Diarrea

Area Gastrointestinale | Redazione

Si definisce diarrea il disturbo caratterizzato dall’evacuazione copiosa e frequente di materie fecali fluide.

Il peso delle feci di un adulto in salute varia tra i 100 e i 300 g/die, sulla base della quantità di materiale non assorbibile contenuto nella dieta (principalmente carboidrati).

Uno degli elementi distintivi del disturbo è l’aumento del volume delle evacuazioni e del peso delle feci: si parla di diarrea quando quest’ultimo risulta maggiore di 300 g/die. Tale peso è costituito in gran parte da acqua, di solito in una percentuale del 60-90%: l’eccessiva quantità di liquidi nelle feci è, infatti, determinante nella definizione della diarrea.

Cause della diarrea

Le cause del disturbo possono avere una natura varia ed essere:

  • infettive;
  • farmacologiche;
  • alimentari;
  • postchirurgiche;
  • infiammatorie;
  • correlate al transito;
  • psicologiche.

Ognuna di queste cause porta al manifestarsi del disturbo secondo quattro meccanismi:

  1. aumento del carico osmotico;
  2. incremento della secrezione;
  3. infiammazione;
  4. riduzione del tempo di assorbimento.

Diarrea osmotica: fisiopatologia

La diarrea osmotica si ha quando rimangono nell’intestino un eccesso di soluti non assorbibili, ma idrosolubili, che trattengono acqua.

La diarrea osmotica si verifica con maggior frequenza in caso di:

  • intolleranza allo zucchero, inclusa quella al lattosio, dovuta a un deficit dell’enzima lattasi;
  • assunzione di sali scarsamente assorbibili (ad esempio solfato di magnesio, fosfato di sodio) come lassativi salini o antiacidi;
  • ingestione di grandi quantità di exitoli (ad esempio sorbitolo, mannitolo) usati come sostituti dello zucchero e capaci di indurre un’accelerazione della peristalsi intestinale – si parla anche, in questo caso specifico, di diarrea da “alimenti dietetici” o da “chewing-gum”;
  • consumo eccesivo di determinati cibi, come alcuni frutti.

Diarrea secretoria

Una diarrea secretoria si presenta quando intestino tenue e crasso producono più acqua ed elettroliti di quanto non siano capaci di assorbire.

Le sostanze secretagoghe includono:

  • tossine batteriche, ad esempio nel colera;
  • virus enteropatogeni;
  • acidi biliari, ad esempio dopo una resezione ileale;
  • grassi alimentari non assorbiti, ad esempio nella steatorrea;
  • alcuni farmaci come
    • i catartici antrachinoni,
    • l’olio di castoro,
    • le prostaglandine;
  • gli ormoni peptidici, come il peptide intestinale vasoattivo prodotto dai tumori pancreatici.

Diarrea essudativa

La diarrea essudativa si verifica in molte affezioni della mucosa come

  • l’enterite regionale;
  • la colite ulcerosa;
  • la TBC;
  • i linfomi;
  • i carcinomi;

che provocano un’infiammazione, un’ulcerazione e l’edema della mucosa.

Questi processi infiammatori e lesivi determinano un’essudazione di:

  • plasma;
  • proteine sieriche;
  • sangue;
  • muco;

responsabile dell’incremento della massa fecale e del contenuto liquido.

L’interessamento della mucosa rettale può causare tenesmo e aumentare la frequenza delle defecazioni, perché il retto infiammato è più sensibile alla distensione.

Diarrea da malassorbimento

La diarrea da malassorbimento, invece, può avvenire attraverso due tipologie di meccanismi:

  • secretori;
  • osmotici, quando il materiale non assorbito è
    • abbondante,
    • idrosolubile,
    • di basso peso molecolare.

Diarrea paradossa

La diarrea paradossa è provocata dal passaggio delle feci liquide intorno ai fecalomi.
Questa forma del disturbo si manifesta tipicamente:

  • nei bambini;
  • negli adulti debilitati e dementi.

Come si cura la diarrea? L’importanza della diagnosi

Per effettuare una corretta diagnosi del disturbo è necessario prendere in considerazione:

  • le circostanze di inizio della diarrea inclusi
    • i viaggi recenti,
    • i cibi ingeriti,
    • la provenienza dell’acqua,
    • l’uso di medicinali;
  • la durata della diarrea;
  • la gravità della diarrea;
  • l’associazione di diarrea, vomito e dolori addominali;
  • la presenza di sangue nelle feci o la loro modificazione cromica;
  • la frequenza e l’orario delle evacuazioni;
  • la consistenza delle feci;
  • la presenza di steatorrea (feci grasse, oleose o maleodoranti);
  • le variazioni del peso corporeo e dell’appetito;
  • la presenza di tenesmo rettale;
  • lo stato idroelettrolitico.

L’esame obiettivo deve essere completo e bisogna rivolgere particolare attenzione all’addome e all’esplorazione rettale.

Diarrea: omeopatia e rimedi

Parlando di diarrea e omeopatia è molto interessante l’effetto sinergico dei rimedi all’interno di medicinali complessi, che possono agire su varie tipologie del disturbo come:

  • diarrea da viaggio;
  • diarrea con febbre;
  • dissenteria;
  • diarrea dovuta a gastroenterocoliti acute e croniche a varia eziologia.
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