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Le diatesi omeopatiche: tubercolinismo e luesinismo

Nella precedente trattazione dedicata alle diatesi omeopatiche, dopo un’iniziale definizione del concetto, abbiamo analizzato nel dettaglio le caratteristiche e i sintomi che connotano la psora e la sicosi.

Come si è visto, però, le diatesi omeopatiche sono quattro. Esaminiamo dunque le due rimanenti:

  • la diatesi tubercolinica
  • la diatesi luesinica

Il tubercolinismo è una sindrome caratterizzata da una spiccata instabilità, variabilità dei sintomi, disturbi venosi, mucosi e respiratori.
Il luesinismo si definisce con la sua tendenza alle malformazioni, alle ulcerazioni con alterazione dei tessuti osseo, vascolare e nervoso.
Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Tubercolinismo o diatesi tubercolinica

La diatesi tubercolinica è stata introdotta relativamente di recente nella storia dell’Omeopatia. Questo “miasma” non deve essere considerato come il risultato dell’attività diretta del bacillo di Kock, ma è la risultanza della trasmissione ereditaria della tossina tubercolare, al di fuori dalla malattia.
È merito del francese Léon Vannier, colui che viene considerato il padre dell’Omeopatia francese, l’aver scorporato questa parte della patologia dal “miasma” psorico.

 

Analizziamo ora i segni del tubercolinismo, che permettono di individuare i farmaci omeopatici idonei alla cura delle patologie che caratterizzano i soggetti appartenenti a questa diatesi, specialmente nelle costituzioni longilinee in cui il tubercolinismo è nettamente più frequente.

  • in fase acuta avremo:
    • a carico dell’apparato linfatico: microadeniti, tonsilliti, appendiciti;
    • a carico delle sierose: pleuriti, peritoniti, sinoviti, meningiti;
    • a carico delle mucose: raffreddori, tracheiti, bronchiti, diarree, leucorree, cistiti.Inoltre sono indici di tubercolinismo, nel tentativo di eliminazione di scorie tubercoliniche tramite la cute, anche l’eritema nodoso e il morbillo.

Sono altresì segni di tubercolinismo la stasi venosa, i geloni e le cianosi delle estremità.

  • in fase cronica i soggetti di diatesi tubercolinica manifestano: astenia fisica e mentale, tendenza alle suppurazioni e pelle malsana e secca. Il soggetto, inoltre, tende a mangiare molto senza, però, ingrassare, a causa dell’efficienza della sua tiroide. A carico dell’intestino presenta parassitosi e diarree frequenti.

Il sintomi del soggetto di diatesi tubercolinica peggiorano con il caldo e il riposo, per effetto della stasi venosa.

 

Sul piano mentale il tubercolinico presenta grande fantasia, immaginazione e un mondo interiore molto ricco. Ha difficoltà a relazionarsi con la realtà, ha uno spiccato senso artistico, una produttività discontinua ed è poco tendente all’autorealizzazione. Si esprime nella ricerca del bello, nell’amore per la musica e nei pensieri che s’inseguono. Presenta, però, anche tendenza alla depressione, alla chiusura e all’anoressia.

 

Il tubercolinismo è l’unica diatesi che presenta numerosi nosodi, ossia rimedi omeopatici ottenuti a partire da materiale patologico: T.K., T.R., Aviaire, V.A.B., Denys, Spengler, Marmorek, Bacillinum.

Luesinismo o diatesi luesinica

Il luesinismo è la predisposizione all’insorgenza di manifestazioni patologiche attraverso meccanismi degenerativi e distruttivi. Questo “miasma”, o diatesi, fu individuato da Hahnemann che ne face risalire le manifestazioni ad una pregressa infezione sifilitica contratta dal soggetto stesso o dagli ascendenti.
In epoche più moderne esso venne rivalutato da diversi autori, compreso Santini, che fecero coincidere il modello reattivo luesinico con il fluorismo, ossia quella “forza energetica fisiopatologica” capace di attaccare diverse costituzioni e di divenire, essa stessa, il punto evolutivo peggiorativo delle altre diatesi.
Nel luesinismo c’è, pertanto, un alterato metabolismo del fluoro e dei suoi composti che induce nel biotipo alterazioni funzionali ed organiche agendo sul sistema nervoso centrale e periferico, sulle ossa, sul tessuto elastico, sulla parete dei vasi sanguigni e sulla pelle.
Attualmente gli omeopati ritengono che nel determinare questa diatesi, oltre alla sifilide, siano da chiamare in causa anche l’alcolismo, la consanguineità, le radiazioni e le malattie contratte durante la gravidanza.

