In Svezia, uno dei tanti Paesi europei dove è presente un imponente movimento di scettici dell’Omeopatia, è stato prodotto un film dal titolo Kampen om Hälsoparadigmet (La battaglia per il paradigma della salute), di cui un estratto è ora disponibile in lingua inglese e tedesca su YouTube.
Questo film documentario rappresenta un importante passo avanti in merito alla visione della salute. Anche in Svezia, infatti, sta emergendo una maggiore consapevolezza in merito a questo tema. Nonostante il movimento per la salute e la medicina complementare sia ancora oggi osteggiato da un ampio e dominante fronte di esperti e politici, c’è chi continua a battersi per ampliare la visione della salute e della scienza, in modo che sia tenuto maggiormente in conto l’essere umano nella sua globalità.
In Svezia, come in tanti altri Paesi, esiste un movimento di scettici che porta avanti campagne diffamatorie contro l’Omeopatia. La loro strategia è sempre la stessa: affermano che la Medicina Omeopatica non funziona, basando la loro dichiarazione su una minima parte della vastissima letteratura esistente dedicata al tema.
Nell’estratto del film “La battaglia per il paradigma della salute” Marina Szöges, Presidente dell’Associazione svedese per l’Omeopatia scientifica, parla della nascita dell’Omeopatia e dei principi che sono alla base di questa metodica terapeutica.
L’Omeopatia è un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di dosi molto basse di sostanze capaci di provocare nell’uomo sano delle manifestazioni simili ai sintomi che manifesta il malato (Legge di Similitudine ovvero “I simili si curano con i simili”). Il primo a trattare in maniera organica e organizzata il tema della cura Omeopatica è stato il medico tedesco Samuel Hahnemann, con la pubblicazione nel 1810 del libro “Organon of medical art”.
I rimedi omeopatici vengono ricavati dal mondo animale, vegetale e minerale attraverso un processo di diluizione e dinamizzazione.
Marina Szöges inoltre sostiene che esistano diverse evidenze scientifiche a riprova della validità del metodo omeopatico nonostante non ci sia un vero e proprio modello.
Anche il medico Robert Hahn si schiera contro il movimento degli scettici sostenendo che molti rappresentanti del movimento tendono a mettere in luce solo gli aspetti negativi escludendo tutto ciò che al contrario mostra gli effetti positivi delle terapie omeopatiche.
Il video documentario mostra una delle campagne diffamatorie contro l’Omeopatia: The 10:23 Challenge (10 elevato alla 23esima potenza) è la sfida del “suicidio omeopatico” che si è svolta in più di 10 paesi (Regno Unito, Australia, Olanda, Germania, Svezia, Argentina, Francia, Finlandia, Filippine, Austria, Belgio, Portogallo, Ungheria, Spagna, Messico, Sud Africa, Brasile, Svizzera, Cile, USA, Canada, Israele, Romania, Polonia, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica Ceca e Antartide) e 23 città. Questa campagna, organizzata dal movimento degli scettici che prende il nome dal numero di Avogadro, consisteva nell’assumere diverse pillole omeopatiche in una sola volta: un simbolico gesto estremo che avrebbe dovuto sensibilizzare la popolazione sull’inesistenza di molecole di principio attivo.
Si trattava di una singolare forma di protesta il cui motto era “Homeopathy: there’s nothing in it”, ovvero: “Omeopatia, non c’è niente dentro”.
In Svezia, in particolare, la campagna ha assunto toni politici tanto da approdare anche sui media.
Ciò che si rimprovera al movimento degli scettici, in questo film documentario, è di basare le proprie ragioni sul fatto che non esistano evidenze scientifiche a conferma dell’Omeopatia, fatto non vero e smentito da diversi lavori scientifici e clinici che ne dimostrano l’efficacia. Inoltre è evidente che un trattamento con farmaci omeopatici segue un iter ben diverso dalla semplice assunzione di uno specifico numero di pillole in un solo momento.
In conclusione possiamo affermare che il film svedese rappresenta un primo ma importante cambiamento su ciò che concerne la visione della salute. Un’apertura importante nei confronti della medicina alternativa e, in particolare, dell’Omeopatia che si spera possa avere un seguito reale nei prossimi anni anche influenzando le politiche sanitarie.
Di seguito potete vedere l’estratto del documentario in versione inglese.
