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Farmaci omeopatici

Platina

Il rimedio omeopatico Platina, detto anche Platinum, è preparato dalla schiuma del platino metallico, il cui nome deriva dallo spagnolo platina ovvero argento minore. Il platino è l’elemento chimico con numero atomico 78, un metallo di transizione appartenente alla famiglia dei platinoidi (composta dal platino, rutenio, rodio, palladio, osmio e iridio).

Platina sulfurica: rimedio omeopatico

Platina è senza dubbio un farmaco con netta predominanza di luesinismo ma con componente di tubercolinismo, sicosi, psora. Agisce sul sistema nervoso, sull’apparato genitale, sul sangue e sull’osso.

 

Nella mia impostazione costituzionalistica, distinguo i farmaci a seconda delle costituzioni. Per cui avremo farmaci:

  • dei carbonici (brevilinei astenici);
  • dei sulfurici (brevilinei astenici);
  • dei muriatici (longilinei stenici);
  • dei fosforici (longilinei astenici).

Oltre a ciò avremo anche alcuni farmaci pluricostituzionali – tra cui Arnica, Hepar sulphur, Sepia, Graphites, Lycopodium, Hyosciamus, ecc. – validi per ogni costituzione.

 

Ritengo inoltre che esistano alcuni farmaci fortemente caratterizzati diatesicamente il cui utilizzo è valido quando la diatesi in campo assurge ad un ruolo estremamente importante in qualsiasi costituzione. Ad esempio Thuya, Dulcamara, Staphysagria sono associabili alla diatesi sicotica; Palladium, i Mercuri e appunto Platina alla diatesi luesinica.
In quest’ottica avremo dunque delle differenze sostanziali parlando di Platina carbonica, sulfurica, muriatica e fosforica.

 

Nel prosieguo di questo approfondimento ci concentreremo sulla Platina sulfurica, che è anche quella maggiormente presente nelle Materie Mediche. A Platina sulfurica sono associabili i seguenti sintomi:

 

SINTOMI PSICHICI

 

Orgoglio, alterigia, arroganza, abbigliamento vistoso, depressione, disperazione, ipereccitazione sessuale, umore variabile, ninfomania.

 

SINTOMI GENERALI

 

Rimedio più femminile, meno frequentemente maschile. Alternanza di disturbi mentali con disturbi fisici. I dolori compaiono e scompaiono gradualmente.

 

SINTOMI LOCALI

  • Sistema nervoso: nevralgie, cefalea, spasmi;
  • Apparato digerente: costipazione che peggiora in viaggio e con le mestruazioni;
  • Apparato genito-urinario: congestione utero – ovarica, mestruazioni in anticipo, abbondanti, con grumi, dolori all’ovaio sinistro che peggiorano con la pressione. Cisti ovariche, specie a sinistra;
  • Apparato cardio-circolatorio: anemia;
  • Sintesi clinica: cisti ovariche, stipsi, narcisismo, nevralgie…

Il rimedio omeopatico Platina nelle altre costituzioni

La Platina sulfurica appena descritta è, senza dubbio, la tipologia più frequente ove si consideri che la componente luesinica è al secondo posto, dopo la psora, nel soggetto luesinico.

 

Prima di raccontarvi un paio di casi nei quali ho fatto ricorso a questo farmaco omeopatico, mi sembra giusto parlare di Platina nelle altre costituzioni in quanto vi sono delle differenze sostanziali, come osservato nella mia pratica clinica.
Tenendo fisse le componenti orgoglio e alterigia (per altro condivisa da altri farmaci quali un certo tipo di Lycopodium, Sulphur, Staphysagria, ecc.), va tenuto presente che nella donna carbonica e nella fosforica troviamo, con estrema frequenza, la componente della frigidità. Inoltre, avremo sempre una notevole cura della persona ma in maniera più discreta, meno pacchiana e più contenuta. Anche nella costituzione muriatica avremo delle manifestazioni egocentriche ma decisamente più contenute.

 

Qualora non si trovi la “signora sulfurica”, questa differenziazione nelle varie costituzioni rende la prescrizione del farmaco più complessa. Anche se fino ad ora abbiamo sempre parlato di prescrizione al femminile non è da escludere la possibilità di incontrare un “uomo” platina.

Il rimedio omeopatico Platina nella pratica clinica

A conferma di quanto detto vi esporrò due casi, uno di una platina sulfurica (facile) e uno di platina muriatica (difficile).

