Rapporto ONU su antibiotico-resistenza

Rapporto ONU: nuovo allarme sulle infezioni resistenti ai farmaci

28 Maggio 2019

News | Redazione

Attraverso il rapporto dell’ONU dal titolo “Not time to wait” del 2019, l’Interagency Coordinating Group on Antimicrobial Resistance (il Gruppo di coordinamento dell’Onu sulla resistenza antimicrobica) avverte che se non si interverrà tempestivamente, le malattie resistenti ai farmaci potrebbero causare 10 milioni di morti ogni anno entro il 2050.

 

Il documento rilasciato denuncia una “crisi globale” sia sanitaria che economica per il livello allarmante di resistenza di molti virus ai medicinali di uso comune.
Nei prossimi 30 anni, avvertono gli esperti, 2,4 milioni di persone potrebbero morire per questo motivo tra Europa, Nordamerica e Australia.
Attualmente si stima che le malattie resistenti ai farmaci siano la causa di 700mila morti l’anno nel mondo, di cui 230.000 attribuibili alla tubercolosi. Preoccupano anche le infezioni del tratto respiratorio, le infezioni sessuali e quelle legate all’alimentazione o a procedure mediche invasive.
Di fronte a questi dati è evidente come sia necessario un intervento a livello globale si per quanto riguarda la salute umana sia per quella animale e dell’ambiente.

 

Il rapporto ONU mette nuovamente in luce un tema di cui si discute molto: la farmaco/antibiotico-resistenza, un’evidenza che oggi non può essere ignorata dai leader mondiali.
Cosa fare dunque per far fronte a questa enorme emergenza? Il rapporto raccomanda ai paesi di:

  • dare la priorità ai piani d’azione nazionali per potenziare gli sforzi di finanziamento e di rafforzamento delle capacità;
  • istituire sistemi normativi più rigorosi e sostenere programmi di sensibilizzazione per un uso responsabile e prudente degli antimicrobici da parte di professionisti della salute umana, animale e vegetale;
  • investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie per combattere la resistenza antimicrobica;
  • eliminare urgentemente l’uso di antimicrobici di importanza critica come promotori della crescita in agricoltura.

Haileyesus Getahun, direttore dell’Interagency Coordinating Group on Antimicrobial Resistance, ha dichiarato: “Non vediamo l’attenzione politica che abbiamo visto su altre emergenze sanitarie ma, se non agiamo adesso, la resistenza antimicrobica avrà un impatto disastroso entro una generazione”. Si stima infatti che i rischi per la salute e per l’economia possano essere paragonabili a quelli della crisi finanziaria globale del 2008 con la possibilità che entro il 2030 almeno 24 milioni di persone possano finire in condizioni di povertà estrema.

 

Sempre in merito al tema antibiotico-resistenza, un altro dato interessante viene da uno studio recentemente pubblicato sul “British Medical Journal” che attesta che gli ambulatori in cui sono impiegati medici generici formati in medicina integrata o medicina complementare e alternativa mostrano tassi di prescrizione di antibiotici più bassi.


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