Caso clinico omeopatia: sindrome Bartter-Gitelman

Sindrome di Bartter-Gitelman in uomo di 24 anni

24 Luglio 2017

Casi clinici | Dario Chiriacò

Nel caso clinico preso in esame all’interno di questo approfondimento si fa riferimento ad una malattia rara, ovvero la sindrome di Bartter-Gitelman.
La condizione del paziente non ha impedito di affiancare ad una terapia allopatica anche un approccio omeopatico. Vediamo dunque quale cura omeopatica è stata intrapresa per la risoluzione del caso.

 

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Caratteri del paziente

Descrizione del soggetto: uomo di 24 anni
Diagnosi: sindrome di Bartter-Gitelman

 

Il paziente si è presentato all’osservazione, nell’ottobre 2006, a causa di gravi disturbi. Era stato infatti più volte ricoverato in ambiente ospedaliero e ne era stato dimesso con la diagnosi di sindrome di Gitelman (anche se vi era un dubbio di sindrome di Bartter di tipo 3).

Che cos’è la sindrome di Bartter-Gitelman

Le due patologie in questione, l’una individuata da Bartter nel 1962, l’altra da Gitelman 4 anni dopo, fanno parte della sindrome di Bartter, che raggruppa rare tubulopatie ereditarie trasmesse con modalità autosomica recessiva, caratterizzate da perdita renale di potassio e cloro e, quindi, da  ipokaliemia, ipocloremia, alcalosi metabolica e pressione arteriosa normale, nonostante la presenza di iperplasia dell’apparato iuxtaglomerulare che determina iperreninemia e iperaldosteronismo.
Nella sindrome di Gitelman, una variante con ipocalciuria, il gene mutato è SLC12A3 trasmesso in maniera autosomica recessiva sito su 16q13 e codifica per un cotrasportatore sodio-cloro nel tubulo distale del nefrone.

Visita omeopatica

Il paziente (soggetto longilineo) durante la visita omeopatica lamentava grandissima astenia da diversi anni. Questa gli impediva di condurre una vita normale in quanto spesso era costretto a stare a letto per buona parte della giornata.
Il massimo calo energetico si verificava alle 11 del mattino. Andava inoltre incontro a periodici episodi di elevata ipertermia.
Soffriva anche di polidipsia, infatti arrivava a bere oltre 8 litri di liquidi al giorno e poliuria. Avvertiva la necessità, questo sin dall’infanzia, di mangiare alcuni grammi di sale al giorno.

Cura omeopatica

Alla luce di quanto emerso durante la visita omeopatica si è deciso di intervenire attraverso un iter terapeutico ben definito. Vediamo quale cura omeopatica è stata adottata e a quali risultati ha portato.

 

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