 

 

Il luesinismo si manifesta con sintomi psichici che si riconoscono nell’esacerbazione delle strategie di potere, per cui avremo:

  • in fase di equilibrio una serie di manifestazioni, anche positive, quali organizzazione, efficienza, programmazione e attitudine al comando, anche se a volte con note di ira, aggressività e atteggiamenti di superiorità.
  • in fase di squilibrio le caratteristiche psichiche che connotano il soggetto nella fase di equilibrio evolvono in rabbia, violenza, orgoglio esagerato, eccessivo desiderio di denaro, manie (soprattutto della pulizia), irrisolutezza, decisioni contraddittorie, scarso tatto ed educazione, superficialità, desiderio di arricchirsi per imporsi, sospettosità, gelosia, diffidenza, delinquenza, perversione sino alla distruzione del prossimo o di se stesso.

Sul piano fisico, a queste caratteristiche mentali, possono corrispondere una serie di anomalie morfologiche e funzionali e di manifestazioni autodistruttive dei vari apparati che culmineranno nelle patologie autoimmuni, degenerative e neoplastiche.
Tra le anomalie morfologiche e funzionali si evidenziano:

  • irregolarità dell’apparato osteoarticolare: flogosi, ulcerazioni, distrofie, esostosi, anomalie cardiache con vasculiti, ipertensione, sclerosi e aneurismi
  • patologie della pelle: psoriasi, sclerodermia, cicatrici esuberanti, ittiosi, ulcere, fistole
  • disturbi a carico dell’apparato digerente: irregolarità del posizionamento dei denti con palato stretto, ulcere, coliti ulcerose

Caratteristica molto importante del luesinismo è l’aggravamento dei disturbi nelle ore notturne e al mare e il miglioramento in montagna.

 

Il nosodo del luesinismo è Luesinum.

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Le diatesi omeopatiche: psora e sicosi

 “Se si escludono i disturbi funzionali e le affezioni croniche soggettive e oggettive, originate da un genere di vita contrario all’igiene, così come le innumerevoli malattie da medicinali prodotte dai metodi di trattamento irrazionali e perniciosi che i medici allopatici hanno impiegato, la maggior parte delle malattie croniche che resta si deve allo sviluppo delle tre diatesi o miasmi cronici… Ognuna di queste tre affezioni era già diffusa in tutto l’organismo e lo ha invaso in tutte le direzioni prima che apparissero i sintomi primari… Se si sopprimono queste manifestazioni, presto o tardi si ripercuotono all’interno, producendo ogni specie di sofferenze, tutte la malattie croniche che non esisterebbero se i medici avessero cercato di curare radicalmente questi tre miasmi o diatesi.”

(Christian Samuel Friedrich Hahnemann, Organon dell’arte di guarire)

 

Per spiegare il concetto di diatesi abbiamo deciso di partire dalla definizione che ne dà il padre dell’Omeopatia, Christian Samuel Friedrich Hahnemann, nella sua illustre opera.
La diatesi, ovvero la predisposizione originaria della persona a un peculiare tipo di malattia proprio della sua costituzione, è uno dei concetti alla base della Medicina Omeopatica. Questo argomento è stato già accennato nel precedente approfondimento dedicato alle Costituzioni Omeopatiche, ma in quanto fondante dei principi omeopatici merita di essere analizzato nel dettaglio.

