Omeopatia VIII Convegno SIOMI

VIII Convegno SIOMI: presentati gli studi di Bellare sui principi attivi nelle diluizioni omeopatiche

17 Aprile 2019

News | Redazione

Dal 15 al 17 marzo 2019 si è tenuto a Firenze l’ottavo Convegno triennale della Società italiana di Omeopatia e medicina integrata (SIOMI), che quest’anno celebra il ventennale dalla sua fondazione. L’evento, dal titolo “L’omeopatia cambia verso… L’approccio alle malattie croniche oltre l’evidenza” ha visto la presenza di due ospiti d’eccezione: gli esperti internazionali Jayesh Bellare dell’Indian Institute of Technology di Bombay, ed Edward Calabrese dell’University of Massachusetts ad Amherst, massimo esperto mondiale di ormesi, fenomeno da lui ritenuto alla base del meccanismo d’azione dei medicinali omeopatici.

 

Di grandissimo interesse sono gli studi di Bellare sui principi attivi nelle diluizioni omeopatiche, presentati proprio durante il convegno. Jayesh Bellare, professore di ingegneria chimica in India, utilizzando tecniche di diffrazione elettronica e microscopio elettronico a trasmissione ha rinvenuto molecole di medicinale omeopatico dentro tutte le diluizioni, anche le più alte. Questi studi mostrano come l’Omeopatia funzioni secondo le leggi della chimica, una scoperta ritenuta rivoluzionaria dagli addetti ai lavori che si trovano costantemente a dibattere sulla scientificità o meno dell’omeopatia.

 

Jayesh Bellare e il suo team, grazie al microscopio elettronico a trasmissione (TEM), hanno dimostrato la presenza di un rilevante numero di molecole di principio attivo in tutte le diluizioni omeopatiche, dalla 6CH fino alla 200CH.
Dopo aver prelevato dei campioni di farmaci omeopatici le cui sostanze di partenza erano metalli – scelte per via del un buon contrasto visibile con il microscopio elettronico – hanno immortalato le sostanze in analisi con un ingrandimento molto elevato (200 kV). In questo modo, è stato scoperto che anche in presenza di un elevato grado di diluizione permangono molte particelle della sostanza originale e queste nano particelle sono presenti in quantità misurabile.
Si tratta di piccole dosi ma sufficienti a dare una risposta terapeutica secondo i principi della farmacologia delle microdosi.

 

Inoltre, è stato sottolineato come i risultati osservati siano spiegabili con il meccanismo dell’ormesi (rovesciamento di azione tra una dose grande – tossica – e una dose piccola che ha invece un effetto terapeutico), come ha ribadito il Prof. Edward Calabrese.

 

Dopo le presentazioni di tale studio e le considerazioni in merito, appare evidente a cosa faccia riferimento il titolo del convegno che recita “L’omeopatia cambia verso”.
Come sostenuto dal presidente della SIOMI, Simonetta Bernardini, questo convegno sancisce a tutti gli effetti la scientificità dell’Omeopatia e impone di affiancare l’omeopatia alla medicina tradizionale per migliorare la cura di molte malattie in modo da ridurre il carico di medicinali chimici e combattere in questo modo anche le antibiotico-resistenze, che oggi rappresentano una vera e propria emergenza.


COII