli arti inferiori;
  • tumori ossei, osteiti, sarcomi;
  • osteomalacia;
  • apofisite tibiale anteriore di crescenza (Osgood – Schlatter);

Nel fosforico luesinico Hekla lava è complementare di Calcarea phosphorica mentre nel muriatico luesinico è complementare di Aurum muriaticum.

 

ORL

  • sinusiti;
  • poliposi nasale;
  • osteite nasale.

Altri campi di utilizzazione

  • trombo-flebiti luesiniche;
  • soppressione secrezione lattea;
  • dimagramento nel bambino;
  • micosi cutanee.

 

Fonti

Morrison R., Manuale Guida ai sintomi chiave e di conferma, Bruno Galeazzi Editore, 1998

 

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

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Farmaci omeopatici

Borax

Il rimedio omeopatico Borax deriva dal borato di sodio e fu sperimentato direttamente dal padre dell’Omeopatia, Christian Friedrich Samuel Hahnemann.

Borax: rimedio omeopatico

Il borato di sodio, uno degli oligoelementi dell’essere vivente, è una polvere bianca inodore di sapore alcalino, molto solubile nell’acqua e nella glicerina.
Dal borato di sodio si ricava il rimedio omeopatico Borax che ha un tropismo selettivo per le mucose e trova indicazione in diverse forme infettive dell’adulto, del bambino e del neonato.

 

Si tratta di un farmaco luesinico con note sicotiche. Svolge la sua azione principale sulle mucose, sulla cute, sul sistema nervoso e sugli organi dell’udito. Per la sua azione sulle mucose può essere considerato un Natrum. Borax viene utilizzato spesso anche in caso di blefariti, herpes e riniti.

 

È senza dubbio il farmaco delle afte della lingua e della mucosa buccale, ma può coinvolgere tutto l’intestino sino a interessare la mucosa anale. Infatti, l’ho personalmente utilizzato per la cura di stenosi iniziali post-infiammatorie del tenue, dell’ileo, del colon e del retto con ottimi risultati (colite ulcerosa e Crohn).

 

Ritengo inoltre che abbia una valida azione anche nelle esofagiti con reflusso. Uno dei casi particolari giunto alla mia osservazione è stato quello di un giovane muriatico, laureato in filosofia, che presentava periodiche afte. Nonostante questo il motivo per cui si era sottoposto al mio controllo consisteva nella nausea dopo 10-15 minuti di studio. La terapia che ho prescritto per la risoluzione del caso è stata la seguente: Borax 30 CH completato da Natrum muriaticum 200 CH e Luesinum 200 CH.

Borax: tipo costituzionale e indicazioni cliniche

Di seguito riportiamo i sintomi tipici del tipo costituzionale Borax.

 

Sintomi psichici

  • ansia e paura dei movimenti in discesa (aereo, funivia, ascensore). Questo, in particolare, è il sintomo chiave del rimedio.

Sintomi generali

  • vertigini;
  • cefalea;
  • sensibilità ai rumori improvvisi.

Sintomi locali

  • cefalea alle ore 10;
  • scialorrea, afte, gengiviti, carie frequenti;
  • distensione gastrica, feci ipocromiche;
  • disuria nei bambini;
  • leucorrea, afte vulvo-vaginali, uretriti (è il farmaco chiave della dismenorrea membranosa);
  • galattorrea, latte denso e cattivo;
  • lipotimie, algie toraciche puntorie;
  • tremori estremità, ulcere a mani e piedi, herpes agli arti inferiori, cute malsana.

Per quanto riguarda le indicazioni cliniche rientrano tra queste: afte, mughetto, gengiviti, diarree nei bambini, ipoevolutismo ponderale e staturale, candidosi, sterilità femminile, alterazioni della galattopoiesi, vertigini e paure.

Modalità del soggetto Borax:

Come per tutti i tipi costituzionali, i sintomi del soggetto Borax si aggravano o migliorano quando si verificano determinate condizioni.

  • peggioramento: con il sonno, con il movimento in discesa, con il freddo e l’umido;
  • miglioramento: con l’evacuazione come Natrum sulphuricum.

 

Fonti

Morrison R., Manuale Guida ai sintomi chiave e di conferma, Bruno Galeazzi Editore, 1998

 

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

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Farmaci omeopatici

Causticum

Il rimedio omeopatico Causticum si ottiene da un processo complesso in cui avviene una “fusione” di minerali ed elementi chimici diversi: calce spenta, bisolfato di potassio e acqua.