Diatesi e Omeopatia: un po’ di storia

Samuel Hahnemann, dopo aver riscontrato che, a lungo andare, i sintomi trattati con l’Omeopatia tendevano a ripresentarsi, distinse le patologie in due categorie:

  • acute: che presentavano sintomi facilmente arginabili in breve tempo;
  • croniche: ossia giacenti in profondità e che costituivano la vera causa della sintomatologia.

Nel 1816, affrontando il problema delle malattie croniche, Hahnemann si rese conto che, basandosi solamente sulla Legge di Similitudine della patologia in atto, si assisteva a frequenti recidive e, pertanto, individuò tre miasmi o diatesi:

  • psora, luesinismo e sicosi responsabili e punto di partenza delle patologie primitive da cui trarrebbero poi origine tutte le altre patologie acute e croniche.
    Secondo Hahnemann la psora è il miasma più diffuso, nato dalla soppressione delle eliminazioni cutanee, il luesinismo trae origine da pregressa infezione luetica, la  sicosi da pregressa  infezione gonococcica.

Questa impostazione originaria fu poi integrata, per merito della scuola francese, dall’inserimento di un quarto “miasma”, il tubercolinismo, derivato dall’infezione tubercolare e, in una prima fase, compreso nella psora.

Tali “miasmi” o “diatesi” o, come li chiamava il Professor Antonio Santini, “forze energetiche fisio-patologiche” (F.E.F.P.), sono sempre presenti in ogni costituzione, ma con variabile rappresentatività ed incidenza.

 

In questa prima parte di trattazione dedicata alle diatesi procediamo analizzando approfonditamente due delle quattro appena citate, ovvero la psora e la sicosi. Luesinismo e tubercolinismo saranno oggetto della prossima trattazione.

Psora o diatesi psorica

Difficile è la definizione della psora: si è parlato di peccato universale, di lebbra nella Bibbia, di scabbia nel Medioevo, di artritismo, di dismetabolismo, di patologie conseguenti a malattie cutanee “soppresse”.

Hahnemann la definisce “una malattia miasmatica cronica che è divenuta la madre di tutte le malattie acute e croniche da cui il genere umano viene attaccato. È la malattia più antica che si conosca ed è la più multiforme”.

Per Henry Bernard la psora rappresenta ancora un meccanismo di difesa.
In termini più moderni, ma senza dubbio modernizzabili, “la psora è quella tendenza che determina l’insorgenza di manifestazioni patologiche dovute a turbe del ricambio e ad autointossicazione per insufficienza funzionale dei vari organi”.

 

Dunque la diatesi psorica esprime la tendenza ad eliminare le tossine attraverso la cute, le mucose o gli emuntori fisiologici (reni, fegato, ecc.). Provoca principalmente manifestazioni cutanee periodiche e alternanti con tendenza ad aggravamenti in senso centripeto, ossia verso l’interno dell’organismo.

In fase stenica si avrà la liberazione delle scorie tramite pelle e mucose o alternanze di eliminazione, mentre in fase astenica si determineranno malattie del ricambio e per ultima la sclerosi.

 

Di fondamentale importanza è la conoscenza dei sintomi e delle malattie che permettono di individuare la psora:

  • in fase stenica avremo un soggetto ordinato, preciso, disciplinato nei pensieri, intransigente verso se stesso e verso gli altri, metodico, disciplinato, obbediente e che tende a dominare le proprie emozioni. Questo soggetto presenta un linguaggio sobrio e preciso, il cui obiettivo è quello di costruire e realizzare.
    Le sue tendenze patologiche sono prevalentemente collegate a disturbi funzionali e pertanto, nell’obiettivo delle eliminazioni cutanee e mucose, si avranno eczemi, allergie, orticaria, asma, riniti, reumatismi, foruncolosi, impetigine, alternanze morbose.
  • nella fase astenica, di cedimento, l’accumulo delle scorie determinerà affezioni sclerotiche cardiovascolari, renali ed epatiche, malattie del ricambio come diabete, obesità ed uricemia, malattie reumatiche. A livello psicologico si manifesterà ansietà, irrequietezza, incertezza, depressione, timore di non essere capaci di realizzare progetti, di arrivare in ritardo, che il tempo sfugga, paura di morire, di non essere curabile, del buio e ipersensibilità agli stimoli e agli odori.

