Uso degli antibiotici in Italia i dati del rapporto Aifa 2017

Uso degli antibiotici in Italia: i dati del rapporto Aifa 2017

11 Giugno 2019

News | Redazione

È stato recentemente rilasciato il Rapporto nazionale 2017 sull’«Uso degli antibiotici in Italia», curato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che riporta i dati sull’antibiotico-resistenza nel territorio nazionale. La ricerca è stata condotta dall’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali nel corso del 2017 e rientra nelle strategie di intervento del primo Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) italiano. In questo senso, il rapporto si pone come uno strumento di monitoraggio per verificare l’andamento e i progressi ottenuti rispetto agi obiettivi e le indicazioni dell’OMS sulle strategie di intervento e di sorveglianza del consumo di antibiotici sia nel settore umano che veterinario.

 

Le analisi del PNCAR forniscono i dati di consumo e di spesa a livello nazionale e regionale, in ambito sia pubblico che privato, proponendo un confronto europeo dei consumi sia a livello territoriale che ospedaliero. Dalla ricerca è emersa la necessità di un approccio globale e condiviso finalizzato alla sensibilizzazione sull’uso responsabile di questi farmaci e che richiede dunque un coordinamento mondiale ed europeo per attuare strategie di prevenzione e controllo sulla resistenza agli antibiotici.

 

Secondo il rapporto dell’Osservatorio, il 90% del consumo di antibiotici a carico del Servizio Sanitario Nazionale è in regime di assistenza convenzionata, dato che dimostra come gran parte dell’utilizzo degli antibiotici dipenda dalle prescrizioni del Medico di Medicina Generale e del Pediatra di Libera Scelta. Ne consegue la necessità di intervenire a livello ministeriale sulla formazione dei prescrittori, oltre che sulla sensibilizzazione della popolazione all’uso responsabile di questa categoria di farmaci.

 

È emerso inoltre un forte divario fra le regionali: il Sud e le isole registrano un maggior consumo (24,9 DDD/1000 ab die) rispetto al Centro (20,7 DDD/1000 ab die) e al Nord (15,6 DDD/1000 ab die), il più virtuoso rispetto al resto d’Italia. In contro tendenza le regioni Campania e Puglia che mostrano le contrazioni più importanti dei consumi (rispettivamente -5,5% e -6,8%) e un notevole calo della spesa (rispettivamente -5,1% e -8,5%).

 

Il Report Aifa evidenzia comunque una progressiva tendenza a un uso più attento di antibiotici con le maggiori riduzioni dei consumi proprio nelle aree di maggior utilizzo.

 

Un altro aspetto interessante scaturito dalle analisi dei dati riguarda il rischio di eccesso di antibiotici per le fasce di età estreme, con un livello più elevato nei primi quattro anni di vita ed una prevalenza d’uso del 58,2% nei maschi e del 55,3% nelle femmine. Dopo i 75 anni invece, la prevalenza d’uso è del 50,6% negli uomini e del 50,8% nelle donne. Nei pazienti pediatrici si osserva un picco di prevalenza d’uso del 50% nel primo anno di vita del bambino, valore costante fino ai sei anni di età, sottolineando la necessità di porre particolare attenzione all’uso degli antibiotici in questa fascia di popolazione.

 

Sono emerse criticità anche dal focus di analisi sulla classe di antibiotici dei fluorochinoloni. Si tratta di una categoria di farmaci problematica sia per la capacità di indurre resistenza che per il rischio di effetti indesiderati. I dati sui consumi attestano che ad assumerne maggiormente sono due sottopopolazioni numericamente rilevanti come le donne in età compresa tra i 20 e i 59 anni e gli anziani con età inferiore o uguale ai 75 anni.

 

In generale, nel 2017 il consumo globale di antibiotici in Italia è sceso dell’1,6%, ma resta comunque superiore alla media europea giustificando ulteriormente l’intervento delle istituzioni nazionali e internazionali che si pongono come obiettivo di fronteggiare il problema dell’antibiotico-resistenza entro il 2020.

 


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