Nella precedente trattazione dedicata alle diatesi omeopatiche, dopo un’iniziale definizione del concetto, abbiamo analizzato nel dettaglio le caratteristiche e i sintomi che connotano la psora e la sicosi.
Come si è visto, però, le diatesi omeopatiche sono quattro. Esaminiamo dunque le due rimanenti:
- la diatesi tubercolinica
- la diatesi luesinica
Il tubercolinismo è una sindrome caratterizzata da una spiccata instabilità, variabilità dei sintomi, disturbi venosi, mucosi e respiratori.
Il luesinismo si definisce con la sua tendenza alle malformazioni, alle ulcerazioni con alterazione dei tessuti osseo, vascolare e nervoso.
Ma vediamo meglio di cosa si tratta.
Tubercolinismo o diatesi tubercolinica
La diatesi tubercolinica è stata introdotta relativamente di recente nella storia dell’Omeopatia. Questo “miasma” non deve essere considerato come il risultato dell’attività diretta del bacillo di Kock, ma è la risultanza della trasmissione ereditaria della tossina tubercolare, al di fuori dalla malattia.
È merito del francese Léon Vannier, colui che viene considerato il padre dell’Omeopatia francese, l’aver scorporato questa parte della patologia dal “miasma” psorico.
Analizziamo ora i segni del tubercolinismo, che permettono di individuare i farmaci omeopatici idonei alla cura delle patologie che caratterizzano i soggetti appartenenti a questa diatesi, specialmente nelle costituzioni longilinee in cui il tubercolinismo è nettamente più frequente.
- in fase acuta avremo:
- a carico dell’apparato linfatico: microadeniti, tonsilliti, appendiciti;
- a carico delle sierose: pleuriti, peritoniti, sinoviti, meningiti;
- a carico delle mucose: raffreddori, tracheiti, bronchiti, diarree, leucorree, cistiti.Inoltre sono indici di tubercolinismo, nel tentativo di eliminazione di scorie tubercoliniche tramite la cute, anche l’eritema nodoso e il morbillo.
Sono altresì segni di tubercolinismo la stasi venosa, i geloni e le cianosi delle estremità.
- in fase cronica i soggetti di diatesi tubercolinica manifestano: astenia fisica e mentale, tendenza alle suppurazioni e pelle malsana e secca. Il soggetto, inoltre, tende a mangiare molto senza, però, ingrassare, a causa dell’efficienza della sua tiroide. A carico dell’intestino presenta parassitosi e diarree frequenti.
Il sintomi del soggetto di diatesi tubercolinica peggiorano con il caldo e il riposo, per effetto della stasi venosa.
Sul piano mentale il tubercolinico presenta grande fantasia, immaginazione e un mondo interiore molto ricco. Ha difficoltà a relazionarsi con la realtà, ha uno spiccato senso artistico, una produttività discontinua ed è poco tendente all’autorealizzazione. Si esprime nella ricerca del bello, nell’amore per la musica e nei pensieri che s’inseguono. Presenta, però, anche tendenza alla depressione, alla chiusura e all’anoressia.
Il tubercolinismo è l’unica diatesi che presenta numerosi nosodi, ossia rimedi omeopatici ottenuti a partire da materiale patologico: T.K., T.R., Aviaire, V.A.B., Denys, Spengler, Marmorek, Bacillinum.
Luesinismo o diatesi luesinica
Il luesinismo è la predisposizione all’insorgenza di manifestazioni patologiche attraverso meccanismi degenerativi e distruttivi. Questo “miasma”, o diatesi, fu individuato da Hahnemann che ne face risalire le manifestazioni ad una pregressa infezione sifilitica contratta dal soggetto stesso o dagli ascendenti.
In epoche più moderne esso venne rivalutato da diversi autori, compreso Santini, che fecero coincidere il modello reattivo luesinico con il fluorismo, ossia quella “forza energetica fisiopatologica” capace di attaccare diverse costituzioni e di divenire, essa stessa, il punto evolutivo peggiorativo delle altre diatesi.
Nel luesinismo c’è, pertanto, un alterato metabolismo del fluoro e dei suoi composti che induce nel biotipo alterazioni funzionali ed organiche agendo sul sistema nervoso centrale e periferico, sulle ossa, sul tessuto elastico, sulla parete dei vasi sanguigni e sulla pelle.
Attualmente gli omeopati ritengono che nel determinare questa diatesi, oltre alla sifilide, siano da chiamare in causa anche l’alcolismo, la consanguineità, le radiazioni e le malattie contratte durante la gravidanza.
Il luesinismo si manifesta con sintomi psichici che si riconoscono nell’esacerbazione delle strategie di potere, per cui avremo:
- in fase di equilibrio una serie di manifestazioni, anche positive, quali organizzazione, efficienza, programmazione e attitudine al comando, anche se a volte con note di ira, aggressività e atteggiamenti di superiorità.
- in fase di squilibrio le caratteristiche psichiche che connotano il soggetto nella fase di equilibrio evolvono in rabbia, violenza, orgoglio esagerato, eccessivo desiderio di denaro, manie (soprattutto della pulizia), irrisolutezza, decisioni contraddittorie, scarso tatto ed educazione, superficialità, desiderio di arricchirsi per imporsi, sospettosità, gelosia, diffidenza, delinquenza, perversione sino alla distruzione del prossimo o di se stesso.
Sul piano fisico, a queste caratteristiche mentali, possono corrispondere una serie di anomalie morfologiche e funzionali e di manifestazioni autodistruttive dei vari apparati che culmineranno nelle patologie autoimmuni, degenerative e neoplastiche.
Tra le anomalie morfologiche e funzionali si evidenziano:
- irregolarità dell’apparato osteoarticolare: flogosi, ulcerazioni, distrofie, esostosi, anomalie cardiache con vasculiti, ipertensione, sclerosi e aneurismi
- patologie della pelle: psoriasi, sclerodermia, cicatrici esuberanti, ittiosi, ulcere, fistole
- disturbi a carico dell’apparato digerente: irregolarità del posizionamento dei denti con palato stretto, ulcere, coliti ulcerose
Caratteristica molto importante del luesinismo è l’aggravamento dei disturbi nelle ore notturne e al mare e il miglioramento in montagna.
Il nosodo del luesinismo è Luesinum.