La diatesi psorica è caratterizzata da aggravamenti che si verificano dopo mangiato e dopo aver assunto latte, se il soggetto è di costituzione carbonica; se invece è di costituzione sulfurica l’aggravamento si ha quando il soggetto è esposto a fonti di calore. Per quanto riguarda i miglioramenti, se si parla di soggetto carbonico, si avranno con il riposo, con il calore, con secrezioni, escrezioni ed eruzioni.

Sul piano alimentare la psora determina nel soggetto carbonico un forte desiderio di cibi indigesti, idrati di carbonio e dolci ed un’avversione al latte; nel sulfurico produce desiderio di cibi assai conditi e di carni particolarmente grasse (pertanto povere di zolfo che il sulfurico metabolizza male).

Sicosi o diatesi sicotica

Il termine sicosi deriva dal greco “sicon” che significa fico e rappresenta, pertanto, la tendenza a produrre neoformazioni più o meno peduncolate.

La diatesi sicotica è la tendenza a determinare, attraverso meccanismi di idrogenoidismo e reticoloendoteliosi, manifestazioni patologiche fino a giungere al “quod tumet”. La sicosi, inoltre, rappresenta il cedimento dell’organismo che si lascia invadere dalle scorie del ricambio in quanto vi è una condizione di ipofunzionalità generale. Per Henry Bernard “sicosi è uguale all’abdicazione”.
Anche in questo caso è fondamentale conoscere i sintomi e le malattie che permettono di individuare la sicosi:

  • in fase stenica si evidenzia ipercorticosurrenalismo come opposizione all’ipoendocrinismo. Tentativi di difesa locali con sudorazioni circoscritte, smagliature, iperseborrea, secrezioni, escrescenze, callosità, cisti, verruche, varicella, lipomi, ipertrofia prostatica, ecc. Ma anche eccitamento nervoso con agitazione, frenesia, desiderio di toccare ogni cosa.
  • in fase astenica prende il sopravvento l’ipoendocrinismo tiroideo, ipofisario, paratiroideo e gonadale. Le unghie del soggetto sono fragili e i capelli cadono. Vi sono tremori, ipofunzione epatica, digestiva e renale. Il soggetto inoltre soffre di stanchezza fisica con necessità di riposo che, anche se presente, non giova. A livello psicologico si manifestano depressione e comparsa di idee fisse.

 

Altre caratteristiche della diatesi sicotica sono l’aggravamento con l’umido e il riposo e il miglioramento al mare e con il movimento.

 

La sicosi può essere ereditaria o può insorgere per le seguenti cause:

  • pregressa blenorragia;
  • abuso di vaccini e sieri;
  • malattie croniche intestinali;
  • malaria;
  • tifo;
  • amebiasi;
  • febbre maltese;
  • permanenza in ambienti umidi;
  • abusi alimentari specie di cibi troppo raffinati o poco naturali;
  • uso della pillola anticoncezionale;
  • uso di ormoni e farmaci;
  • traumi cranici;
  • colibacillosi;
  • soppressione di secrezioni;
  • frustrazioni e mobbing.
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Biotipo fosforico e muriatico: le due costituzioni del longilineo

Nell’uscita precedente abbiamo analizzato la costituzione carbonica e quella sulfurica (costituzioni del brevilineo) approfondendo il profilo morfologico, funzionale, psichico e intellettivo, le predisposizioni morbose e la relativa cura con farmaci omeopatici che caratterizzano i soggetti appartenenti a questi biotipi costituzionali, con un costante riferimento alle diatesi omeopatiche.

Esaminiamo ora tutti gli aspetti che caratterizzano la costituzione fosforica e quella muriatica (o sulfurica magra) che corrispondono alle due costituzioni del longilineo (astenico e stenico) secondo l’approccio endocrinologico di Nicola Pende.