Causticum: rimedio omeopatico

Causticum è un alcale e un potassico, è il rimedio della sclerosi tissutale.
Volendo inquadrare questo farmaco in ambito costituzionale si colloca, come altri farmaci a forte componente sicotica (Thuya, Dulcamara, Staphysagria ecc. ), tra i rimedi che possono essere utilizzati in qualunque costituzione ove tale diatesi (la sicosi) assume un ruolo di particolare importanza, sia per motivi ereditari che acquisiti.Causticum, comunque, attesa la presenza nella costituzione carbonica della sicosi al 2° posto dopo la psora, viene più frequentemente utilizzato nella suddetta costituzione.

 

Si tratta di un farmaco particolare in quanto, pur sicotico, presenta una modalità inversa cioè migliora con l’umido come Medorrhinum.
Inoltre, rappresenta la fase terminale del sicotismo in cui si passa dalla fase florida (Natrumsulphuricum) tramite il farmaco di passaggio (Thuya) alla fase di sclerosi, in analogia a Coniummaculatum.

Si tratta dunque del farmaco della  sclerosi d’organo, ove le patologie presentino la diatesi sicotica (vedi Dupuytren, sclerosi multipla, sordità, spondilite anchilosante, ecc). Naturalmente per le stesse patologie, qualora la diatesi fosse luesinismo o tubercolinismo, andranno utilizzati i corrispondenti farmaci della sclerosi.

 

Causticum viene statisticamente usato di più nell’età senile, tanto che negli anni in cui ho tenuto i corsi di Omeopatia alla scuola di specializzazione in Geriatria alla Sapienza in Roma, era uno dei farmaci che destava maggiori interessi e possibilità applicative.

 

È senza dubbio tra i primi tre farmaci utilizzati nella terapia della sclerosi a placche e il farmaco d’elezione nei postumi di eventi di danno neurologico periferico.
Il suo uso è incompatibile con l’utilizzo del farmaco Phosphorusin quanto si annullano reciprocamente; lo stesso avviene per Hyosciamus e Stramonium e altre coppie di farmaci.

 

Durante la mia carriera ho avuto come paziente un militare che quando si recava in una determinata caserma in cui era rotto il sistema di umidificazione, si ammalava regolarmente di laringite e quindi veniva ovviamente trattato con cortisonici. Questo caso è stato risolto brillantemente  con Causticum; il problema principale fu arrivare a capire che la causa di tali disturbi era l’ambiente secco di lavoro.

Causticum: tipo costituzionale e indicazioni cliniche

I sintomimentali del tipo costituzionale Causticum sono: ansia, ipersensibilità, sonno impedito (bambini con paura del buio), simpateticità, agitazione al crepuscolo. Si tratta di soggetti sospettosi e critici, fino alla cattiveria. Nonostante questo sono persone molto partecipi ai problemi altrui.

 

In considerazione dei vari apparati su cui agisce, presenta un notevole ventaglio di applicazioni locali:

  • apparato respiratorio: tosse secca con perdita di urine, laringiti con afonie, paralisi difteriche;
  • apparato neuro-muscolare: irritazione, spasmi, nevralgie (post-zoster), corea, vertigini, atassia, tabe, paralisipost ictus, sclerosi multipla, paralisi nervi motori;
  • apparato genito-urinario:incontinenza, tenesmo, ipertrofia prostatica, dismenorrea, impotenza;
  • occhi: ptosi palpebrale, strabismo, diplopia, astenopia, dolore e rigidità, verruche palpebra superiore;
  • orecchio: acufeni, notevole accumulo di cerume, ipoacusia, sordità;
  • apparatolocomotore: dolore e rigidità, retrazioni tendinee, sclerosi, contratture temporanee e permanenti;
  • apparatodigerente: pirosi, gusto amaro/acido, meteorismo.

Di seguito riportiamo anche le modalità presentate da questo soggetto; i suoi sintomi:

 

Peggiorano:

  • dopo aver mangiato dolci e zuccheri;
  • con le temperature estreme;
  • con il freddo secco;
  • con le variazioni di temperatura e del tempo;
  • mattina e sera;
  • con il movimento;
  • pensando ai propri guai.

Migliorano:

  • con l’umido (dall’alto: pioggia, doccia );
  • con l’aria calda;
  • con il calore moderato;
  • bevendo acqua fredda.

