Chemocim: la Toscana finanzia studi sull'efficacia dell’omeopatia rispetto agli effetti collaterali delle cure oncologiche

Chemocim: Toscana finanzia studi sull’efficacia dell’omeopatia

23 Dicembre 2019

News | Redazione

Chemocim è il nome della ricerca finanziata con i fondi per la ricerca della regione Toscana che ha l’obiettivo di testare l’efficacia dell’omeopatia e dell’agopuntura per contrastare gli effetti avversi delle cure oncologiche e agevolare la riabilitazione.

 

Sono stati stanziati 315 mila euro grazie ad una specifica sezione del bando dedicata a “ricerca in ambito di medicine complementari e integrate” prevista anche a causa del forte interesse per le medicine alternative in Toscana. Chemocimun è un progetto presentato da Centro per le terapie complementari di Lucca, dal Centro di medicina integrata di Pitigliano, dal reparto di Anestesia e rianimazione del Santa Chiara di Pisa e dall’Istituto tumori toscano che si pone come obiettivo finale quello di arginare almeno uno degli effetti avversi più comuni di chemioterapia e terapia endocrina, ovvero il decadimento cognitivo definito anche come “chemobrain” (letteralmente cervello da chemio). Questo disturbo indotto dalla chemio terapia provoca vuoti di memoria, problemi di concentrazione e annebbiamento mentale per tutta la durata del trattamento, in alcune persone persistono per anni.

 

Lo studio clinico vede come protagoniste 300 pazienti accomunate dall’aver contratto il tumore alla mammella e selezionate in base alla tipologia che le ha colpite. Le pazienti saranno divise in tre gruppi:

  • il primo gruppo praticherà esercizi di riabilitazione con il neuropsicologo e seguirà consigli dietetici in associazione con agopuntura e auricoloterapia;
  • il secondo gruppo si differenzia dal primo perché sostituisce l’agopuntura e l’auricoloterapia con l’omeopatia;
  • il terzo gruppo farà da “gruppo di controllo” e praticherà solamente gli esercizi riabilitativi e abbinati ai consigli dietetici.

 

Dopo i tre mesi, i primi due gruppi si scambieranno raddoppiando il numero di pazienti che testeranno entrambe le medicine complementari senza metterle direttamente a confronto e, soprattutto, verificandone la loro l’efficacia in termini di medicina integrata, assieme all’adozione di una dieta adatta alla riabilitazione e all’intervento della neuropsicologia. Le valutazioni sull’andamento dello studio inizieranno dopo un anno e proseguiranno per i successivi 18 mesi.


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