Costituzione fosforica o longilineo astenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione fosforica corrisponde all’ectoblasta del Martiny e al longilineo astenico del Pende.
I punti deboli del soggetto fosforico, che derivano dal foglietto ectoblastico, riguardano il sistema nervoso centrale e periferico, simpatico, epidermide, mammelle, ghiandola pineale, ipofisi posteriore, midollare surrenale.
Di seguito un’analisi specifica dei diversi aspetti che connotano i soggetti fosforici da un punto di vista sia fisico che psichico.

Profilo morfologico

Da un punto di vista morfologico il biotipo fosforico è un soggetto longilineo, con tendenza alla magrezza, gracile e astenico. Ulteriori caratteristiche fisiche che identificano questo biotipo sono:

  • cute sottile, pallida per anemia e precocemente invecchiata per malnutrizione;
  • cranio triangolare con base in alto e allungato, tendenza alla calvizie precoce, fronte alta;
  • palato ogivale, denti poco solidi, giallognoli;
  • mandibola stretta e corta;
  • collo lungo con protrusione del pomo di Adamo;
  • torace stretto, lungo, con angolo costale acuto;
  • scapole alate.

Per quanto riguarda gli arti, il fosforico ha mani lunghe con dita affusolate e unghie a mandorla, legamenti e muscoli ipotonici per cui spesso soffre di ptosi, scoliosi, cifosi.

Profilo funzionale

Il soggetto fosforico è caratterizzato da deambulazione e movimenti eleganti. Nell’attività sportiva tende più alla prestazione rapida che non alla resistenza. È dunque contrassegnato da poca resistenza allo sforzo, specie prolungato, per cui tende ad un risparmio energetico.
Nonostante sia una persona freddolosa, ha un forte desiderio di stare all’aria aperta per ossigenarsi. È ipoteso ed ha una grande resistenza alle malattie, o meglio, nonostante sia sempre malaticcio è raramente colpito da patologie serie.
Qualora sia affetto da malattie acute si tratta di patologie lente, torpide e con una lunga convalescenza.
Endocrinologicamente tende a presentare le seguenti caratteristiche:

  • ipersimpaticotonismo con ipertiroidismo;
  • iperpinealismo, per cui dimagrimento, ipoazotemia, ipocalcemia da ipoparatiroidismo;
  • ipermedullosurrenalismo che giustifica l’accelerazione del ritmo cardiaco e quel poco di forza che è del biotipo;
  • ipopituitarismo anteriore;
  • ipocorticosurrenalismo;
  • ipogonadismo.

Profilo psichico e intellettivo

I soggetti di costituzione fosforica hanno un aspetto caratteriologico emotivo, sentimentale, pessimista, desideroso di gloria e onori. Presentano fasi di esaltazione e di depressione e hanno scarsa resistenza intellettuale.
Per ciò che riguarda l’aspetto intellettivo sono dotati di intelligenza astratta: sono degli idealisti, dei sognatori, degli artisti.

Predisposizioni morbose

In considerazione del foglietto embriologico coinvolto e della prevalenza della diatesi tubercolinica e dell’astenia, il soggetto presenterà:

  • diatesi reumatica;
  • distonia neurovegetativa;
  • anemia;
  • patologie respiratorie;
  • TBC;
  • atonia gastro-intestinale.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base dei soggetti fosforici, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Calcarea phosphorica.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia phosphorica
  • Kalium phosphoricum
  • Natrum phosphoricum
  • Phosphorus
  • Phosphoricum acidum

Tra i farmaci più usati per la cura dei disturbi che affliggono i soggetti di costituzione fosforica, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Actaea racemosa
  • Anacardium orientale
  • Drosera
  • Kalium iodatum
  • Pulsatilla
  • Petroleum
  • Silicea

Costituzione fosforica e diatesi omeopatiche

Contrariamente alle altre tre costituzioni in cui predomina la psora, abbiamo qui una prevalenza del tubercolinismo, cui segue la psora, il luesinismo e la sicosi.