 

1° caso:

 

Soggetto femminile quarantacinquenne, piuttosto formosa, calorosa e iperattiva.
Venuta a visita per dismenorrea e stipsi, specie nei periodi in cui non era a casa propria (nota luesinica), le è stata prescritta la seguente terapia: Platina 30 CH e dopo circa un mese Platina 200 CH. Rivista dal sottoscritto dopo 5 mesi di ininterrotta terapia la paziente presentava risoluzione della stipsi e riequilibrio delle turbative mestruali.
In questo caso Platina è stata indubbiamente di valida efficacia terapeutica sui problemi presentati dalla paziente.

 

2° caso:

 

Il secondo caso è significativo e lo racconto spesso agli allievi della mia scuola, sia a conferma delle azioni del farmaco quando viene prescritto in maniera adeguata sia per evidenziare il fenomeno, non raro, in cui il paziente tenda a dare di se stesso una versione a dir poco modificata (da ciò difficoltà nella scelta del farmaco) all’omeopata.

 

Anche in questo caso si trattava di giovane donna, funzionario ministeriale, longilinea, muriatica, venuta a visita per problematiche mestruali (dolori e ritardi). A colloquio si è dimostrata gentile, emotiva, bisognosa di coccole e di consolazione per cui la prescrizione di Pulsatilla è stata facile e quasi automatica. Nonostante tre visite, a distanza di due mesi l’una dall’altra, e la modifica della diluizione del farmaco, non si è avuto nessun risultato (in ogni visita confermava l’atteggiamento Pulsatilla).

 

Dopo circa due mesi dalla terza visita infruttuosa, avendo io personalmente bisogno di contattare un funzionario di quel ministero, ho pensato di rivolgermi direttamente alla paziente in questione. Pertanto ho chiesto ad un impiegato che lavorava presso la sede in quale stanza avrei potuto trovare la signora X, così gentile e sensibile. L’impiegato è rimasto subito meravigliato dalla mia descrizione dato che la dottoressa in oggetto non corrispondeva ed era conosciuta come donna scontrosa, orgogliosa, offensiva e piena di boria.

 

Alla quarta visita ho fatto notare alla mia paziente che era fondamentale, visto il non risultato, che lei si mostrasse per quello che era senza sovrastrutture ingentilite. Questo ha ovviamente prodotto una reazione adirata con alternanza di pianto rabbioso ed esplosioni di ira. A questo punto le ho prescritto Platina 30 CH e poi 200 CH.
Alla quinta visita, che poi è stata l’ultima per scelta della paziente, ha dovuto riconoscere di aver risolto i suoi problemi.

 

Da tutto ciò si evince la necessità di individuare correttamente i farmaci, di avere un omeopata attento e preparato ma anche l’importanza della collaborazione da parte del paziente.

 

 

FONTI

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Hodiamont G., Trattato di farmacologia Omeopatica volume 1°, Nuova IPSA, 2004

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Casi clinici

Patologia da pensionamento

In questo caso clinico faremo riferimento ad un caso singolo di patologia da pensionamento. Questo fenomeno, però, sta coinvolgendo numerosi anziani specie, se non esclusivamente, di sesso maschile.
La patologia da pensionamento coinvolge principalmente soggetti che hanno goduto, durante l’attività lavorativa, di qualche potere e che non hanno minimamente programmato un impegno lavorativo o hobbistico post pensione.
Come vedremo, si verificherà prevalentemente una sindrome da sradicamento, spesso con evidenti note depressive. In un certo numero di casi, inoltre, sempre pazienti di sesso maschile manifestano tardive separazioni in quanto non abituati alla quotidiana convivenza con la consorte (anch’essa in pensione) specie se stimolati da terzi incomodi femminili.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Nel caso in esame parleremo di un importante funzionario amministrativo, ora settantenne, di bella presenza (altezza 1,75 cm, peso 80 kg), che da oltre un anno manifesta una serie di sintomi preoccupanti.

 

Infatti, si è verificata nel paziente una marcata accentuazione dell’ira e scarsissima tolleranza nei confronti delle altre persone tanto che non gradisce la compagnia di nessuno. Il paziente si sente un perseguitato, tende all’isolamento e ha anche tentato il suicidio che però è stato evitato per il pronto intervento del figlio. Sul piano fisico l’ipertensione, prima ben controllata allopaticamente, presenta puntate impressionanti. Presenta inoltre un’ipertrofia prostatica e frequenti cistiti recidivanti collegabili ad una tendenza, prima mai avuta, alla masturbazione. Presenta il volto congesto, sta distruggendo quelli che erano i suoi hobby collezionistici e presenta momenti di gran freddo con insonnia specie nelle prime ore della notte.

