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Omeopatia e pediatria: risultati dell’indagine della Federazione Italiana Medici Pediatri

La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha voluto condurre uno studio volto a valutare l’atteggiamento dei pediatri di famiglia nei confronti dell’Omeopatia. Ecco i risultati…

A seguito di precedenti indagini svolte in merito al trend crescente della Medicina Omeopatica in età pediatrica la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha voluto condurre un nuovo studio volto a valutare l’atteggiamento dei pediatri di famiglia nei confronti dell’Omeopatia. Lo studio è stato condotto da quattro autori ovvero Gianfranco Trapani, Tiziana Di Giampietro, Luisella Zanino e Domenico Careddu.

Obiettivi dell’indagine e metodo di rilevazione

L’obiettivo dell’indagine è stato quello di verificare quanto l’Omeopatia sia, ad oggi, entrata effettivamente nella pratica quotidiana dei pediatri italiani e con quali modalità.

 

Il metodo di ricerca utilizzato per l’indagine si è basato sulla raccolta di dati attraverso un questionario online creato con Google Form, che è stato inviato nel maggio 2016 ai pediatri appartenenti alla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), ovvero circa il 90% dei pediatri di famiglia convenzionati con il Servizi Sanitario Nazionale.

 

Il riscontro è stato più che positivo, infatti su 5.399 questionari inviati la percentuale di risposte ricevute è stata del 23,19% (ovvero 1.252 pediatri). Un valore che rende lo studio particolarmente attendibile.

I risultati dell’indagine

L’indagine, che prevedeva la possibilità di risposte multiple, ha messo in luce il seguente scenario.

Dettagli anagrafici

I pediatri che hanno risposto al questionario hanno le seguenti caratteristiche anagrafiche:

  • Età: il 92,8% ha un’età compresa tra 49 e 67 anni;
  • Esperienza: Il 50% ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita tra il 1980 e il 1988;
  • Convenzione con il SSN: il 98,6% (1.237) ha una convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale;
  • Numero di assistiti: il 60% ha un numero di assistiti, nella fascia di età 0-14 anni, compreso tra 600 e 1.000;
  • Utilizzo della Medicina Omeopatica: il 29,4% utilizza medicine omeopatiche, mentre il 70,6% non le usa.

L’impiego dell’Omeopatia è molto diffuso tra i pediatri di età compresa tra 49 e 59 anni (30,9%) e tra 60 e 67 anni (29,5%), mentre è più ridotto tra i giovani: la Medicina Omeopatica è infatti utilizzata dal 25% dei pediatri tra 39 e 49 anni e dall’11,11% di quelli tra 29 e 39 anni.

Formazione in ambito omeopatico

Per quanto riguarda il percorso formativo dei pediatri che utilizzano l’Omeopatia:

  • il 54,2% ha frequentato un corso triennale di Omeopatia e il 9,5% un corso annuale;
  • il 36,3% non ha una formazione specifica e ha frequentato occasionalmente corsi di breve durata;
  • Il 31,4% ha un diploma in Medicina Omeopatica conseguito presso Scuole accreditate ed è inserito nel Registro dei Medici che praticano le CAM (Omeopatia, Omotossicologia, Fitoterapia e Agopuntura), istituito presso l’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Prescrizione dei medicinali omeopatici: quando avviene?

Dall’indagine è emerso inoltre che la prescrizione di medicine omeopatiche viene fatta su richiesta dei genitori (nel 61,5% dei casi), su consiglio di un farmacista (22,6% delle occasioni) o di un altro medico (15,3% delle volte) e, infine, dopo averne sentito parlare su libri o riviste o da amici e parenti (17,4% delle volte).

 

Un altro elemento di fondamentale importanza, che l’indagine ha messo in evidenza, riguarda le patologie per le quali vengono più frequentemente prescritti medicinali omeopatici. A questo proposito è emerso che:

  • nel 50% dei casi circa vengono utilizzati per:
    • patologie ORL: faringiti, tonsilliti, otite media acuta [OMA], sinusiti;
    • patologie allergiche: asma, congiuntivite, rinite;
    • patologie gastrointestinali: gastroenteriti, stipsi;
    • patologie dermatologiche: dermatiti, acne;
  • nel 39,1% per disturbi alimentari;
  • nel 38,4% per patologie nervose;
  • nel 31,4% per malattie polmonari e metaboliche (il 14,6% delle quali è correlato ad obesità e sovrappeso).

A che età vengono prescritti maggiormente i farmaci omeopatici?

La terapia omeopatica è utilizzata:

  • nel 46,3% dei casi nel gruppo di età 0-2 anni;
  • nel 58% nel gruppo 3-5 anni
  • nel 50,6% nel gruppo 6-10 anni, età nelle quali si concentra la maggior frequenza di malattie acute ORL, allergiche, gastrointestinali e dermatologiche;
  • nel 45,9% nel gruppo 11-14 anni.

L’uso di farmaci omeopatici si concentra quindi principalmente nell’età coincidente con l’ingresso agli asili (3-5 anni).
Nella maggior parte dei casi, inoltre, la forma farmaceutica più utilizzata sono i granuli, seguiti dalla dose-globuli, dalle gocce e dagli sciroppi (con l’eccezione della fascia di età 0-2 anni).

 

Infine, un dato davvero utile riguarda il fatto che ben il 91,1% dei pediatri non sospende le terapie allopatiche con le quali sono trattati i pazienti, ma al contrario promuove un utilizzo integrato di terapie diverse.

Conclusioni

L’indagine svolta porta a riflettere su alcuni temi emersi: primo tra tutti è l’età dei pediatri che usano la Medicina Non Convenzionale nella pratica quotidiana. La maggioranza, infatti, ha tra i 49 e i 67 anni, solo per ultimi vengono i giovani.
Quali possono essere le cause
di questo fenomeno? Di seguito quelle più accreditate:

  • mancanza di ricambio generazionale;
  • la non presenza dello studio dell’Omeopatia nei programmi delle Università o nei corsi di Specializzazione: tenendo conto che uno studente universitario impiega anni di pratica clinica prima di sperimentare la necessità di conoscere altre tecniche terapeutiche e/o affrontare la formazione accreditata è probabile che non si avvicini alla Medicina Omeopatica prima di una certa età;
  • un crescente scetticismo nei confronti della materia.

Un altro elemento emerso riguarda il fatto che la maggior parte delle richieste di utilizzo di medicine alternative proviene dai genitori, siano essi stanchi di usare troppi farmaci per curare i propri figli o desiderosi di utilizzare l’Omeopatia fin dall’inizio.
Sembra invece meno importante nell’influenzare la scelta dei pediatri l’indicazione fornita dal farmacista o dal medico non omeopata.

 

Infine un aspetto significativo, che smentisce chi sostiene che l’uso di medicinali omeopatici scoraggi l’uso di farmaci convenzionali o ne ritardi l’uso, è la conferma pressoché totale da parte dei pediatri di famiglia di un uso integrato di terapie diverse con l’obiettivo di identificare un approccio terapeutico adeguato alla diagnosi e che sia al tempo stesso personalizzato.

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