Costituzione muriatica o longilineo stenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione muriatica corrisponde al cordoblasta secondo Martiny e al longilineo stenico secondo Pende.
Il cordoblastismo comporta un equilibrio dei tre foglietti embrionali: il soggetto muriatico tende, quindi, al biotipo ideale.
Procediamo analizzando i diversi aspetti che connotano i seguenti soggetti.

Profilo morfologico

I soggetti di costituzione muriatica sono per lo più, da un punto di vista morfologico, longilinei stenici molto ben proporzionati, e presentano le seguenti connotazioni fisiche:

  • cute scura perché vitale;
  • cranio di forma quadrata per lo sviluppo armonico dei tre settori;
  • fronte alta con calvizie precoce;
  • arcata dentaria regolare, molto tartaro, mandibola robusta;
  • torace lungo, regolare, armonico;
  • arti regolari con mano lunga e muscolosa.

Profilo funzionale

Il biotipo muriatico, come si è detto, presenta un equilibrio dei tre foglietti e, proprio grazie a questo aspetto, presenta un’eccellente funzione degli organi. È caratterizzato, inoltre, da grande resistenza alla fatica e buona resistenza alle malattie acute. Il suo equilibrio è anche endocrinologico e neurovegetativo.

Profilo psichico e intellettivo

Dal punto di vista intellettivo presenta un’intelligenza aperta, con larga intuizione. Inoltre possiede un temperamento vitale contraddistinto da equilibrio, autocontrollo e grande capacità costruttiva. Nella maggior parte dei casi si tratta di una persona che presenta le seguenti caratteristiche:

  • autoritario;
  • saggio;
  • prudente;
  • preciso;
  • leale;
  • ottimista;
  • pacifico.

Predisposizioni morbose

Per quanto riguarda i disturbi fisici cui è soggetto il biotipo muriatico, è necessario fare una distinzione in base alla fase di sviluppo:

  • nei bambini presenta quello che veniva chiamato “linfatismo eretistico” ovvero una sindrome morbosa caratterizzata da ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, da ingrossamento dei gangli linfatici, pallore e diminuita resistenza alle malattie da raffreddamento;
  • nell’adulto tende alle artropatie croniche e alle turbe epatiche funzionali.

Farmaci omeopatici

I farmaci di base a cui l’iter terapeutico deve ricondurre sono due: Natrum muriaticum, per la parte tubercolinica, e Sulphur iodatum per la parte psorica.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Calcarea muriatica
  • Magnesia muriatica
  • Kalium muriaticum
  • Ammonium muriaticum
  • Muriaticum acidum

Tra i farmaci più usati in questa costituzione, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Apis mellifica
  • Actaea racemosa
  • Colocynthis
  • Ignatia amara
  • Arsenicum iodatum
  • Iodum
  • Stannum metallicum

Costituzione muriatica e diatesi omeopatiche

Le diatesi di questo soggetto costituzionale, in ordine di prevalenza, sono: psora, tubercolinismo, luesinismo, sicosi.

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Biotipo carbonico e sulfurico: le due costituzioni del brevilineo

Prima di iniziare lo studio delle singole costituzioni in Omeopatia, è opportuno fare riferimento alle diatesi omeopatiche, in quanto capaci di determinare una prevalenza costituzionale e di manifestare una potenzialità patologica. Le diatesi saranno oggetto di ulteriore trattazione dettagliata, ma al momento meritano una, seppur relativa, definizione, così come espressa dal professor Antonio Santini:

 

  • La Psora è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di insufficienza funzionale dei vari organi determinando autointossicazione o turbe del ricambio”.
  • Il Tubercolinismo è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di ossigenoidismo, disidratazione e demineralizzazione”.
  • La Sicosi è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso meccanismi di idrogenoidismo e reticoloendoteliosi…fino a giungere al quod tumet”.
  • Il Luesinismo è “la forza energetica che traduce in malattia la potenzialità patologica, predisposta nella cellula, attraverso degenerazioni e distruzioni cellulari fisiche e mentali fino alla sclerosi”.