Desideri e avversioni:

  • Desiderio di carne affumicata;
  • Avversione per la carne fresca, il pane e il caffè.

 

 

Fonti

Morrison R., Manuale Guida ai sintomi chiave e di conferma, Bruno Galeazzi Editore, 1998

 

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

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Farmaci omeopatici

Medorrhinum

Roger Morrison scrive: “Questo nosode, insieme a Carcinosinum, è forse il policresto più sottorappresentato del repertorio”.

 

Condivido in pieno tale affermazione e a mio giudizio rientra tra quei farmaci poco utilizzati, o perché nosodo o perché il più delle volte viene sostituito da Thuya.

 

Il Prof. Santini, infatti, sosteneva che quando non era evidenziata dall’anamnesi personale o familiare l’infezione blenorragia, conveniva far giocare il ruolo di nosodo, a chiusura di un percorso di patologia sicotica, al farmaco Thuya.

 

Dalla mia esperienza, in considerazione del fatto che ognuno ha avuto almeno un nonno o un bisnonno contagiato dalla Neisseria gonorraee (anche se non risulta), io concludo sempre l’iter terapeutico sicotico con Medorrhinum, con ottimi risultati.
Può essere, come tutti i nosodi, usato anche come farmaco di prima intensione quando collimano modalità (bambino ipercinetico che inizia più cose o più giochi, saltando dall’uno all’altro).

Medorrhinum: rimedio omeopatico

Il bioterapico Medorrhinum si prepara a partire da un lisato ottenuto da secrezioni uretrali purulente di blenorragia su malati non ancora trattati con anti-settici.

 

Questo rimedio agisce prevalentemente su:

  • sistema nervoso centrale;
  • sistema nervoso periferico;
  • mucose;
  • pelle;
  • articolazioni;
  • sangue.

Medorrhinum è il farmaco dei bambini che dormono proni con il sedere sollevato e su questi svolge una attività preventiva e terapeutica estremamente importante su patologie sicotiche. Sempre nel neonato è il farmaco d’elezione, insieme o in alternativa a Sulphur, della dermatite da pannolino.

Come tutti i nosodi (fa eccezione solo T.R. per la sua azione locale) va usato alla 200 CH.
Nella mia esperienza segue bene Teucrium marum per impedire le recidive di poliposi nasali e di altri organi.

Medorrhinum: tipo costituzionale e sintomi

Il tipo costituzionale Medorrhinum presenta la seguente sintomatologia:

 

Sintomi psichici

Tra i sintomi mentali di questo paziente rientrano: frettolosità da astenia, tristezza, calo di memoria, paura di impazzire, sogni ricorrenti sul bere, forte irritabilità.
Inoltre tale tipo costituzionale quando dorme mette le braccia sotto la testa o abbraccia il cuscino.

 

Sintomi generali

  • astenia;
  • dolori erratici;
  • secrezioni giallastre.

Sintomi locali

  • pelle: verruche, sudore di cattivo odore;
  • apparato digerente: fame vorace (sale e alcolici), stipsi, alitosi;
  • apparato respiratorio: catarro nasale, tosse nervosa;
  • apparato uro-genitale: urine dall’odore di ammoniaca con grasso, desiderio sessuale dopo il ciclo, polipi;
  • apparato locomotore: dolori articolari con deformazione lombosacrale (dita, calcagno, spalle, pianta dei piedi), calore alle mani e ai piedi, agitazione delle gambe e dei piedi.

Modalità del soggetto Medorrhinum

Le modalità con cui si verificano i sintomi di tale soggetto costituzionale sono le seguenti:

  • peggioramento: in montagna, pensando ai propri guai (caratteristica tipicamente sicotica), al mattino;
  • miglioramento: al mare, con l’umido, disteso sul ventre, la sera;
  • desiderio di alcolici e sale.

Vorrei concludere invitando i colleghi ad un utilizzo frequente di questo rimedio atteso il dilagare nella società attuale della componente sicotica.

 

Inoltre vorrei precisare come questo e altri farmaci, a mio giudizio (quali Zincum metallicum, Calcarea sulphurica, Berberis ecc), siano decisamente sottoutilizzati, contrariamente a quanto avviene per altri farmaci che sono iper-utilizzati, molte volte a sproposito come per esempio l’Ignatia amara.

 

 

Fonti

Morrison R., Manuale Guida ai sintomi chiave e di conferma, Bruno Galeazzi Editore, 1998

 

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008