L’Istituto di Ricerca Omeopatica inglese HRI ha rilasciato un’ampia analisi scientifica condotta sul report australiano del 2015 svolto dal NHMRC – National Health and Medical Research Council. Il principale ente di ricerca medico australiano aveva infatti condotto uno studio in merito all’efficacia dell’Omeopatia nel trattamento delle condizioni di salute, arrivando alla conclusione che non esistono sufficienti evidenze scientifiche attendibili per comprovare la validità della Medicina Omeopatica. Di contro, l’istituto di ricerca HRI ha analizzato il report australiano dal quale sono emerse imprecisioni nei dettagli e alterazioni delle prove. Ecco perché l’HRI denuncia formalmente NHMRC al Commonwealth Ombudsman accusandolo di aver condotto lo studio del 2015 in condizione di conflitto di interessi. Ad esporsi per primo, il Dr Alex Tournier – Direttore esecutivo per HRI: “Le inesattezze presenti nella relazione NHMRC sono così evidenti che abbiamo deciso di lavorare con l’associazione australiana Homeopathic Association (AHA) per condurre un’indagine approfondita con l’intento di scoprire esattamente con quali modalità è stata portata avanti la ricerca.”
L’accusa del HRI, mossa nei confronti del NHMRC, è quella di aver violato gli standard scientifici internazionali per promuovere un messaggio anti omeopatia. Per veicolare il messaggio d’accusa contro il report australiano, l’istituto di ricerca inglese HRI ha promosso il film documentario “Just One Drop”, presentato in anteprima al Curzon Soho di Londra lo scorso 6 aprile. Oggetto del film, le anomalie emerse dall’indagine sul report prodotto da NHMRC. In particolare, Just One Drop evidenzia come:
- NHMRC abbia condotto due volte la revisione della ricerca poiché ha respinto l’esito della prima relazione, nonostante sia stata effettuata da uno scienziato autore delle linee guida di NHMRC su come condurre le revisioni degli studi scientifici.
- L’esistenza di una doppia revisione dello studio scientifico non è mai stata divulgata al pubblico ed è stata scoperta dall’associazione AHA attraverso l’organo Freedom of Information – FOI al quale ha fatto esplicita richiesta.
- NHMRC ha dichiarato che i risultati della ricerca condotta nel 2015 sono basati su una “valutazione rigorosa di oltre 1800 studi”, quando in realtà sono stati presi in considerazione solo 176 studi.
- Per comprovare l’inefficacia della Medicina Omeopatica, l’ente NHMRC ha adottato un metodo che non era mai stato utilizzato prima e che non è stato più scelto successivamente. Nello specifico, NHMRC ha deciso che per ottenere delle prove affidabili erano necessari almeno 150 partecipanti, quando abitualmente l’ente di ricerca australiano conduce i suoi studi su campioni inferiori ai 150 partecipanti.
- L’applicazione senza precedenti di queste regole, ha fatto sì che venissero considerati dallo studio del 2015 solo i risultati di cinque ricerche condotte sull’efficacia dell’Omeopatia, trascurando le altre 171 e giudicandole come inattendibili poiché non rispettavano i canoni richiesti.
- Il professor Peter Brooks, Chair del comitato NHMRC che ha condotto la revisione, inizialmente non ha dichiarato di essere un membro della lobby anti-omeopatia “Friends of Science in Medicine”.
- Il comitato chiamato in causa per la revisione della ricerca non ha coinvolto nessun esperto in Omeopatia, violando le stesse linee guida del NHMRC.
A tal proposito, Rachel Roberts – HRI Chief Executive ha dichiarato: “La revisione di NHMRC è solo cattiva scienza. I Decision-makers e la comunità scientifica internazionale fanno affidamento su questa tipologia di rapporti e pertanto debbono poter essere certi della loro accuratezza. Non si tratta perciò di un’opinione personale rispetto all’efficacia della Medicina Omeopatica, ma dell’importanza di rispettare l’oggettività delle prove, qualunque esse siano, cosa che NHMRC non ha fatto.”
L’istituto di ricerca HRI non è l’unico a criticare l’accuratezza dei risultati dello studio di NHMRC. Difatti le richieste mosse al FOI hanno fatto sì che emergessero le opinioni di due esperti indipendenti, i quali hanno espresso la loro preoccupazione per le conclusioni alle quali si giunge nello studio e nella revisione dello stesso. In primis, l’Australasian Cochrane Centre ha dichiarato che riguardo alcune condizioni di cui si parla nella ricerca “non esiste alcuna prova attendibile poiché non sembra che sia stata fatta una riflessione accurata sulle prove nel loro complesso”; un secondo esperto si è invece dichiarato “incerto sul carattere definitivo delle conclusioni del rapporto”.
Infine, Rachel Roberts ha affermato che: “Il pubblico ha il diritto di venire a conoscenza degli studi che dimostrano l’alta qualità della Medicina Omeopatica e la sua comprovata efficacia per alcune condizioni mediche”, informazioni che sono state omesse dalla ricerca NHMRC del 2015 a causa della cattiva gestione delle prove utilizzate.
Roberts conclude affermando che se fossero state apportate con tale imprecisione delle prove sull’inefficacia della medicina convenzionale, ne sarebbe sicuramente derivato un motto di indignazione e protesta, com’è giusto che sia.
Il valore della Medicina Omeopatica non può essere messo in discussione a partire da studi condotti senza rigore scientifico e con un approccio espressamente parziale. Apporti scientifici di questo genere, influenzando negativamente l’opinione pubblica, ledono la libertà di scelta dei pazienti condizionando le loro preferenze in merito al tipo di cure alle quali intendono sottoporsi. Inoltre, ricerche scientifiche di questo calibro, rischiano di rallentare ulteriormente il processo di istituzionalizzazione della Medicina Omeopatica in corso in molti paesi, Italia compresa.
Per consultare il comunicato stampa rilasciato da HRI, clicca sul link: World – renowned government research department misled scientists and the public over homeopathy