Cura omeopatica applicata

Quando il paziente si è presentato alla prima visita, per evitare pericolosi aggravamenti, si è deciso di prescrivere:

  • Staphysagria 30 CH, tre granuli al mattino;
  • Arsenicum album 9 CH e Aurum metallicum 9 CH, tre granuli la sera a settimane alterne.

Indubbiamente farmaci ben centrati in un soggetto prevalentemente sulfurico con note muriatiche decisamente scompensato per una componente diatesica sicotico-luesinica.

 

2° visita – dopo tre mesi:

 

Il soggetto sta meglio fisicamente (migliorata l’ipertensione, la congestione del volto e le cistiti) ma si nota una stabilità della componente irosa e un’accentuazione della componente depressiva con pianti e maggiore isolamento. Inoltre tende a dimagrire e ad accentuare il consumo di sale. Si prescrive:

  • Staphysagria 200 CH;
  • Arsenicum album 30 CH e Aurum metallicum 30 CH, tre granuli la sera a settimane alterne;
  • Natrum muriaticum 30 CH, tre granuli la mattina.

3° visita – dopo tre mesi e mezzo

 

Il soggetto è decisamente migliorato, è meno iroso ma permane la componente depressiva. Si prescrive:

  • Natrum muriaticum 200 CH;
  • Arsenicum album 200 CH;
  • Aurum metallicum 200 CH;
  • Staphysagria 200 CH, un tubo dose a sabati alterni.

4° visita – dopo quattro mesi

 

Nettamente ridotta la depressione. Ripresi i rapporti con la moglie e con gli amici. Ripresi anche alcuni interessi culturali e di svago. Comparsa di manifestazioni eritematose cutanee e riduzione della freddolosità. Per consolidare i risultati ottenuti e agire sulle due diatesi in campo si prescrive:

  • Natrum muriaticum 200 CH;
  • Aurum metallicum 200 CH;
  • Luesinum 200 CH;
  • Medorrhinum 200 CH;
  • Sulphur 30 CH.

5° visita – dopo cinque mesi

 

Il paziente sta bene e vi è anche un ottimo controllo dei valori pressori anche senza allopatia. Si confermano le quattro monodosi aggiungendo Sulphur 200 CH. Si prescrivono infine controlli periodici ogni sei mesi.

 

 

Fonti:

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Bernard H., Traité de Médecine Homéopatique

 

Voisin H., – Matière Médicale du praticien Homéopathe

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Farmaci omeopatici

Teucrium marum verum

Il rimedio omeopatico Teucrium marum verum deriva dall’omonima pianta, chiamata anche erba dei gatti, che possiede proprietà medicamentose come l’azione amaro-tonica delle foglie e delle cime fiorite ma anche qualità diuretiche e decongestionanti.

Teucrium marum verum: rimedio omeopatico

Ho sempre considerato Teucrium marum verum un piccolo rimedio molto utile nei bambini affetti da ossiuri, nelle adenoiditi croniche, nelle poliposi nasali e nelle patologie recidivanti e croniche dell’apparato respiratorio specie nei soggetti già sottoposti a marcata terapia allopatica che mal rispondevano ad un’Omeopatia mirata e corretta. In tale ottica questo farmaco ha la sua validità e conferma la sua componente tubercolinica così come evidenziato da Clarke.

 

Il rimedio Teucrium marum verum venne sperimentato per la prima volta da Stapf, uno dei primi allievi di Hahnemann, che nella sua integrazione alla materia medica pura del maestro, mise in evidenza molti sintomi caratteristici del rimedio.

 

Il rimedio ha una lunga durata d’azione con sintomi che tendono a ripresentarsi periodicamente. L’uso che anticamente si faceva della pianta nelle malattie neurologiche e l’azione spiccata sui temperamenti nervosi ed ipersensibili, suggeriscono che l’azione del rimedio non dovrebbe essere troppo limitata.