 

Procediamo ora analizzando nel dettaglio la costituzione carbonica e quella sulfurica, che corrispondono alle due costituzioni del brevilineo (astenico e stenico) secondo l’approccio endocrinologico di Nicola Pende.

Costituzione carbonica o brevilineo astenico in Omeopatia

Nei soggetti di costituzione carbonica il metabolismo del carbonio risulta essere alterato. Rifacendoci alle diverse classificazioni delle costituzioni umane in Omeopatia, il biotipo carbonico corrisponde al brevilineo astenico del Pende e al biotipo endoblastico del Martiny.
Derivano dal foglietto endoblastico, e saranno pertanto punti deboli per il carbonico, le mucose dell’apparato digerente, le mucose dell’apparato respiratorio, il fegato, il pancreas, le tonsille, i polmoni, la tiroide, le paratiroidi, il timo.
Analizziamo nel dettaglio la costituzione carbonica sotto differenti profili.

Profilo morfologico

I biotipi carbonici sono tendenzialmente soggetti di statura media o tendente al basso, con propensione ad ingrassare o all’obesità, con grasso flaccido a causa della ritenzione idrica.
Presentano inoltre:

  • cute pallida;
  • denti bianchi e quadrati;
  • arcata dentaria larga;
  • faccia rotondeggiante;
  • addome globoso, che evidenzia la prevalenza digestiva del soggetto.

Il soggetto carbonico presenta mani dalla forma quadrata, muscoli ipotonici e genitali ipoplasici.
Inoltre, a braccia estese il suo angolo braccio-avambraccio è inferiore a 180°, mentre, l’angolo tra coscia e gamba è inferiore a 180°.

Profilo funzionale

Dal punto di vista funzionale la deambulazione del biotipo carbonico è lenta e pesante; i suoi gesti sono misurati. Presenta, inoltre, un appetito sviluppato con ricerca di idrati di carbonio e dolci.
Qualora sia affetto da malattie acute presenta un lungo periodo di incubazione con defervescenza per lisi e una protratta convalescenza.
Endocrinologicamente tende ad essere:

  • ipotiroideo;
  • ipogonadale;
  • ipertimico;
  • iperparatiroideo;
  • vagotonico.

Profilo psichico e intellettivo

Il biotipo carbonico è un soggetto calmo, sedentario, preciso, rinunciatario, metodico e che tende al risparmio delle energie.
Inoltre dal punto di vista del profilo intellettivo presenta un’intelligenza analitica e concreta.

Predisposizioni morbose

A seconda delle diverse tappe dello sviluppo evolutivo del soggetto carbonico, si potranno verificare predisposizioni morbose a carico di differenti apparati:

  • nel bambino: fatti infiammatori acuti a carico dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente, degli organi linfatici e della cute;
  • nell’adolescente: reumatismo articolare acuto;
  • nell’adulto: artrosi, sclerosi circolatoria e soprattutto d’organo, tendenza all’ipotensione arteriosa, all’ipertensione venosa, all’ipercolesterolemia, al diabete, alle allergie, alle neoplasie, alla litiasi renale ed epatica e alla depressione.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Calcarea Carbonica, uno dei principali policresti dell’Omeopatia e anche uno dei maggiori rimedi della Psora.

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia carbonica;
  • Kalium carbonicum;
  • Natrum carbonicum;
  • Baryta carbonica;
  • Ammonium carbonicum;
  • Carbo vegetabilis;
  • Carb oanimalis.

Tra i farmaci più usati per la cura di patologie nei soggetti di costituzione carbonica, individuati sulla base della prevalenza diatesica, vi sono:

  • Belladonna;
  • Hyosciamus;
  • Capsicum;
  • Stramonium;
  • gli Antimoni;
  • Spongia tosta;
  • Bromium;
  • Zincum metallicum.

Costituzione carbonica e diatesi omeopatiche

La diatesi è la modalità, propria di ciascun individuo, di sviluppo e di evoluzione della malattia.
In ogni costituzione sono presenti le quattro diatesi, che nella costituzione carbonica avranno il seguente ordine di prevalenza: la psora al primo posto, la sicosi al secondo e successivamente tubercolinismo e luesinismo.

