Cataratta

Area Oculistica | Redazione

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino; può avvenire in tempi brevi o lunghi a seconda dei casi e comporta inevitabilmente la diminuzione della vista.

Cataratta: tipologie

La cataratta viene classificata in diverse tipologie, ciascuna delle quali ha origine da cause diverse:

  • Cataratta congenita (di origine ereditaria o dovuta a malattie virali o infettive della madre)
  • Cataratta della prima infanzia (su base dismetabolica)
  • Cataratta da alterazione del metabolismo del calcio
  • Cataratta di origine traumatica, da folgorazione, tossica e farmacologica
  • Cataratta senile

Cataratta nucleare, corticale e sotto-capsulare

In funzione della zona del cristallino che presenta delle opacità la cataratta viene, inoltre, distinta in:

  • Nucleare quando è coinvolto il nucleo del cristallino;
  • Corticale se è coinvolta principalmente la corteccia del cristallino;
  • Sotto-capsulare se è coinvolta principalmente la capsula.

Questa classificazione non ha solo carattere accademico. I soggetti che presentano l’una o l’altra tipologia presentano, infatti, disturbi visivi di tipo diverso:

  • Soggetti con cataratta nucleare: generalmente vedono meglio la sera, quando col buio la pupilla si dilata e i raggi riescono a passare attraverso la zona periferica del cristallino che si presenta più trasparente;
  • Soggetti con cataratta corticale: vedono meglio di giorno quando, a causa dell’intensità della luce, la pupilla ristretta lascia passare i raggi luminosi esclusivamente attraverso il centro del cristallino, che in questo caso è più trasparente della zona periferica.

Generalmente mentre i soggetti con cataratta nucleare tendono a diventare più miopi o meno ipermetropi, quelli con cataratta corticale tendono a diventare più ipermetropi o meno miopi.

Cataratta senile: sintomi e decorso

La forma di cataratta più diffusa e conosciuta è quella senile che ha un decorso molto variabile sia in termini di tempo che di alterazione del virus.

All’inizio, solitamente, il paziente avverte la diminuzione della sua presbiopia, tanto che riesce a leggere da vicino senza occhiali.
Contemporaneamente, però, si accorge anche di una diminuzione della visione da lontano; questa fase è seguita da un calo della visione che diventa molto meno nitida negli ambienti illuminati o nelle giornate di sole.
Con il progredire dell’opacizzazione del cristallino la capacità visiva diminuisce sempre più e il paziente perde completamente la possibilità di leggere i comuni caratteri di stampa.
Successivamente la situazione peggiora fino al punto che la percezione visiva si limita unicamente alla distinzione tra luce ed ombra.

In alcuni soggetti la cataratta senile progredisce molto rapidamente, altre volte, invece, evolve così lentamente che da un anno all’altro il paziente non si rende conto di alcuna variazione della sua capacità visiva.

Cataratta senile: le cause scatenanti

La comparsa della cataratta è legata ad alcune cause scatenati, ad esempio:

  • la degenerazione della struttura del cristallino;
  • le disfunzioni delle membrane delle fibre corticali del cristallino;
  • dall’ossidazione delle componenti lipidica e proteica.

Poiché la trasparenza del cristallino dipende dall’equilibrio di fattori ossidanti ed antiossidanti e poiché questi ultimi diminuiscono con il progredire dell’età, appare evidente l’intima connessione tra invecchiamento ed insorgere della cataratta.

Nello sviluppo della cataratta senile la degenerazione del cristallino è spesso secondaria a patologie quali:

  • diabete;
  • ipocalcemia;
  • galattosemia.

Anche i fattori ambientali possono portare all’insorgere del disturbo, soprattutto nei casi in cui l’esposizione alla luce solare è elevata e protratta. Dannosa per i soggetti è sicuramente l’esposizione a:

  • radiazioni elettromagnetiche (onde radio, microonde, ecc.)
  • raggi ultravioletti

Cataratta: prevenzione e cura

L’impianto di un cristallino artificiale è, fino ad oggi, il rimedio più diffuso in grado di far recuperare la vista al paziente con cataratta. Le nuove tecnologie per la produzione del cristallino artificiale, le attuali tecniche di implantologia, l’elevata biocompatibilità e i moderni concetti di posizionamento, rendono l’impianto di cristallino artificiale molto sicuro ed efficace.

Se da un lato non esiste attualmente una terapia farmacologica per la cura della cataratta dall’altro invece la prevenzione e il rallentamento del decorso della malattia sono possibilità molto più realistiche.
Per attuare un corretto approccio preventivo è necessario:

  • ridurre lo stress ossidativo locale e sistemico;
  • correggere le eventuali patologie associate ad un aumento del rischio di cataratta;
  • instaurare un’adeguata condotta alimentare;
  • attuare un intervento farmacologico mirato alla correzione delle alterazioni biochimiche dell’umore acqueo.

Cataratta e omeopatia

In caso di comparsa di questo disturbo, ricorrere a colliri omeopatici in soluzione isotonica migliora la vascolarizzazione del bulbo e, di conseguenza, anche il metabolismo favorendo pertanto il trofismo del cristallino e regolandone i processi osmotici.

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