Il rimedio omeopatico Teucrium marum verum nella pratica clinica

Negli ultimi 7-8 anni ho avuto l’opportunità di utilizzarlo, oltre che in ambito pediatrico, anche in età adulta e senile – più che per la sua componente tubercolinica – per la sua marcata componente sicotica caratterizzata da escrescenze e per la poliposi nasale. È stato un rimedio che ho anche impiegato in caso di neoformazioni vescicali, uretrali, fibromatosi uterine.
Un altro uso di cui ho avuto prova concreta è nelle patologie delle unghie degli arti inferiori, distrofiche o micotiche che siano (teniamo presente che la componente micotica si instaura sempre su un terreno sicotico, come d’altronde evidente in natura quando il fungo porcino nasce in terreno caldo umido). Ho avuto pertanto l’opportunità di affiancarlo a Natrum sulphuricum nella cura dei paterecci, nelle unghie incarnite, nelle onicomicosi con risultati validi che si estrinsecavano quasi sempre con un aggravamento della componente algida e flogistica per poi migliorare gradualmente con completa guarigione nell’arco di quattro/cinque mesi.

 

Il primo caso di utilizzo a livello di patologia neoformativa vescicale, come anticipato, è stato su un paziente (di circa 60 anni) già sottoposto più volte ad interventi di turb per recidive vescicali, a cui si associava uno stato gottoso (Voisin), una voracità alimentare (specie per i dolci), una ipercheratosi ungueale degli arti inferiori, uno stato di rinite cronica e calaziosi recidivanti.
I risultati sono stati sorprendenti a conferma dell’azione anti proliferativa della specie che è stata testata recentemente.
Nel giro di 7-8 mesi si è assistito all’assenza di recidive vescicali, risoluzione dell’ipercheratosi ungueale, risoluzione della calaziosi e marcato miglioramento dello stato gottoso.
L’associazione dei farmaci ad azione più profonda (o forse era più profondo Teucrium?) quali Natrum sulphuricum, Lycopodium e Medorrhinum ha completato e confermato la guarigione, anche della gotta.

 

Soddisfatto di questo risultato ho utilizzato il farmaco in numerosi casi si neoformazioni vescicali associandolo, a seconda delle costituzioni e modalità, a Staphysagria, Thuya, Natrum sulphuricum, Nitricum acidum e sempre a Medorrhinum, con risultati in genere positivi.

 

Tale prescrizione (Teucrium marum verum) non vuole in alcun modo essere al di fuori dei dettami Hanemaniani e delle leggi di Hering: non si tratta della panacea delle neoformazioni vescicali ma va ovviamente prescritta in relazione alle modalità del soggetto, ai suoi sintomi mentali, generali e locali. Ad ogni modo va considerato un importante farmaco antisicotico (con note tubercoliniche) con delle caratteristiche distrettuali particolari su: paranasali, uretra, vescica, palpebre, utero.

 

A conclusione, ritengo che la distinzione tra farmaci minori e maggiori spesso sia inesatta in quanto i cosiddetti “minori”, o perlomeno alcuni di essi, sono semplicemente stati meno studiati, meno approfonditi e conseguentemente meno utilizzati. Spesso però la loro azione è di fondamentale importanza, specie nelle patologie dell’era in cui viviamo.
Ne sono un esempio i farmaci omeopatici: Berberis, X Ray, Radium bromatum, Calcarea sulphurica e, appunto, Teucrium marum verum (il famoso troiano).

 

 

FONTI

Chiaramida N., Il medico omeopata

 

Clarke J.H., Dizionario di farmacologia omeopatica clinica, Nuova Ipsa Editore, 1994

 

Voisin H., Matière Médicale du praticien homéopathe, Maloine S. A. Editeur & Les Laboratoires Homeopath, 1978

 

Nash E.B., Leaders in Homeopathic Therapeutics, B Jain Pub Pvt Ltd, 2013

 

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Casi clinici

Sindrome di Gilbert in uomo di trent’anni

Il caso clinico che presenterò oggi ha come protagonista un uomo affetto dalla sindrome di Gilbert. Come noto la medicina ufficiale, trattandosi di patologia genetica, ritiene non essere possibile alcun intervento terapeutico risolutivo per questa particolare sindrome.
In considerazione dell’azione del farmaco omeopatico sul nucleo della cellula ho affrontato con buone prospettive la patologia in questione. La possibilità di ottenere risultati soddisfacenti derivava dal fatto che, in passato, avevo affrontato e risolto numerosi casi della stessa patologia e della sindrome di Crigler-Najjar, che rappresenta una forma assai più patologica della stessa problematica da deficit di Glicuronil – transferasi.

Caratteri del paziente e visita omeopatica

Descrizione del soggetto: uomo di 30 anni.
Diagnosi: il soggetto è affetto da sindrome di Gilbert con periodici episodi di iperbilirubinemia, ittero delle sclere e della cute e profonda astenia.