Costituzione sulfurica o brevilineo stenico in Omeopatia

Il soggetto di costituzione sulfurica corrisponde al brevilineo stenico nella classificazione endocrinologica del Pende e al mesoblasta del Martiny. Dal foglietto mesoblastico derivano e saranno pertanto punti deboli per il sulfurico: muscoli striati e lisci, scheletro e sistema osteo-articolare, cuore, arterie, vene, capillari, vasi linfatici, sangue, reticolo endotelio, mesenchima, derma, reni, milza, pleura, peritoneo, corticosurrene, gonadi, ipofisi anteriore.
Di seguito un’analisi specifica dei diversi aspetti che connotano i soggetti sulfurici da un punto di vista sia fisico sia psichico.

Profilo morfologico

I soggetti di costituzione sulfurica sono, per lo più, individui di media statura che presentano una corporatura robusta, a volte “tozza”, che tende al grasso (ma non flaccido), con tono muscolare comunque marcato.
Ulteriori caratteristiche fisiche che identificano questo biotipo sono:

  • cute ben sanguificata, di colore rosso vivo;
  • frequente ipertricosi, spesso capelli scarsi;
  • faccia con parte respiratoria e digestiva ben sviluppate;
  • arcate dentarie regolari;
  • denti resistenti alla carie,
  • collo corto, tozzo (taurino);
  • torace ben sviluppato, spesso corto e quadrato.

Per quanto riguarda gli arti, il soggetto sulfurico ha mani quadrate e una muscolatura ben sviluppata. L’angolo braccio-avambraccio è, a braccia estese, minore di 180°, così come l’angolo tra coscia e gamba.

Profilo funzionale

Il tipo sulfurico possiede un’andatura pesante e regolare, non particolarmente veloce; mostra inoltre ottima resistenza allo sforzo fisico. Ha un appetito sviluppato con ricerca di cibi sapidi e grassi.
È caloroso e presenta una sudorazione accentuata con sensazione di piedi che bruciano. Endocrinologicamente è un ipersurrenalico.
Se malato, le febbri raggiungono alte temperature, ma sono di breve durata. Trattasi però di un soggetto che presenta elevata resistenza alle malattie.

Profilo psichico e intellettivo

I soggetti di costituzione sulfurica hanno un temperamento vitale; sono impulsivi, a volte aggressivi, e amano il movimento perché consente loro di scaricare l’abbondante energia propria della costituzione. Inoltre apprezzano e ricercano una condizione di agonismo, anche nel lavoro.
Dal punto di vista intellettivo presentano un tipo di intelligenza realizzatrice, portata alla sintesi.

Predisposizioni morbose

Nella costituzione sulfurica l’apparato circolatorio è quello maggiormente soggetto a patologie, pertanto il soggetto potrà presentare:

  • ipertensione;
  • patologie cardiache;
  • arteriosclerosi;
  • iperglobulia;
  • ipercolesterolemia;
  • allergie.

Farmaci omeopatici

Il farmaco costituzionale di base dei soggetti a costituzione sulfurica, a cui l’iter terapeutico deve ricondurre, è Sulphur (zolfo).

 

I farmaci intermedi, che rappresentano i progressivi gradi di scompenso, sono:

  • Magnesia sulphurica;
  • Kalium sulphuricum;
  • Natrum sulphuricum;
  • Sulphuricum acidum;
  • Baryta carbonica.

Tra i farmaci più usati in questa costituzione, a seconda della prevalenza diatesica, avremo:

  • Aconitum;
  • Bryonia;
  • Mercurius solubilis;
  • Aurum metallicum;
  • Arsenicum album;
  • Nux vomica;
  • Lachesis;
  • Plumbum metallicum;
  • Argentum nitricum.

Costituzione sulfurica e diatesi omeopatiche

Rifacendoci a quanto detto in precedenza, nella costituzione sulfurica le diatesi sono nell’ordine di prevalenza: psorica, luesinica, tubercolinica, sicotica.