 

Attraverso l’anamnesi familiare sono stati raccolti i precedenti morbosi dei familiari del paziente:

  • Padre: vivente, anni 66, longilineo stenico, colpito in passato da infarto;
  • Madre: vivente, anche lei affetta dalla sindrome di Gilbert e da astenia, soggetto carbonico.

Dall’anamnesi fisiologica e patologica, inoltre, è emerso che trattasi di un giovane longilineo, bruno, ben proporzionato. Alle sue iniziative mentali non corrisponde una sufficiente energia fisica.
Nel primo anno di vita presentava crosta lattea, crisi acetonemiche e chinetosi.  Era un bambino sempre pallido e giallognolo ma vivace e con una intelligenza viva. Il paziente, laureato in ingegneria e ufficiale dell’esercito, è un soggetto apparentemente determinato, autoritario, sicuro di sé e con grandi capacità intellettive alle quali però non corrispondono altrettante prestazioni fisiche.

 

In considerazione della patologia epatica e ben sapendo che uno dei farmaci principali del Gilbert è Lycopodium, si è imposta una verifica del corrispondente punto di Wehie alla luce delle caratteristiche del suddetto farmaco pluricostituzionale. Tale farmaco nel carbonico evidenzia note di insicurezza, indecisione, poca autostima, mentre nelle altre costituzioni evidenzia ben altre caratteristiche. Nel muriatico, come nel nostro caso, il soggetto Lycopodium nasconde infatti la sua insicurezza con marcato decisionismo, intraprendenza, giungendo fino all’arroganza.

Cura omeopatica applicata

Durante la prima visita, come prima cosa, ho dunque effettuato una verifica riguardante il punto di Wehie corrispondente (secondo spazio intercostale lungo la parasternale destra). Tale punto è risultato marcatamente dolente alla digitopressione per cui la prima prescrizione è stata Lycopodium 15 CH, un granulo al dì la prima settimana, poi due granuli al dì la seconda settimana e infine tre granuli al dì (il tutto ovviamente per contenere aggravamenti secondo le indicazioni di Hahnemann).

 

2° visita (dopo 75 giorni):

Iniziale accentuazione dell’ittero delle sclere e della cute con impennata della bilirubina a 3. È stata registrata inoltre un’accentuata irritabilità, rialzo uricemico, bocca amara, inappetenza, astenia, turbe intestinali ed emorroidi. Dopo il primo mese tutto è andato migliorando con ritorno dell’appetito, desiderio di dolci, maggiori energie, bilirubina a 2, riduzione dell’ittero, comparsa di dermatite furfuracea sul capo.

 

Si prescrive:

  • Lycopodium 30 CH;
  • Berberis 9 CH (come complementare di Lycopodium e suo drenante specie per quanto riguarda l’aspetto uricemico).

 3° visita (dopo 3 mesi):

Alla terza visita si registra bilirubina a 1,30 e uricemia nella norma. Nell’ultimo mese era comparsa nuovamente l’irritabilità marcata (evidentemente la diluizione del Lycopodium non era sufficientemente a coprire il mentale) mentre la dermatite risultava stabile (la psora stava funzionando!)

 

Si prescrive dunque:

  • Lycopodium 200 CH, una monodose ogni 20 giorni;
  • Chelidonium 30 CH che è un ottimo complementare di Lycopodium specie nel sulfurico o nel muriatico e rappresenta uno dei farmaci minori del fegato, oltre i sette principali.

 

4° visita (dopo 3 mesi):

Alla quarta visita le condizioni del soggetto sono migliorate ma, pur mangiando, vi era comunque la tendenza al dimagrimento.

 

Si prescrive:

  • Lycopodium 200 CH;
  • Sulphur iodatum 30 CH (uno dei due farmaci di base della costituzione muriatica);
  • Luesinum 200 CH;
  • Psorinum 200 CH.

I due nosodi delle diatesi in campo

 

5° visita

Il soggetto sta bene: la bilirubina è nella norma, l’astenia è stata risolta. Fa attività fisica e sessuale senza affaticamento.
Si prescrive al paziente di continuare due volte l’anno la seguente terapia, con controlli periodici:

  • Lycopodium 200 CH;
  • Sulphur iodatum 200 CH;
  • Luesinum 200 CH;
  • Psorinum 200 CH.

 

 

Fonti:

Chiriacò D. – Santini A., Omeopatia Clinica – Repertorio e Costituzioni, Nuova IPSA, 2008

 

Bernard H., Traité de Médecine Homéopatique

 

Voisin H., Matière Médicale du praticien Homéopathe